La proposta del sottosegretario Aldo Brancher all’assemblea in municipio piace ma presenta troppi interrogativi. Franchetto: «Futuro già deciso». Welponer: «Un disegno speculativo che coinvolge anche Caprino e Valeggio»

I soldi dell’Inail per acquistare l’ospedale che morirà

16/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Dici­as­settte rac­co­man­date, tre pre­sen­ti di cui uno a metà. Di Gian­car­lo Galan nem­meno l’om­bra così come degli asses­sori Fabio Gava, Mas­si­mo Gior­get­ti e Flo­ri­ano Prà. A «bril­lare» tra gli assen­ti oltre ai par­la­men­tari Ettore Peretti e anche i con­siglieri region­ali Ange­lo Fior­in, Raf­faele Baz­zoni, Fran­co Boz­zolin, Gior­gio Ceri­oni, Mario Rossi, e Mau­r­izio Tosi. Nel­l’e­len­co anche l’asses­sore provin­ciale al tur­is­mo Davide Bendinel­li. A rac­cogliere l’in­vi­to del­l’Am­min­is­trazione comu­nale e di una schiera di cat­e­gorie eco­nomiche e sociali del­l’area garde­sana per un con­fron­to dialet­ti­co sul futuro del­l’ospedale di Val di Sog­no sono sta­ti «solo» il sot­toseg­re­tario di sta­to Aldo Branch­er, elet­to nel col­le­gio Gar­da-Bal­do, il vicepres­i­dente regionale Gus­ta­vo Franchet­to e il con­sigliere Nadir Welpon­er, gli ulti­mi due all’op­po­sizione a Palaz­zo Fer­ro-Fini. Inevitabile, ver­rebbe da dire, vista l’op­por­tu­nità di sparare con suc­ces­so con­tro la coal­izione regionale del­la Casa delle lib­ertà «rea di vol­er affos­sare la san­ità pub­bli­ca a favore del pri­va­to nel­l’area nord-ovest del­la Provin­cia». Una con­sid­er­azione ridut­ti­va e forse offen­si­va nei con­fron­ti di tutte quelle per­sone che in maniera costrut­ti­va e con spir­i­to bipar­ti­san stan­no lavo­ran­do dis­in­ter­es­sa­ta­mente per oppor­si ad una delib­era regionale che prevede per il cen­tro d’ec­cel­len­za del­l’al­to lago la chiusura nel giug­no del 2004. Ospedale che, vale la pena ricor­dare, ha un atti­vo di 4 mil­iar­di di lire e svolge un’at­tiv­ità chirur­gi­ca-orto­pe­di­ca supe­ri­ore, nei dati, agli altri tre repar­ti dei due mag­giori ospedali di Verona (1.970 a Mal­ce­sine, 1.616 a Bor­go Tren­to e 1.267 a Bor­go Roma). Numeri che non con­tano a Venezia ma sem­bra­no inter­es­sare a Roma, come dimostra la pre­sen­za ieri mat­ti­na nel­la gremi­ta sala con­sil­iare anche del par­la­mentare trenti­no dei Ds Lui­gi Olivieri. «Se le sor­ti del­l’ospedale dipen­dessero dal Par­la­men­to sarem­mo in mani più sicure», ha chiosato il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di ascoltan­do la pro­pos­ta di sal­vatag­gio del­l’ospedale avan­za­ta da Branch­er. «Si trat­ta di un prog­et­to tut­to in fase di definizione con­di­vi­so a gran­di linee in una pri­ma riu­nione che ha mes­so attorno ad un tavo­lo anche l’asses­sore alla san­ità regionale trenti­na Mag­nani e il fun­zionario vene­to Tonioli. Insieme per met­tere a pun­to una boz­za di con­ven­zione fra l’Als di Arco-Rovere­to e la nos­tra Asl 22. In prat­i­ca Venezia dovrebbe garan­tire all’ospedale di Mal­ce­sine l’at­tiv­ità ambu­la­to­ri­ale spe­cial­is­ti­ca, un pun­to di pron­to inter­ven­to per la sta­bi­liz­zazione del paziente, e l’am­bu­lan­za med­ical­iz­za­ta per il trasporto nel più vici­no cen­tro san­i­tario per acu­ti. Inoltre tramite una con­ven­zione con il Trenti­no si man­ter­rebbe l’at­tiv­ità orto­pe­di­ca di tipo “day surgery” e si garan­ti­rebbe l’at­tiv­ità di