Il nodo dell’Alta velocità. La stazione della futura linea si giustifica solo con uno scalo aereo internazionale Montichiari-Ghedi. I militari: «Per ora non ci sono progetti». Intanto lo stadio è al passaggio-chiave

I super treni insidiano l’aerobase

08/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Anco­ra nubi sul­lo svilup­po del­l’aero­por­to «D’An­nun­zio» di Mon­tichiari, i cui rif­lessi potreb­bero inter­es­sare anche il tran­si­to dei treni veloci. La stazione del­l’Al­ta capac­ità, per essere gius­ti­fi­ca­ta, «deve avere un baci­no d’uten­za passeg­geri tipi­co dei gran­di aero­por­ti inter­nazion­ali, ovvero oltre i 20 mil­ioni di tran­si­ti all’an­no», spie­ga l’ar­chitet­to Mario Abba, che sta prog­et­tan­do l’in­ser­i­men­to del­la stazione nel com­p­lesso telem­ati­co del futuro sta­dio del Bres­cia Cal­cio a Cas­tenedo­lo, vici­no all’aero­por­to. Una movi­men­tazione tipi­ca di un Hub come Malpen­sa ma irrag­giun­gi­bile per il «D’An­nun­zio» di Mon­tichiari, ass­es­ta­to ora attorno a quo­ta 350 mila e che, nel­la migliore delle ipote­si, potrebbe rag­giun­gere i 2 mil­ioni entro dieci anni, la stes­sa quo­ta su cui si è ass­es­ta­to il «Cat­ul­lo» di Vil­lafran­ca. Ma allo­ra per­chè l’Al­ta capac­ità fer­ma a Mon­tichiari? Una doman­da che per ora non ha rispos­ta se non nel­l’even­tu­al­ità — al momen­to non per­cor­ri­bile — che l’aero­por­to mil­itare di Ghe­di si trasfor­mi in civile e che la sua lun­ga pista, par­al­lela e poco dis­tante da quel­la del «D’An­nun­zio», ven­ga uti­liz­za­ta per i voli inter­con­ti­nen­tali. «Per ora non esiste nes­suna prog­et­tazione in tal sen­so», rispon­dono sec­ca­mente dai Coman­di del­la pri­ma Regione Aerea di e dal­l’Uf­fi­cio del Coman­dante di Ghe­di, colon­nel­lo Nico­la Lan­za De Cristo­foris. La base aerea di Ghe­di rimane aero­por­to strate­gi­co «Stryke» per la dife­sa del Sud Europa, con i suoi bunker seg­reti che con­tengono almeno ven­ti tes­tate nucleari disin­nescate. Finchè queste bombe sono là sot­to, la base di Ghe­di resterà pun­to focale per il fronte Nato. Quin­di la lin­ea euro­pea del Cor­ri­doio 5, approva­ta dal­l’in­con­tro romano del­l’al­tro giorno tra Regione e Min­is­tero dei Trasporti, par­tirebbe mon­ca del suo prin­ci­pale appor­to, cioè il flus­so dei passeg­geri, diven­tan­do soprat­tut­to un mez­zo di trasporto per le mer­ci. A ben poco servirà l’even­tuale aggius­ta­men­to di cir­ca un mil­ione e mez­zo di uten­ti del futuro sta­dio del Bres­cia Cal­cio, pur com­pren­si­vo di tut­ti i servizi sportivi, ludi­ci e com­mer­ciali, che lo stu­dio Abba-Ron­cati ha prog­et­ta­to sul ter­ri­to­rio di Cas­tenedo­lo, tra la stazione fer­roviaria e l’aero­por­to. «Comunque noi siamo pron­ti con il nos­tro nuo­vo prog­et­to — con­fer­ma l’ar­chitet­to Mario Abba -; a giorni sarà con­vo­ca­ta la con­feren­za dei servizi al Pirelli­no di Bres­cia e sapre­mo se dovre­mo con­sid­er­are all’in­ter­no del nos­tro prog­et­to anche la stazione del­l’Al­ta capac­ità». Un prog­et­to europeo che, come abbi­amo già scrit­to, sta man­dan­do in fib­ril­lazione la polit­i­ca e la soci­età civile di Mon­tichiari, soprat­tut­to per il notev­ole impat­to che avrà sul ter­ri­to­rio del­la Fas­cia d’Oro. Rife­ri­amo a fian­co del con­veg­no con Tino Bino del 28 novem­bre, ma pri­ma di allo­ra si preve­dono altri incon­tri cal­di sul tema dei supertreni del­la lin­ea Tori­no-Tri­este. Si mobil­i­tano intan­to i res­i­den­ti del­la Fas­cia d’Oro, che ven­erdì 14 novem­bre orga­nizzer­an­no nel­la salet­ta pub­bli­ca del quartiere una riu­nione infor­ma­ti­va, gra­zie alla col­lab­o­razione del grup­po politi­co di Area civi­ca, con la descrizione delle carte topogra­fiche che pre­sen­tano il tran­si­to del­la nuo­va lin­ea. Scivola invece a fine mese la pro­gram­mazione del Con­siglio comu­nale, che era sta­to ven­ti­la­to in un pri­mo tem­po per il 13 novem­bre, ma che è sta­to rin­vi­a­to dopo la con­vo­cazione del­la con­feren­za dei capi­grup­po di giovedì sera. «Una riu­nione inutile, cui non han­no parte­ci­pa­to nè il sin­da­co Rosa e nep­pure l’asses­sore Gelmi­ni — ha spie­ga­to Ste­fa­nia Mosconi, capogrup­po dei Popo­lari per Mon­tichiari — ma solo il vicesin­da­co Boifa­va, che non ha pro­nun­ci­a­to una paro­la. E’ sta­to det­to che non era­no pron­ti per riu­nire il con­siglio il 13 novem­bre». In quel­la sede, comunque, il sin­da­co Gianan­to­nio Rosa dovrà rispon­dere alle inter­pel­lanze pro­prio sul­l’Al­ta capac­ità e di cui sta rac­coglien­do doc­u­men­tazione anche gra­zie all’in­con­tro con il sin­da­co Groli di Cas­tenedo­lo, che lo scor­so 29 otto­bre ave­va già con­vo­ca­to un Con­siglio comu­nale aper­to, gremi­to di cit­ta­di­ni, nel­la sala civi­ca dei Disciplini.

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