Molti turisti ma anche soggiorni all’insegna del mordi e fuggi

Gli albergatori al settimo cielo i commercianti un po’ meno

21/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Katia Toninelli

Cam­bia il tur­is­mo di Mal­ce­sine. A con­fer­mar­lo sono gli stes­si pres­i­den­ti delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, Ugo Trec­ca­ni per gli alber­ga­tori e Raf­faele Petruc­ci per i negozianti. Alcu­ni dati sono sta­ti com­men­tati già a metà sta­gione: nul­la da dire sul numero di pre­sen­ze, gli alber­ga­tori si riten­gono infat­ti sod­dis­fat­ti. Meno con­tenti sono invece negozianti e ris­tora­tori, che lamen­tano una fles­sione del giro d’affari rispet­to gli anni scor­si. È infat­ti evi­dente una spac­catu­ra tra econo­mia e polit­i­ca alberghiera e quel­la riguardante eser­centi e com­mer­cianti. «Quel­lo che inter­es­sa questi ulti­mi», dichiara Petruc­ci, «nell’ultima sta­gione è sta­to un tur­is­mo veloce e diurno. I cli­en­ti quest’estate han­no sog­gior­na­to meno giorni, spes­so anziché fer­mar­si una set­ti­mana, restano solo tre — quat­tro not­ti. Purtrop­po molti col­leghi lamen­tano che il tur­ista di Mal­ce­sine spende meno, ha gius­to i sol­di per l’albergo. Ovvi­a­mente ogni attiv­ità ha poi vis­su­to una realtà pro­pria, c’è anche chi ha ottenu­to dei buoni guadag­ni, ma sicu­ra­mente l’impressione di un tur­is­mo in calo, se non altro dal pun­to di vista qual­i­ta­ti­vo, rimane. Sareb­bero venu­ti a man­care anche molti stranieri, com­pre­si i più affezionati, che ven­gono da anni, e che possiedono perfi­no la casa a Mal­ce­sine. Il paese non è al pas­so con i tem­pi, dovrem­mo sfruttare di più i sis­te­mi infor­mati­ci, come Inter­net, e adop­er­ar­ci per atti­rare anche colui che viag­gia in aereo, e non lavo­rare solo con i pull­man». Per quan­to riguar­da gli alber­ga­tori, il pres­i­dente di cat­e­go­ria Ugo Trec­ca­ni sostiene invece che quel­la del 2000, è sta­ta una delle più belle sta­gioni degli ulti­mi anni, anche se ammette che per i com­mer­cianti non è sta­ta otti­male. «Mi è anche cap­i­ta­to di vedere cli­en­ti», rac­con­ta Trec­ca­ni, «salire in cam­era con una bot­tiglia di acquis­ta­ta al super­me­r­ca­to. Effet­ti­va­mente è il pri­mo anno che noto un com­por­ta­men­to sim­i­le. Soli­ta­mente il cliente beve al ris­torante, o al pub, oppure in alber­go, pri­ma di salire in stan­za». «Sono d’accordo con Petruc­ci», con­tin­ua Trec­ca­ni, «nell’affermare che è cam­bi­a­to il tipo di clien­tela: quel­lo del Duemi­la è un tur­is­mo più veloce. Ad agos­to è sta­to tut­to un “mor­di e fug­gi”, e questo com­por­ta anche altri effet­ti neg­a­tivi: sta venen­do a man­care la relazione, lo scam­bio con il cliente, pro­prio per la veloc­ità con la quale lo straniero arri­va e riparte». Dif­fi­coltà quest’anno ne han­no avute soprat­tut­to i gestori dei pub, che devono lottare anche con leg­gi abbas­tan­za rigide sug­li orari di chiusura e le emis­sioni sonore. Anch’essi han­no inoltre avver­ti­to un calo, Mal­ce­sine come anche Petruc­ci sostiene, è diven­ta­to un luo­go di tur­is­mo da «over 50», cosa che può non dispi­acere al pres­i­dente degli alber­ga­tori: «Cre­do che l’economia mal­cesinese sia sostenu­ta dai cinquan­ten­ni, il gio­vane (a meno che non sia del paese) non spende comunque molti sol­di, e dis­tur­ba. Pen­so che un tur­is­mo dopo le 23 non ser­va a nes­suno, i negozi sono chiusi a quell’ora».

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