Fondazione Ugo Da Como un Museo per la scuola che guarda al futuro

31/12/2013 in Cultura
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Di Redazione

La rin­no­va l’invito, riv­olto alle scuole di Bres­cia e provin­cia, a parte­ci­pare all’attività didat­ti­ca che negli scor­si anni ha riscos­so un grande suc­ces­so.

I ragazzi che han­no parte­ci­pa­to ai lab­o­ra­tori e per­cor­si didat­ti­ci alla Casa-Museo e Bib­liote­ca, alla Roc­ca vis­con­teo vene­ta e al Museo Orni­to­logi­co sono sta­ti sin­ce­ra­mente entu­si­asti di pot­er capire come si svol­ge­va la vita nel castel­lo ai tem­pi di Isabel­la d’Este, quali era­no le pas­sioni del Sen­a­tore Ugo Da Como e quali ogget­ti collezion­a­va, quali sono le carat­ter­is­tiche degli stra­or­di­nari esem­plari del­la rac­col­ta orni­to­log­i­ca “Car­lot­to” e come è nata la scrit­tura, quale è sta­to il suo per­cor­so evo­lu­ti­vo e quale epocale pas­sag­gio è sta­ta l’invenzione del­la stam­pa a carat­teri mobili.

L’impostazione dei lab­o­ra­tori è ormai con­sol­i­da­ta: a una visi­ta selezion­a­ta e speci­fi­ca del­la Casa-Museo, del­la Bib­liote­ca o del­la Roc­ca e Museo Orni­to­logi­co, si affi­an­cano le attiv­ità pratiche di lab­o­ra­to­rio, la com­pi­lazione di schede didat­tiche, la visione di proiezioni mul­ti­me­di­ali ma anche attiv­ità ludiche ed educa­tive.

Anche per quest’an­no sco­las­ti­co non man­cano però le novità: nuove tem­atiche che garan­tis­cono sem­pre mag­gior aderen­za ai pro­gram­mi di stu­dio delle varie clas­si di ogni ordine e gra­do e atten­zione anche alle per­son­al­iz­zazioni per le clas­si che richiedono par­ti­co­lari com­bi­nazioni di per­cor­si.

La Fon­dazione Ugo Da Como pro­pone tut­ti i per­cor­si e lab­o­ra­tori didat­ti­ci in col­lab­o­razione con l’Associazione Ami­ci del­la Fon­dazione, che ha volu­to cos­ti­tuire al suo inter­no un comi­ta­to speci­fi­co che si occu­pa di didat­ti­ca muse­ale. Tra i volon­tari dell’Associazione Ami­ci, molte sono le per­sone che han­no lavo­ra­to nell’ambito del­la scuo­la.

Anche gli obi­et­tivi pro­posti attra­ver­so questi per­cor­si didat­ti­ci sono diver­si: innanz­i­tut­to, avvic­inare i ragazzi alla sto­ria anti­ca ren­den­dola più affasci­nante attra­ver­so la visione diret­ta degli ogget­ti e dei lib­ri, lo svol­gi­men­to di attiv­ità pratiche, l’utilizzo degli stru­men­ti scrit­tori antichi e la parte­ci­pazione atti­va alle vicende storiche che ven­gono nar­rate sot­to for­ma di fia­ba per i bim­bi più pic­coli o con l’ausilio di sup­por­ti audio e video per i ragazzi delle scuole sec­on­darie.

Si vogliono creare i pre­sup­posti per un affi­na­men­to del­la sen­si­bil­ità percetti­va attra­ver­so l’educazione a guardare poi ripro­durre ciò che si è appe­na vis­to real­iz­zare da altri.

Si cer­ca di sol­lecitare l’abilità man­uale, grafi­co-espres­si­va e sen­so-percetti­va attra­ver­so le attiv­ità pratiche vere e pro­prie che sono: il dis­eg­no di par­ti­co­lari architet­toni­ci del­la Roc­ca vis­con­teo vene­ta, la dec­o­razione di car­tigli e di capilet­tera trat­ti dai cod­i­ci miniati del­la Bib­liote­ca, la scrit­tura su una tav­o­let­ta di coc­cio di bre­vi frasi con la scrit­tura gerogli­fi­ca, la dec­o­razione di un vaso da far­ma­cia e la creazione di un rime­dio nat­u­rale seguen­do un’antica ricetta trat­ta da un man­uale cinque­cen­tesco, la pit­tura di una tav­o­let­ta poli­cro­ma da sof­fit­to.

Per i ragazzi più gran­di, invece, la com­po­sizione di frasi con carat­teri mobili, la stam­pa con il tor­chio sec­on­do il meto­do anti­co, l’apprendimento del­la fas­ci­co­latu­ra imp­ie­ga­ta per cod­i­ci mano­scrit­ti e antichi volu­mi a stam­pa. Ques­ta è la fase che i ragazzi preferiscono, per­ché si pos­sono sen­tire atti­va­mente parte­cipi di ciò che stan­no appren­den­do sen­za sen­tire trop­po il peso del­lo stu­dio.

Non da ulti­mo si vogliono creare i pre­sup­posti affinché la Bib­liote­ca e il Museo vengano con­siderati luoghi di conoscen­za. Anche per questo moti­vo, ai lab­o­ra­tori e per­cor­si didat­ti­ci, ven­gono pro­poste alcune attiv­ità ludiche che pos­sono com­pletare la “gior­na­ta al museo” orga­niz­za­ta dalle scuole.

Rober­to Dar­ra

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