I dati del 2002 per l’area del Garda Baldo non promettono nulla di buono

I tedeschi abbandonano il lago. Ora si punta sul Nord Europa

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

In cam­po con rin­no­va­ta inven­ti­va. Indis­pens­abile per fare fronte a una situ­azione che si pre­sen­ta dif­fi­cile nel set­tore del tur­is­mo inter­nazionale. Sono quan­to mai vive le pre­oc­cu­pazioni che ser­peg­giano tra gli oper­a­tori e legate non solo ai ven­ti di guer­ra, ma soprat­tut­to alla eccezzionale crisi eco­nom­i­ca che ha col­pi­to la Ger­ma­nia, nazione di pri­mo piano degli hote­liers veneti e bena­cen­si. I seg­nali di una situ­azione non cer­to pos­i­ti­va (come dimostra­no i dati rac­colti dal­la Provin­cia per il 2002 e pub­bli­cati qui a fian­co) stan­no nelle liq­uidazioni com­mer­ciali di sta­gione in Ger­ma­nia, appro­date ormai al ter­zo rib­as­so con­sec­u­ti­vo. «Ecco per­ché dob­bi­amo puntare sull’inventiva», fa pre­sente Giuseppe Loren­zi­ni pres­i­dente dell’Ugav, l’associazione che riu­nisce più di tre­cen­to alber­ga­tori sul­la spon­da veronese del Gar­da, «pro­po­nen­do even­ti per fideliz­zare la poten­ziale clien­tela. Offren­do in par­ti­co­lare pac­chet­ti di sog­giorno com­pren­sivi di escur­sioni, vis­ite ai parchi e mag­a­ri cene al lume di can­dela. Cer­can­do nel­lo stes­so tem­po di con­tenere gli aumen­ti di costi dei servizi entro quel due, tre per cen­to provo­ca­to dal­la sva­l­u­tazione. L’obbiettivo e la sper­an­za è di arginare quel pre­ven­ti­va­to calo tur­is­ti­co e arrivare a chi­ud­ere l’annata tur­is­ti­ca cor­rente con una con­trazione non supe­ri­ore a cinque pun­ti delle gior­nate di pre­sen­za sul Gar­da». Un pun­to e mez­zo in meno di quan­to ver­i­fi­catosi nel 2002, ma che ugual­mente vedrebbe una con­trazione com­p­lessi­va, nel giro di due annate, di oltre un mil­ione di pre­sen­ze di tur­isti stranieri nel­la zona del -Gar­da. In prospet­ti­va, si apre un anno duro per gli stes­si oper­a­tori che gestis­cono i 55 campeg­gi del Veronese e che si spar­tis­cono la stra­grande parte degli oltre cinque mil­ioni di pre­sen­ze del movi­men­to tur­is­ti­co extra alberghiero. «Temi­amo per la situ­azione eco­nom­i­ca dell’area tedesca (Aus­tria e Ger­ma­nia) che per noi rap­p­re­sen­ta», mette in risalto Mar­co Zaninel­li del campeg­gio la Quer­cia di Lazise, «il 60 per cen­to al movi­men­to tur­is­ti­co straniero. L’augurio è che tengano, com’è avvenu­to lo scor­so anno, il mer­ca­to ital­iano e tra gli europei quel­lo danese e olan­dese, mag­a­ri sup­por­t­a­to da una mag­giore pre­sen­za di tur­isti dell’Europa del Nord quali finni­ci e scan­di­navi. È invece anco­ra pre­maturo guardare a un tur­is­mo all’aria aper­ta con inter­es­sati i pae­si dell’Est». Alla paven­ta­ta momen­tanea ten­den­za del­la con­trazione del mer­ca­to tur­is­ti­co gli asso­ciati all’Assogardacamping rispon­dono pun­tan­do sul­la qual­ità azien­dale attra­ver­so il miglio­ra­men­to dei servizi, la sicurez­za dell’ospite, la qual­i­fi­cazione del per­son­ale, ma sopratut­to con la tutela dell’ambiente. E le aziende lacus­tri che pos­sono fre­gia­r­si del riconosci­men­to del sig­illo europeo Man­i­festo Qual­ità Ambi­ente Cav­alli­no sono già nove, altret­tante quelle che han­no ader­i­to al prog­et­to ambi­ente del­la Provin­cia. «Sti­mo­lati», ammette Zaninel­li, «da una sem­pre più sen­ti­ta richi­es­ta da parte dei fruitori dei campeg­gi di un mag­giore rispet­to dell’ambiente». «Una sfi­da che por­ti­amo avan­ti uni­ti», pun­tu­al­iz­za Gio­van­ni Berni­ni pres­i­dente dell’Assogardacamping, «per tute­lare la ricettiv­ità in sin­to­nia con gli enti pub­bli­ci».

Parole chiave: