Gli alpini di Pacengo in marcia per i terremotati

23/11/2016 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Gli di Pacen­go pen­sano ai ter­re­mo­tati. Sei chilometri e mez­zo di mar­cia, di cam­mi­na­ta lib­era fra i ter­ri­tori lacisien­si, fra ter­ra e lago per goder­si la natu­ra, il pae­sag­gio ma anche fare del bene alle popo­lazioni del cen­tro Italia col­pite dal ter­re­mo­to. Le penne nere ed i sim­pa­tiz­zan­ti si ritrovano domeni­ca 27 novem­bre alle 8,00 nei Prati di San Daniele, in via Por­to a Pacen­go per poi muo­vere per il lun­go­la­go, la Bosca, fino al par­co di Cane­va. Attra­ver­sa­men­to tramite il sot­topas­so per giun­gere in zona Gas­co fino a local­ità Valle di Colà pres­so la sede degli cola­ti­ni. Ris­toro e riparten­za per Pacen­go, toc­can­do la zona di Fontanafred­da e una sos­ta nel­l’azien­da agri­co­la Bergami­ni per poi ripar­tire local­ità Pianton, in zona Garda­land per un pic­co­lo sor­so nel­la can­ti­na dei fratel­li Sar­tori. Ulti­ma tap­pa nel­la can­ti­na Meneghel­lo poco dis­tante dal­la sede degli di Pacen­go.

L’ade­sione alla cam­mi­na­ta ha un cos­to di 5 euro — spie­ga il capogrup­po degli alpi­ni pacengh­e­si Car­lo Olivieri — e serve a con­tribuire all’inizia­ti­va pro­mossa dal­la sezione provin­ciale degli alpi­ni per “Emer­gen­za sis­ma cen­tro Italia”. Con i vari con­tribu­ti rac­colti dagli alpi­ni verone­si — con­tin­ua Olivieri — si darà il via al recu­pero di un asi­lo e di una scuo­la in uno dei pae­si rasi al suo­lo dal sis­ma. Sarà quin­di un inter­ven­to con­cre­to e diret­to a sosteg­no di quelle popo­lazioni tan­to sfor­tu­nate.”

Alla pro­pos­ta delle penne nere pacengh­e­si han­no ader­i­to anche i grup­pi di Colà e Lazise con il patro­ci­no del­la ammin­is­trazione comu­nale.

Sol­i­dali sem­pre — sot­to­lin­ea il capogrup­po di Lazise Ste­fano Bergami­ni — per­chè questo è il nos­tro stile di vita. Non pos­si­amo parte­ci­pare diret­ta­mente agli inter­ven­ti in zona per le note cause di sovraf­fol­la­men­to, ma non ci tiri­amo cer­to indi­etro, con­tribuen­do almeno tan­gi­bil­mente con un nos­tro modesto con­trib­u­to in denaro.”

Ser­gio Baz­er­la

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