pre­ven­zione, inter­ven­to e cura a favore dei poliomieliti­ci. Infine con l’in­ter­ven­to del­l’I­nail, a Roma ho già avu­to un col­lo­quio in tal sen­so, si potreb­bero ottenere i sol­di per acquistare la strut­tura. Se rius­cis­si­mo a per­fezionare questo prog­et­to risul­tereb­bero pres­soché garan­ti­ti la forza lavoro, i servizi sul ter­ri­to­rio e le risorse per gli ammod­er­na­men­ti che la strut­tura neces­sità». «La net­ta percezione è che si è deciso di chi­ud­ere l’ospedale di Mal­ce­sine», ha rib­a­di­to Franchet­to, dispiaci­u­to per l’im­pos­si­bil­ità di appro­fondire la pro­pos­ta di Branch­er costret­to a las­cia­re la sala per impeg­ni politi­ci. «Per car­ità ben ven­ga la soluzione prospet­ta­ta dal sot­toseg­re­tario, che come uomo di gov­er­no ha le carte per perseguire un sim­i­le prog­et­to, ma la con­vinzione è che se non con­tin­ua inces­sante il movi­men­to d’opin­ione attorno alla speci­ficità del­l’ospedale, questo è des­ti­na­to a chi­ud­ere». Con­cetti rib­a­di­ti a gran forza da Nadir Welpon­er pron­to a ricor­dare che «c’è un dis­eg­no di forte spec­u­lazione e di pri­va­tiz­zazione in un teo­re­ma che coin­volge i cen­tri di Valeg­gio, Capri­no e Mal­ce­sine». Non sono poi man­cate le accuse ai con­siglieri region­ali di mag­gio­ran­za, «guar­da caso oggi gran­di assen­ti», e al diret­tore del­l’Ulss 22 Pic­coli. «È ret­ribuito pro­fu­mata­mente con i sol­di dei con­tribuen­ti ed è suo dovere spie­gare tut­ti i ret­rosce­na che coin­vol­go­no i 60 posti di riabil­i­tazione affi­dati dal­la Regione a Marzana», ha con­tin­u­a­to il rap­p­re­sen­tante del­la quin­ta com­mis­sione san­ità, deciso a ripetere come i giochi «siano già sta­ti fat­ti». «Inutile pren­dere posizione quan­do una legge è sta­ta vota­ta, inutile ragionare quan­do la com­mis­sione regionale ha deciso di chi­ud­ere l’ospedale di Mal­ce­sine». «Branch­er e i con­siglieri region­ali di mag­gio­ran­za», ha con­clu­so Welpon­er, «devono assumer­si la respon­s­abil­ità di bloc­care la delib­era che dec­re­ta la morte dell’ospedale». «Noi non abbi­amo inten­zione di rimanere alla fines­tra in atte­sa degli even­ti», ha sen­ten­zi­a­to Rober­to Bassi, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione inter­re­gionale dis­abili motori. «Abbi­amo rac­colto qua­si 35mila firme a dife­sa del­l’ospedale (appel­lo sot­to­scrit­to anche ieri a Bari alla Con­feren­za nazionale sulle dis­abil­ità, ndr ) e con­ti­amo di pros­eguire fino al 17 mar­zo quan­do par­tirà da Mal­ce­sine la staffet­ta in car­rozzi­na alla vol­ta di Venezia. Con­seg­ner­e­mo la petizione al pres­i­dente Galan e se non ci ricev­erà com­in­cer­e­mo in piaz­za San Mar­co lo sciopero del­la fame. È una battaglia che soste­ni­amo non solo per i poliomieliti­ci ma per tut­ta la popo­lazione del­l’al­to lago». «Ai tur­isti non pos­si­amo dare in ter­mi­ni di sicurez­za una rispos­ta da ter­zo mon­do», ha spie­ga­to il pri­mario Bruno Danzi val­u­tan­do la pro­pos­ta in sé «val­i­da, sep­pure con pun­ti da chiarire» avan­za­ta da Branch­er. Come sem­pre con­cre­to il sin­da­co di Bren­zone Gio­van­ni Zap­palà. «Innanz­i­tut­to spe­ri­amo nel ricor­so al Tar e in una sospen­si­va del­la delib­era cosi da guadagnare tem­po e intrapren­dere la stra­da pro­pos­ta da Branch­er. D’al­tronde per vin­cere le guerre ci vogliono i numeri e a Venezia noi non ce li abbi­amo».