La Sagra tra terra e cielo ha fatto centro: grande numero di visitatori e capacità di abbinare alla tradizione il gusto per la cultura e la ricerca di standard di sicurezza

Fiera, divorati 240 mila risotti

05/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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Iso­la del­la Sxcala. — Tre­cen­tomi­la pre­sen­ze, due­cen­to­quar­an­tami­la risot­ti cuci­nati, cinquan­tami­la dol­ci con­sumati, cen­toven­ti­quat­tro espos­i­tori pre­sen­ti: sono i numeri del­la trenta­seies­i­ma fiera del riso, appe­na resi noti dal Comi­ta­to comu­nale che l’ha gesti­ta e orga­niz­za­ta con la col­lab­o­razione dell’uffico fiere del Comune. La man­i­fes­tazione ha chiu­so i bat­ten­ti un mese fa, il 6 otto­bre, ma gli orga­niz­za­tori han­no atte­so di essere in pos­ses­so dei dati di tut­ti gli stand pri­ma di fare il bilan­cio del­la «Fiera tra ter­ra e cielo» che, rib­adis­cono, ha pun­ta­to in modo par­ti­co­lare sul miglio­ra­men­to dell’immagine e del­la qual­ità. Non si misura il suc­ces­so solo sul numero dei risot­ti cuci­nati, anche se dà la misura dell’affluenza di vis­i­ta­tori, che apparten­gono a tutte le fasce d’età e che nell’ultima domeni­ca del­la fiera sono arrivati a trentami­la, las­cian­do gli stand dei risot­ti sen­za scorte. «Il numero dei risot­ti con­fer­ma quel­lo del­la prece­dente edi­zione», dice Alber­to Fen­zi, asses­sore alle man­i­fes­tazioni e pres­i­dente del Comi­ta­to, «ma quest’anno a fronte di un aumen­to di 36 cen­tes­i­mi (il risot­to costa­va 4 euro), le porzioni era­no più abbon­dan­ti e il parcheg­gio era gratu­ti­to, e poi abbi­amo pun­ta­to su strut­ture nuove e sul­la sicurez­za, con impianti a nor­ma e assi­cu­razioni al per­son­ale». «Siamo sod­dis­fat­ti», affer­ma il sin­da­co Liana Mon­tal­to, «la fiera ha pun­ta­to sul­la tradizione, ma è sta­to dato spazio alla cul­tura in maniera più inci­si­va, tut­ti quel­li che si sono pro­posti han­no trova­to accogli­men­to ed è sta­ta un’occasione per far conoscere inzia­tive di sol­i­da­ri­età come quelle por­tate avan­ti da Don Ben­zi e dal­la Scin­til­la». «La Fiera del riso», con­tin­ua il sin­da­co Liana Mon­tal­to, «è un’ occa­sione impor­tante che va però rego­la­men­ta­ta e affronta­ta con una nuo­va orga­niz­zazione di sup­por­to all’avanguardia; cer­to che nei giorni del­la man­i­fes­tazione il paese va in sub­buglio ed è inadegua­to, si vedrà di rime­di­are dove ci sono sta­ti qua­si nat­u­rali dis­a­gi». Tra le novità e i cam­bi­a­men­ti, Fen­zi sot­to­lin­ea i risul­tati dati dal­la pub­bli­ciz­zazione attra­ver­so i più gran­di cen­tri di dis­tribuzione del­la zona, che inserivano nelle borse del­la spe­sa dei loro cli­en­ti i depli­ant del­la fiera; il fat­to che la Fiera del riso è ora un mar­chio reg­is­tra­to, che ha ottenu­to il patrocinio e l’autorizzazione all’uso del logo del­la , che ha avu­to l’attenzione di riv­iste spe­cial­iz­zate nel set­tore agrario dif­fuse a liv­el­lo nazionale come L’informatore agrario e Vita in cam­pagna , che ha vis­to aumentare del 15 per cen­to il numero degli espos­i­tori e quel­lo dei dol­ci ven­du­ti, che ha rad­doppi­a­to le spon­soriz­zazioni, con una sig­ni­fica­ti­va pre­sen­za di spon­sor qual­i­fi­cati a liv­el­lo nazionale. «È risul­ta­ta pos­i­ti­va», dice anco­ra, «anche l’esperienza del pala­ten­da in par­co Buden­heim per la degus­tazione di risot­ti (14.000) e dol­ci ( 4.800 porzioni) preparati dalle con­trade». Il Comi­ta­to ren­derà pub­bli­co il bilan­cio eco­nom­i­co del­la Fiera, appe­na pron­to. (m.f.). Iso­la del­la Scala. Forse è il risot­to a far perdere la tes­ta, ma tra i vis­i­ta­tori del­la Fiera ci sono ogni anno anche tan­ti dis­trat­ti che dimen­ti­cano ogget­ti per­son­ali. Il sito inter­net del Comune (www.comune-isola.it) ripor­ta un elen­co di ogget­ti ritrovati dopo la chiusura del­la man­i­fes­tazione nel pala­ten­da del Prà del Pigan­zo, che nes­suno ha anco­ra reclam­a­to: un giub­bi­no in jeans, un paio di occhiali da vista con cus­to­dia, un tele­co­man­do apri­can­cel­lo, un maz­zo di chi­avi per abitazione, due chi­avi da auto­mo­bile, una chi­ave da bici­clet­ta, una macchi­na fotografi­ca, un maz­zo di chi­avi varie. Chi li avesse smar­ri­ti, può riv­ol­ger­si all’uf­fi­cio fiere del Comune, via Vit­to­rio Vene­to 4, tele­fono 045.663.0377, e , dopo aver for­ni­to una det­tagli­a­ta descrizione dell’oggetto in ques­tione, pas­sare a ritirarlo.

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