Prosegue l’iter da 100 milioni per smarcare il Benaco bresciano dall’impianto di Peschiera: l’incognita resta come trovare i fondi

Garda, la depurazione è un gioco di sponda  

Di Luca Delpozzo
ro. ramp. - e.s. 

La depu­razione del Gar­da diven­ta… un gio­co di spon­da, con il lato bres­ciano del Bena­co che «sogna» di smar­car­si dall’impianto di Peschiera, un prog­et­to pro­mosso dal e dall’Ambito otti­male che costerebbe 100 mil­ioni di euro, ad oggi l’unica grande incog­ni­ta rispet­to all’eventualità di una depu­razione che par­li bresciano.Alle orig­i­ni del prog­et­toUna situ­azione impian­tis­ti­ca obso­le­ta, la neces­sità di real­iz­zare un sis­tema che sap­pia meglio rispon­dere alle esi­gen­ze di un’area che, specie in estate, diven­ta ancor più den­sa­mente abi­ta­ta. Sono molte le ragioni alla base di ques­ta scelta, che per ora ha gen­er­a­to solo uno stu­dio di fat­tibil­ità pro­mosso da Gar­da Uno. Comunque, rispet­to all’idea di sep­a­rare le reti del col­let­ta­men­to di spon­da Bres­ciana e Veronese e gli impianti di depu­razione, esiste un accor­do fra le due Province, che riguar­da la mod­i­fi­ca dell’impostazione dell’impianto di tutela eco­log­i­ca del lago di Gar­da così com’era sta­ta prog­et­ta­ta negli anni Set­tan­ta. «Allo­ra si era pen­sato ad un impianto di depu­razione uni­co e cen­tral­iz­za­to a Peschiera — spie­ga l’assessore provin­ciale all’Ambiente Enri­co Mat­tin­zoli -. Da qui era sor­ta anche l’esigenza di posare sul fon­do del lago una doppia con­dot­ta sub­lacuale che spingesse i reflui fog­nari del medio lago bres­ciano sull’opposta spon­da e da qui al depu­ra­tore. Oggi non c’è più spazio per un suo ulte­ri­ore ampli­a­men­to e le con­dotte sot­to il lago sono vec­chie. Da queste pre­messe nasce l’intesa sul dis­tac­co del­la parte Bres­ciana da quel­la Veronese ed il rad­doppio dei depuratori».I numeri di Peschier­aLa depu­razione vista dai numeri può aiutare a capire che cosa ver­rà sot­trat­to al depu­ra­tore pos­to in local­ità Par­adiso, a Peschiera, se sorg­erà un «gemel­lo» in area bres­ciana. Pos­to sul­la spon­da garde­sana, l’impianto (che ha una poten­zial­ità di 330mila abi­tan­ti equiv­alen­ti) serve una venti­na di Comu­ni ed è lo sboc­co con­clu­si­vo di un sis­tema che com­prende 493 km di reti fog­nar­ie e 93,6 km di collettori.Per quan­to riguar­da il bilan­cio delle attiv­ità 2007, sec­on­do quan­to spie­ga­to dall’ingegner Mario Gia­comel­li (fun­zionario di Gar­da Uno), a Peschiera sono affluiti e sono sta­ti trat­tati 25 mil­ioni di metri cubi di liqua­mi di fog­natu­ra: è sta­to così pos­si­bile togliere dal lago 10mila ton­nel­late di car­bo­nio, 700 ton­nel­late di azo­to e 70 ton­nel­late di fos­foro. L’impianto ha prodot­to inoltre 18.500 ton­nel­late di fanghi smalti­ti in dis­car­i­ca e con­suma­to 6,5 mil­ioni di kWh di ener­gia elettrica.Se l’idea fir­ma­ta Gar­da Uno e Ato andrà in por­to, il nuo­vo impianto sorg­erà al con­fine tra Lona­to e Cal­ci­na­to, aspet­to che potrebbe con­sen­tire l’ingresso nel novero dei Comu­ni servi­ti dal futuro depu­ra­tore anche di Cal­ci­na­to, che anco­ra ha una ges­tione in econo­mia del­la rete fog­nar­ia e che, a fronte dei tre impianti che sor­gono attual­mente sul suo ter­ri­to­rio, ne vor­rebbe uno cen­tral­iz­za­to. Quan­to alla poten­zial­ità, si pen­sa ad un depu­ra­tore che fun­zioni… a veloc­ità vari­abile, a sec­on­da del­la sta­gione. In poche parole servirebbe 100mila abi­tan­ti equiv­alen­ti in inver­no, per poi rad­doppi­are pas­san­do a 200mila in estate. Con l’intenzione, entro il 2031, di por­tar­li a 260mila. Un approc­cio futuri­bile che dovrebbe garan­tire una dura­ta ed una util­ità dilatate nel tempo.Niente Ato del Gar­da­Con­tes­tual­mente all’evolversi del prog­et­to depu­ra­tore, è sta­ta altresì abban­do­na­ta l’idea di cos­ti­tuire l’Ato del Gar­da per la ges­tione dell’acqua, deci­sione influen­za­ta dal fat­to che l’Ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male di Bres­cia è l’unico in Lom­bar­dia ad essere oper­a­ti­vo da due anni, con inves­ti­men­ti com­p­lessivi già ero­gati per cir­ca 50 mil­ioni di euro. Sem­pre per restare in ambiti ges­tion­ali, attual­mente Peschiera è gesti­to da Depu­razioni Bena­cen­si, soci­età parte­ci­pa­ta da Gar­da Uno e e pre­siedu­ta da .Sul fronte del prog­et­to il vero nodo da sciogliere sarà il reper­i­men­to dei fon­di nec­es­sari per la real­iz­zazione del nuo­vo impianto: un pas­sag­gio deci­si­vo sarà la ces­sione del­la quo­ta bres­ciana del depu­ra­tore di Peschiera ai verone­si, nel­la sper­an­za di rius­cire a mon­e­tiz­zarla al meglio. Per il resto il pres­i­dente dell’Ato Mat­tin­zoli si è già det­to pron­to a des­tinare 50 mil­ioni al prog­et­to. Una even­tu­al­ità che potrebbe accel­er­are l’intera vicen­da, evi­tan­do così che il prog­et­to diven­ti un fati­coso ed esten­u­ante tira e mol­la. La realtà del­la depu­razione garde­sana, pur sen­za fare allarmis­mi, potrebbe non avere tut­to questo tem­po.