Altro disastro annunciato fra Limone e Riva: un tratto di strada è finito nel lago

Frana spazza la Gardesana

23/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

In ger­go pugilis­ti­co lo chi­amereb­bero il colpo del kap­pao. L’en­nes­i­mo, micidi­ale, colpo subito dal­la statale nel pomerig­gio di ieri, attorno alle 18.30, potrebbe avere con­seguen­ze pesan­tis­sime. Un trat­to di stra­da, cir­ca una trenti­na di metri stan­do ai pri­mi accer­ta­men­ti effet­tuati nel­la notte, non c’è più: è sta­to ingoia­to dal lago, dopo l’ennesima frana scar­i­ca­ta dal­la mon­tagna. Un migli­aio di metri cubi di roc­cia, sec­on­do le prime stime, ha can­cel­la­to la 45 bis. Non sem­bra, al momen­to, che ci siano vit­time. Il luo­go è a poche decine di metri dal pun­to in cui, nep­pure due anni fa, un altro smot­ta­men­to ave­va por­ta­to alla trage­dia, con la morte di un pen­sion­a­to di Arco. Il ter­ri­to­rio appar­tiene al Trenti­no, appe­na 300 metri a sud di Riva, tra la pri­ma e la sec­on­da gal­le­ria. Imme­di­a­ta è scat­ta­ta l’in­ter­dizione al pas­sag­gio delle auto, men­tre questo nuo­vo fat­to potrebbe indurre l’Anas a ricon­sid­er­are la deci­sione di riaprire domani la Garde­sana a sud di Limone, dove un mese fa l’en­nes­i­ma frana si era abbat­tuta sul­la statale. Per Limone — mille abi­tan­ti, oltre 50 alberghi, un’at­tiv­ità basa­ta qua­si total­mente sul tur­is­mo — la situ­azione che va delin­e­an­dosi pare ricor­dare un tem­po lon­tanis­si­mo, quan­do la Garde­sana non c’era (venne inau­gu­ra­ta nel 1931) e i col­lega­men­ti era­no pos­si­bili solo attra­ver­so il lago o sal­en­do a Tremo­sine. Allo­ra, però, la gente vive­va di pesca e olivi­coltura, non di tur­is­mo. Tes­ti­mone occa­sion­ale del­la frana di ieri è Anto­nio Cer­rone, conosciutis­si­mo e sti­ma­to medico di Limone. Cer­rone deve prob­a­bil­mente la vita a una dis­trazione del­la figlia Mad­dale­na, che ave­va scorda­to il cel­lu­lare. Rac­con­ta: «Sta­vo andan­do con mia figlia a Riva, per pren­dere l’al­tra sua sorel­la, Francesca, che sta fre­quen­tan­do un cor­so di nuo­to. La più grande fre­quen­ta la pri­ma classe del­lo Sci­en­tifi­co, la pic­co­la è in sec­on­da media, al . «C’è sta­to un pic­co­lo, provvi­den­ziale intop­po — con­tin­ua il medico -: la ragaz­za mi ha fat­to perdere qualche istante per­ché ave­va dimen­ti­ca­to il tele­foni­no. Dopo aver­la atte­sa ci siamo avviati e, poco pri­ma di rag­giun­gere Riva, siamo sta­ti superati da una vet­tura, che viag­gia­va a veloc­ità sostenu­ta. Qualche istante dopo, la ragaz­za mi ha fat­to notare che la stes­sa macchi­na era fer­ma davan­ti a noi, in cur­va, in maniera impru­dente. Nel frat­tem­po, un’al­tra macchi­na soprag­giunge­va sul­la cor­sia oppos­ta, lam­peg­gian­do nel ten­ta­ti­vo di indi­care qual­cosa». A qualche metro, era appe­na cadu­ta la frana, scansa­ta per pochi minu­ti. Il medico è rien­tra­to, avvisan­do i vig­ili. Ed è scat­ta­to subito l’allarme.