Solidarietà. L’alpinista Stenghel Il libro propone itinerari di arrampicata e finanzia i progetti di Serenella Onlus

«Garda verticale» per dare una mano a chi soffre di più

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Non accade di fre­quente che un grande sca­la­tore ripon­ga pari entu­si­as­mo nel salire le sue amate pareti quan­to nel descriver­le. Ancor più raro è poi che la stes­sa per­sona si adoperi per inizia­tive di sol­i­da­ri­età inter­nazionale con lo stes­so entu­si­as­mo col quale si affer­ra ai minus­coli appigli di una ver­ti­cale ed inac­ces­sa parete di roc­cia. Il rovere­tano Giu­liano Stenghel (per gli ami­ci Sten), invece, rap­p­re­sen­ta una eccezione e lo ha ampia­mente dimostra­to non solo cre­an­do innu­merevoli cap­ola­vori di arrampi­ca­ta sui mon­ti che cir­con­dano il Gar­da, in Valle del Sar­ca e sulle Dolomi­ti di Brenta, ma anche real­iz­zan­do, con l’aiuto dell’amico Faus­to Cameri­ni, alpin­ista bres­ciano e col­lab­o­ra­tore di Bres­cia ogg i, un vol­ume di sicuro inter­esse e di estrema util­ità inti­to­la­to Gar­da Ver­ti­cale , fres­co di stam­pa a cura del­la Zeta-Beta edi­zioni. l Il libro. Gar­da Ver­ti­cale — a suo tem­po dis­tribuito pri­vata­mente con altra e più mod­es­ta veste edi­to­ri­ale sot­to il tito­lo, tan­to caro a Sten, de il Gri­do del Gab­biano — è una orig­i­nale pro­pos­ta di itin­er­ari di arrampi­ca­ta, molti dei quali fir­mati Sten, uni­ti da un uni­co e assai poet­i­co comune denom­i­na­tore, vale a dire di essere sta­ti trac­ciati su pareti che si affac­ciano sulle acque del Bena­co. È un’opera quin­di di sicuro inter­esse per i let­tori verone­si appas­sion­ati di mon­tagna in quan­to tro­ver­an­no descrit­ti per­cor­si, in buona parte inedi­ti o comunque poco conosciu­ti, sia sul ver­sante occi­den­tale del Monte Bal­do e nelle fale­sie di Gar­da che sui mon­ti di Riva, su quel­li del­la spon­da bres­ciana da Tremo­sine a Tig­nale sino al gol­fo di Salò e persi­no sul­la , estrema propag­gine merid­ionale del com­pren­so­rio alpin­is­ti­co bena­cense. Ogni capi­to­lo, cias­cuno dei quali si riferisce ad un sin­go­lo set­tore mon­tu­oso, è introdot­to da un breve rac­con­to di uno dei prin­ci­pali pro­tag­o­nisti dell’arrampicata in zona. È un modo orig­i­nale e par­ti­co­lare per avvic­inare anche, dici­amo così, sen­ti­men­tal­mente i let­tori alla conoscen­za delle mon­tagne descritte. l I prog­et­ti. Ma Giu­liano Stenghel ha volu­to fare di più, e ques­ta vol­ta col cuore più che con la pun­ta delle dita e la forza delle brac­cia. Stenghel, infat­ti, ha cre­ato l’associazione Serenel­la, un ente sen­za fine di lucro che si pre­figge di aiutare le per­sone, ed in par­ti­co­lare i bam­bi­ni, che si trovano in grande dif­fi­coltà. Assieme dunque ad altri alpin­isti di grande val­ore come, tan­to per citarne alcu­ni, Fran­co Per­lot­to e Faus­to De Ste­fani entram­bi impeg­nati in prog­et­ti uman­i­tari, anche Giu­liano ha guarda­to oltre le pareti in cer­ca di bisog­ni e sof­feren­ze da alle­viare. Ed anche ques­ta gui­da, come la sua prece­dente ver­sione, in realtà nasconde dietro l’indubbia util­ità e tec­nic­ità del con­tenu­to uno scopo più alto e più impor­tante che è appun­to quel­lo di far conoscere l’associazione e i suoi scopi, offren­do così ai let­tori la pos­si­bil­ità di parte­ci­pare conc­re­ta­mente ad alcune delle numerose inizia­tive uman­i­tarie in pro­gram­ma. Per questi motivi non è un caso che qual­cuno abbia defini­to l’associazione Serenel­la la sca­la­ta più bel­la del for­mi­da­bile Sten. l L’associazio ne. Moltepli­ci sono i prog­et­ti dell’associazione Serenel­la Onlus e numero­sis­si­mi i soci sosten­i­tori. «Gra­zie alla sol­i­da­ri­età di tante per­sone», scrive nel vol­ume Giu­liano Stenghel, «siamo rius­ci­ti a creare un ponte indis­pens­abile fra noi e molte popo­lazioni povere orga­niz­zan­do impor­tan­ti inizia­tive di sol­i­da­ri­età. Un esem­pio con­cre­to è l’adozione a dis­tan­za di bam­bi­ni orfani o molto poveri che i nos­tri ami­ci mis­sion­ari diret­ta­mente impeg­nati sul luo­go riescono a man­tenere con soltan­to 30 mila lire al mese (oggi 15 euro cir­ca)». Ma non è solo quel­lo delle adozioni il fronte su cui è impeg­na­ta l’Associazione Serenel­la. Oltre all’adozione a dis­tan­za, infat­ti, i pro­gram­mi preve­dono l’insegnamento di una pro­fes­sione alle donne in Alba­nia, la cus­to­dia di bam­bi­ni in Alba­nia, Africa ed Amer­i­ca Lati­na, la real­iz­zazione di un orfan­otrofio nel Burun­di, la costruzione di un vil­lag­gio in Colom­bia per i “desplasa­dos” a causa del­la guer­riglia e molto altro anco­ra. «Chi fa parte dell’associazione Serenel­la», scrive sem­pre Sten, «è con­sapev­ole di dare e… soltan­to e sem­plice­mente dare, sen­za com­pro­mes­si o ipocrisie, nel­la piena con­sapev­olez­za di quan­to un atto d’amore sia impor­tante sia per chi lo riceve che per chi lo fa… Fino­ra abbi­amo sostenu­to i mis­sion­ari che ci han­no chiesto un aiu­to, abbi­amo pro­mosso e finanzi­a­to tante inizia­tive per sen­si­bi­liz­zare la sol­i­da­ri­età (ser­ate, man­i­fes­tazioni, magli­ette ecc.) e la rispos­ta è sta­ta stra­or­di­nar­ia e tante offerte sono volate ver­so chi non ha avu­to la for­tu­na di avere ciò che noi abbi­amo». l Come aderire. Chi fos­se inter­es­sato quin­di ad aderire, o più sem­plice­mente a meglio conoscere le inizia­tive dell’associazione, oltre ad acquistare il vol­ume di Stenghel Gar­da Ver­ti­cale può tele­fonare allo 0464.414.384 oppure allo 0464.499.861; in alter­na­ti­va è pos­si­bile infor­mar­si via Inter­net dig­i­tan­do www.serenella.org oppure www.alpinismoesolidarieta.org, oppure anco­ra con­tattare diret­ta­mente Giu­liano Stenghel scriven­do a gstengh@tin.it.

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