«Non ho fretta di andarmene»

I SEGRETI

12/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«Non ho mica fret­ta di morire. Andrò volen­tieri quand’è la mia ora. Il Sig­nore la sa ma non me la dice..». Non­na Luigia un po’ si stu­fa a non far niente, ma si con­so­la per­chè «non do da fare a nes­suno». Però can­ta spes­so: «Fa ‘n piaz­er, tàsi» le dice­vano a casa, ma era inutile, il can­to viene dal cuor con­tento «Nes­suno può dire che mi ha trova­to di malu­more». Non guar­da la tv per­chè gli occhi non ce la fan­no e per­chè «non c’è più niente da vedere» però le piace che le leggano i gior­nali e fa le parole cro­ci­ate, le det­tano le definizioni e lei spara la rispos­ta, presto e bene. «Mi face­vano dire che Francesco Giuseppe era mite e buono, ma non era vero. Lo sarà diven­ta­to forse da vec­chio, ma quand’era gio­vane ha fat­to fucilare i mar­tiri a Belfiore. Quand’è mor­to anche lui, quei mor­ti se li è ritrovati». Mai man­gia­to for­mag­gio («Non mi piace»), però polen­ta e crauti li apprez­za anco­ra. La lin­gua ital­iana è la più bel­la del mon­do, sape­va un po’ di tedesco (obbli­ga­to­rio) ed un po’ di francese («stu­di­a­to per con­to mio, mi piace­va. Ma adesso ho dimen­ti­ca­to tut­to»). Ma ricor­da la filas­troc­ca di «Tren­to reden­to al quar­an­ta per cen­to»: la coro­na, dopo il ’18, era scivola­ta dal­la par­ità con la lira a 40 centesimi.