Rievocato mezzo secolo di attività pastorale

Garda in festa per il cinquantesimo di Don Tullio

21/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Domeni­ca scor­sa anche Gar­da ha fes­teggia­to don Tul­lio Fer­rarese nel cinquan­tes­i­mo del­la sua ordi­nazione sac­er­do­tale. Don Tul­lio ha ricorda­to che solo qualche giorno dopo la sua pri­ma mes­sa fu invi­a­to come cura­to a Gar­da da mon­sign­or Alb­ri­gi, come pri­mo incar­i­co pas­torale, nel mese di luglio 1951. Durante l’omelia, don Tul­lio ha spie­ga­to che a Gar­da ha «sen­ti­to la gioia di essere sac­er­dote», ha «com­pre­so il val­ore del sac­er­dote tra i gio­vani», ha «trova­to le porte delle case sem­pre aperte». La par­roc­chia in quel tem­po era ret­ta da don Gui­do San­ti­ni, che — con don Tul­lio — è rimas­to molto a lun­go nel cuore dei garde­sani. Con una mes­sa con­cel­e­bra­ta assieme a don Sante Mon­ese, è inizia­ta la fes­ta. Si sono ricor­date le varie attiv­ità in cam­po pas­torale, gio­vanile e for­ma­ti­vo, l’Azione cat­toli­ca e le attiv­ità com­ple­men­tari: il ricre­ato­rio, le attiv­ità ludiche e sportive, la filo­dram­mat­i­ca. Tut­to questo vide la parte­ci­pazione pres­soché totale del­la gioven­tù di allo­ra. Ver­so la fine del 1955, don Tul­lio las­ciò Gar­da per Veste­nano­va, con grande dispi­acere del­la popo­lazione. La fes­ta si è con­clusa con il pran­zo in un noto ris­torante, e con i ver­si del­la poet­es­sa in ver­na­co­lo Margheri­ta Miran­dola ded­i­cati alla cir­costan­za. Sono segui­ti molti can­ti tradizion­ali del folk­lore gardesano.