Cinque titolari di cava si sono associati per promuovere la conoscenza e l’uso della pietra locale. Nasce il consorzio tra i produttori del calcare nembro rosato

I «prearoi» uniscono le forze

02/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

Nel set­tore occi­den tale del­la nos­tra provin­cia, è il ter­ri­to­rio di Capri­no che, assieme a quel­li di Domegliara e di Sant’Ambrogio, rap­p­re­sen­ta il ful­cro del­l’at­tiv­ità di estrazione e lavo­razione del mar­mo. Qui si è for­ma­ta in tem­pi antichissi­mi la tradizione dei «prearoi», scalpelli­ni e lavo­ra­tori del mar­mo. Dopo un peri­o­do di grande espan­sione, a par­tire dal sec­on­do dopoguer­ra, a con­tin­uare ques­ta tradizione nelle cave locali sono rimasti in pochi e ancor meno sono quel­li che han­no ered­i­ta­to cava e mestiere. Pochi ma buoni e, sicu­ra­mente, entu­si­asti del loro lavoro al pun­to di unire i pro­pri sforzi (cosa abbas­tan­za rara fra con­cor­ren­ti) per pro­muo­vere il pro­prio prodot­to. Così è nato, con sede a Capri­no, il con­sorzio cava­tori nem­bro rosato, cal­care che si estrae in quan­tità eco­nomi­ca­mente rag­guarde­voli da sole cinque cave al mon­do, di cui tre a Capri­no (le cave Bernar­di, Coltri e Vian­i­ni) e due a Sant’Ambrogio (Bonal­di e Zampi­ni). I tito­lari di queste cinque cave — Fabio Bernar­di, Cesare Coltri, Mat­teo Vian­i­ni, Loris Bonal­di e Sil­vano Zampi­ni — si sono con­sorziati «allo scopo di far conoscere questo pregev­ole mate­ri­ale e, soprat­tut­to, di fare in modo che esso ven­ga quan­to più pos­si­bile imp­ie­ga­to nell’edilizia e nell’arredo urbano locale, così da coni­u­gare le esi­gen­ze del pre­sente con il rispet­to del­la tradizione. Solo un con­sorzio infat­ti», spie­ga Mat­teo Vian­i­ni, pres­i­dente e ispi­ra­tore dell’iniziativa, «può garan­tire la pro­dut­tiv­ità, in quan­to il mate­ri­ale rac­colto dalle cave viene ven­du­to al con­sorzio stes­so che lo lavo­ra definen­done i modi più con­soni di uti­liz­zo in base alle carat­ter­is­tiche». Del mate­ri­ale cava­to non viene spre­ca­to nul­la; la gam­ma dei prodot­ti rica­vati è amplis­si­ma, dai mar­mi pre­giati per la pavi­men­tazione di interni o esterni (tut­ti muni­ti di cer­ti­fi­ca­to Cee di qual­ità) ai cor­doli stradali e alle pietre per muret­ti. «L’idea di con­sorziar­ci per offrire la più ampia disponi­bil­ità del nos­tro prodot­to», spie­ga Vian­i­ni, «è nata anche per arrestare in qualche modo il dila­gare di mate­ri­ali d’importazione nell’edilizia e nell’urbanistica locale. In una zona come Capri­no, che van­ta una tradizione sec­o­lare di cava­tori e scalpelli­ni e dove il mar­mo buono cer­to non scarseg­gia, vedere cor­doli stradali in tra­chite», roc­cia vul­cani­ca non pre­sente nel Veronese, «o la pavi­men­tazione ester­na real­iz­za­ta in scon­cer­tante cemen­to sab­bi­a­to quan­do si potrebbe usare la splen­di­da pietra locale, a noi sem­bra un affron­to alla tradizione». La Comu­nità mon­tana del ha da poco real­iz­za­to un prog­et­to volto alla definizione di metodolo­gie oper­a­tive di inter­ven­to per il recu­pero di diver­si borghi rurali del Monte Bal­do; nel­la relazione tec­ni­co descrit­ti­va, che fra breve ver­rà pub­bli­ca­ta e dis­tribui­ta ai Comu­ni inter­es­sati, l’impiego di mate­ri­ali lapi­dei locali gio­ca un ruo­lo di pri­maria impor­tan­za. «Al di là delle prospet­tive eco­nomiche che spe­ri­amo il con­sorzio pos­sa aprire», sot­to­lin­ea Vian­i­ni, «la nos­tra inizia­ti­va è riv­ol­ta anche e soprat­tut­to alla conoscen­za del prodot­to e del­la sua sto­ria. È impens­abile che i bam­bi­ni del paese sap­pi­ano poco o nul­la di quel­la che è sta­ta per tan­to tem­po una delle più impor­tan­ti risorse eco­nomiche del nos­tro ter­ri­to­rio. A questo scopo, in par­al­le­lo anche con il del mar­mo, abbi­amo deciso di offrire la pos­si­bil­ità alle sco­laresche di effet­tuare all’interno di una delle nos­tre cave un per­cor­so guida­to d’interesse geo­logi­co, pale­on­to­logi­co ed etno­logi­co». Il nem­bro rosato è una roc­cia sed­i­men­ta­ria facente parte del­la for­mazione geo­log­i­ca denom­i­na­ta rosso ammoniti­co infe­ri­ore e che, in ordine crono­logi­co, seg­na il pas­sag­gio tra il peri­o­do Giuras­si­co e quel­lo Cretaci­co. Il nem­bro rosato, infat­ti, si è sed­i­men­ta­to nei fon­dali dell’antico Mare del­la Tetide, quan­do anco­ra non esiste­vano la peniso­la ital­iana e nem­meno le Alpi ma, al loro pos­to, si esten­de­va un immen­so mare. È un cal­care nodu­lare con mar­ca­ta strat­i­fi­cazione, carat­ter­is­ti­ca che con­ferisce al mate­ri­ale diverse col­orazioni che var­i­ano dal rosato, al verdel­lo, al gial­let­to. Il nem­bro rosato è affio­rante e pre­sente sola­mente nel­la provin­cia di Verona e più pre­cisa­mente nelle aree estrat­tive di Sant’Ambrogio e di Capri­no. La «poten­za» media, vale a dire l’altezza del fronte del­lo stra­to roc­cioso, è di cir­ca 4/5 metri. Mar­mo è un ter­mine com­mer­ciale in uso per des­ignare las­tre di roc­ce sed­i­men­ta­rie lavo­rate e luci­date, infat­ti si suole dire «luci­do come il mar­mo». In sen­so geo­logi­co, tut­tavia, l’uso appro­pri­a­to del ter­mine si limi­ta alle sole roc­ce car­bon­atiche meta­mor­fos­ate, cioè trasfor­mate in segui­to ad intense com­pres­sioni e sur­riscal­da­men­ti. Il mar­mo di Lasa (Val Venos­ta) è, per esem­pio, un vero mar­mo anche in sen­so geo­logi­co, men­tre i cosid­det­ti mar­mi del­la Val d’Adige, del Capri­nese, del­la Valpo­li­cel­la e del­la Lessinia lo sono soltan­to nell’accezione com­mer­ciale, in quan­to si trat­ta di nor­mali roc­ce sed­i­men­ta­rie che, una vol­ta estrat­te, ven­gono lavo­rate in modo da pre­sentare super­fi­ci per­fet­ta­mente levi­gate. I mar­mi veri sono par­ti­co­lar­mente com­pat­ti e si pos­sono riconoscere per il loro aspet­to sac­caroide (cioè sim­i­le allo zuc­chero) che assumono in segui­to alla cristal­liz­zazione dovu­ta al meta­mor­fis­mo; di soli­to non sono puri, ma con­tengono altri min­er­ali che con­feriscono loro col­ore ed effet­to orna­men­tale. Chi fos­se inter­es­sato alle vis­ite in cava o all’attività del con­sorzio può tele­fonare allo 045.620.0707 (nembrorosato@libero.it)

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