I problemi per la Navigarda finora riguardano solo la pendenza delle passerelle d'attracco cresciuta pericolosamente Il consorzio preleva 65 metri cubi al secondo per irrigare il Mantovano

Garda a quota 47: tranquilli per dieci giorni

Di Luca Delpozzo

Fino ad oggi il prob­le­ma più serio per i bat­tel­li del­la è cos­ti­tu­ito dal­l’in­cli­nazione delle passerelle uti­liz­zate per salire a bor­do: essendo con­sid­erevol­mente bas­so il liv­el­lo del lago (anche un metro al di sot­to delle medie sta­gion­ali), in qualche caso suc­cede che la pen­den­za sia peri­colosa­mente aumen­ta­ta, facen­do rischiare il «tuffo» ver­so il ponte. In altri ter­mi­ni la situ­azione è mon­i­tora­ta giorno dopo giorno nel­la con­sapev­olez­za che se con­tin­ua di questo pas­so potreb­bero pre­sen­tar­si in fret­ta prob­le­mi per gli attrac­chi: per ora nem­meno gli alis­cafi, che nel­la flot­ta Nav­i­gar­da han­no il pescag­gio mag­giore, supe­ri­ore anche a quel­lo dei traghet­ti, sono sta­ti costret­ti a saltare qualche appro­do per la per­du­rante siccità.Peraltro la Nav­i­gar­da fa osser­vare che non esiste una quo­ta che obb­lighi a bloc­care tut­to: per esem­pio, se dovessero fer­mar­si gli alis­cafi, si studiereb­bero alter­na­tive con i cata­ma­rani. Sec­on­do Desen­zano ieri il liv­el­lo era a 47 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co: sec­on­do la nor­ma­ti­va in vig­ore il lim­ite è fis­sato a 15 cen­timetri, 32 cen­timetri più in bas­so. Ogni cen­timetro di lago, infor­ma Vin­cen­zo Ces­chi­ni che segue l’an­da­men­to del baci­no lacus­tre per con­to del­la di cui è vicepres­i­dente, equiv­ale a 400 mil­ioni di metri cubi di acqua. Da ven­erdì scor­so il lago s’è abbas­sato di altri 3 cen­timetri. Allo sbar­ra­men­to di Peschiera, che deter­mi­na il liv­el­lo del­l’in­va­so, ven­gono fat­ti defluire 65 metri cubi al sec­on­do des­ti­nati all’ir­rigazione di qua­si mez­zo mil­ione di ettari di ter­reno agri­co­lo nel man­to­vano (mais, riso, barba­bi­etole e pra­to sono le colti­vazioni più impor­tan­ti). La legge con­sente al con­sorzio di prel­e­vare fino ad 88 metri cubi: la rin­un­cia a 23 metri cubi sta a dimostrare che esiste sen­si­bil­ità nei con­fron­ti di esi­gen­ze di altri com­par­ti: ed anche pru­den­za per­chè la situ­azione si risolverà solo nel caso di piogge con­sis­ten­ti e pro­l­un­gate. Fino a quo­ta 30, e quin­di per un’al­tra deci­na di giorni con­tin­uan­do i pre­lievi ai liv­el­li attuali sen­za che pio­va, non ci saran­no prob­le­mi di alcun genere. La situ­azione del Gar­da è des­ti­na­ta comunque a com­li­car­si negli anni avvenire: Bres­cia è arriva­ta a Lona­to nel­la costruzione d’u­na con­dut­tura per prel­e­vare acqua pota­bile dal lago; le cit­tà del­la Bas­sa padana guardano al Gar­da, anco­ra sostanzial­mente pota­bile, per rispon­dere alle esi­gen­ze delle rispet­tive popo­lazioni. Il lago è già diven­ta­to un tesoro, non solo per le valen­ze ambi­en­tali, da cus­todire per gli altri.