C’è qualche speranza che Gardone Riviera rinasca.

Gardone è destinata al turismo di qualità»

14/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

C’è qualche sper­an­za che Gar­done Riv­iera rinasca. E pro­prio sulle orme del­la sto­ria anti­ca, quel­la mit­teleu­ro­pea, che la trasfor­mò da «Comunel­lo di poca impor­tan­za di nes­sun com­mer­cio, se togli i limoni» — come si legge in una gui­da garde­sana del 1878 -, nel­la cit­tà par­co del Gar­da più nota a liv­el­lo inter­nazionale dal 1883 al 1915, gra­zie a quan­ti, dall’Europa intera e oltre, vi giun­sero a sog­giornarvi per recu­per­are la salute. Un rilan­cio sulle orme antiche, dunque, nel sen­so che le beau­ty-farm sono recu­pero di benessere fisi­co attra­ver­so l’attenzione per il cor­po. A Gar­done Riv­iera sono già attive due «case del­la bellez­za», fre­quen­tate anche da noti per­son­ag­gi del­lo spet­ta­co­lo, dei quali non ven­gono dif­fusi i nomi per il dovu­to ris­er­bo. Una terza beau­ty-farm ver­rà inau­gu­ra­ta fra poco al Grand Hotel Fasano, e l’apertura di una quar­ta è sta­ta annun­ci­a­ta da «Bres­ciaog­gi» nel restau­ra­to Hotel Bel­lar­i­va di Fasano, uno dei più pres­ti­giosi in epoca mit­teleu­ro­pea, fre­quen­ta­to soprat­tut­to da cit­ta­di­ni ingle­si. E altre due sono in fase di prog­et­tazione in vari alberghi di Gar­done Riv­iera, uno di prossi­ma aper­tu­ra e un altro che sta per pas­sare di mano. Quat­tro beau­ty-farm certe, dunque, e altre due in fase di con­cepi­men­to. Ma già bas­tano le strut­ture annun­ci­ate per affer­mare che si trat­ta di una svol­ta sicu­ra, in gra­do d’imprimere un’immagine nuo­va alla cit­tad­i­na garde­sana — luo­go del­la bellez­za — da trop­po tem­po ago­niz­zante, a causa di negozi chiusi e un pae­sag­gio sem­pre più sfre­gia­to o addirit­tura dis­trut­to dalle sec­onde case. L’iniziativa pri­va­ta — e non potrebbe essere diver­sa­mente — sta offren­do una prospet­ti­va sti­molante al tur­is­mo. Molti si augu­ra­no che la stes­sa Ammin­is­trazione comu­nale di Gar­done sap­pia cogliere i seg­ni del rin­no­va­men­to, affi­an­can­dosi nel­la con­ser­vazione dell’ambiente, giac­ché la car­ta vin­cente del futuro sarà sem­pre più lega­ta al pre­gio del­la sce­na, come già sta avve­nen­do sul lago di Como, a Bel­la­gio e din­torni, e cioè nei luoghi in cui la dife­sa del pae­sag­gio è già oggi assai apprez­za­ta da un tur­is­mo di qual­ità, che pro­duce ric­chez­za. E la vocazione di Gar­done, per la sua stes­sa strut­tura e per la sua ineguagli­a­bile sto­ria fra Otto­cen­to e Nove­cen­to, e per la sua bellez­za pae­sag­gis­ti­ca, con­ser­va ques­ta vocazione al tur­is­mo di qual­ità, che deve essere sola­mente risveg­li­a­ta. In ques­ta direzione il Comune potrebbe inserir­si, ad esem­pio, rin­un­cian­do ad alter­are l’ambiente di Fasano con la creazione di un parcheg­gio sot­to la limon­a­ia (si pos­sono trovare altri spazi) varan­do, invece, un piano per il recu­pero non solo di quel­la limo­nia ma delle altre di cui il sug­ges­ti­vo bor­go d’impronta medievale con­ser­va resti cospicui. In tal caso le «Limon­aie di Fasano» — uno slo­gan da non trascu­rare — potreb­bero diventare moti­vo di attrazione tur­is­ti­ca. Come occa­sione di rilan­cio potrebbe diventare Vil­la Alba carat­ter­iz­zan­dola con una ges­tione atten­ta alla flori­v­i­vais­ti­ca, set­tore che sta conoscen­do una for­tu­na cres­cente (e per­ché non recu­per­are l’idea del­la scuo­la di gia­r­di­nag­gio da affi­an­care all’Alberghiera, da cui lo stes­so Comune potrebbe trarre van­tag­gio nel­la cura del pro­prio verde?). Gar­done è l’unica local­ità di tut­to il Gar­da dota­ta di parchi e gia­r­di­ni. Il recu­pero dell’immagine di «Cit­tà verde», sarebbe più che per­ti­nente. Il par­co di Vil­la Alba offre spazi oppor­tu­ni per espo­sizioni, men­tre la scali­na­ta, sfrut­ta­ta per mostre di aza­lee in pri­mav­era o di crisan­te­mi in autun­no, o altro, diven­terebbe una spet­ta­co­lare «Trinità dei Mon­ti». Del resto il suc­ces­so dei pri­mi mesi di aper­tu­ra del nuo­vo del Divi­no Infante, dovu­to all’iniziativa del­la sig­no­ra Hilde­gard Mayr Hin­terkircher, con­fer­ma l’interesse del pub­bli­co per l’offerta muse­ale e cul­tur­ale. E sarebbe giun­to il tem­po di val­oriz­zare anche la Collezione Scilt­ian, che rischia la dis­per­sione, da tem­po chiusa, alla Mirabel­la del Vit­to­ri­ale. Venne dona­ta alla Fon­dazione e a Gar­done dal­la vedo­va dell’artista, Ele­na Bober­man, che l’avrebbe volu­ta a Vil­la Alba. Per­ché non approf­ittare del­la disponi­bil­ità di questo pat­ri­mo­nio, che vale mil­iar­di, per alle­stire la Pina­cote­ca del Gar­da? Gar­done con­ser­va poten­zial­ità incred­i­bili, non ulti­ma quel­la del­la Torre San Mar­co, traino per far uscire i vis­i­ta­tori dal Vit­to­ri­ale e con­vogliar­li a Gar­done Sot­to, anche sul lun­go­la­go, pun­to pae­sag­gis­ti­co stra­or­di­nario. Energie in gra­do di avviare un proces­so di pro­fon­do rin­no­va­men­to esistono nel­la stes­sa Ammin­is­trazione comu­nale, come dimostra l’entusiasmo dell’assessore alla cul­tura Rita Flo­ra Por­ret­ti che — uni­ta­mente alla pres­i­dente del­la Gabriel­la Bel­lan­di Quec­chia — si è atti­va­ta per far conoscere ai gar­done­si la loro sto­ria, con il ciclo «Gar­done Incon­tri» pres­so L’Hotel Du lac sul lun­go­la­go, riscuo­ten­do l’attenzione degli abi­tan­ti più sen­si­bili. Il prossi­mo appun­ta­men­to (ven­erdì 24) avrà pro­prio per tema «Gar­done cit­tà par­co» e Cristi­na Mar­tone par­lerà sulle com­po­nen­ti nat­u­ral­is­tiche e cul­tur­ali nel­la definizione del paesaggio.

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