lavori nell’ex albergo di Desenzano

Il Barchetta rinascerà all’insegna dello stile

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Con­to alla roves­cia, a Desen­zano, per i lavori di ristrut­turazione dell’ex alber­go «Bar­che­t­ta». Ottenute le ultime con­ces­sioni, il Grup­po costruzioni Stil house sta per real­iz­zare qui 25 unità abi­ta­tive, 2 uffi­ci e 11 attiv­ità com­mer­ciali, con rel­a­tivi parcheg­gi inter­rati, dis­tribuiti nei tre diver­si edi­fi­ci dis­tribuiti tra piaz­za Mat­teot­ti e via Car­duc­ci. Al piano ter­ra sarà rica­va­ta una gal­le­ria com­mer­ciale; due piazzette interne ren­der­an­no la passeg­gia­ta più lumi­nosa, e gli spazi com­mer­ciali e direzion­ali, pre­visti tra il piano ter­ra e il pri­mo piano, col­lo­cati in una posizione già notev­ole, fini­ran­no per affac­cia­r­si su un ambi­ente lus­su­oso. La pre­sen­tazione uffi­ciale, a palaz­zo Tode­s­chi­ni, del «Cal­en­dario Desen­sà 2003» (real­iz­za­to da tre anni pro­prio gra­zie al con­trib­u­to del­la Stil house, che sostiene le spese di pro­duzione facen­do sì che l’intero rica­va­to del­la ven­di­ta ven­ga dona­to alla coop­er­a­ti­va «La Casci­na»), è sta­ta anche l’occasione per pre­sentare le tav­ole che Clau­dio Merighet­ti, diret­tore artis­ti­co del grup­po, ha real­iz­za­to per illus­trare il prog­et­to di recu­pero. E ciò che emerge dai dis­eg­ni è la notev­ole qual­ità dell’intervento pro­gram­ma­to. La soci­età, tra l’altro, è cos­ti­tui­ta da geometri e architet­ti che si sono asso­ciati per gestire diret­ta­mente ogni fase del­la real­iz­zazione di un edi­fi­cio fino alla con­seg­na; in questo modo ven­gono elim­i­nati i costi di medi­azione. Quel­la di Desen­zano è la pri­ma oper­azione di recu­pero di un edi­fi­cio esistente, e con un impor­tante pas­sato alle spalle, e la col­lo­cazione nel cen­tro del­la cit­tà obbli­ga a scelte rig­orose. «Lascer­e­mo intat­ta la fac­cia­ta stor­i­ca — assi­cu­ra Gui­do Capel­li, diret­tore com­mer­ciale del­la soci­età -, per­chè pun­ti­amo a una ristrut­turazione che priv­i­le­gi l’estetica ricon­seg­nan­do all’edificio il ruo­lo pri­mario che ave­va assun­to negli anni Set­tan­ta, all’inizio del­la trasfor­mazione in sen­so tur­is­ti­co di Desen­zano. Abbi­amo volu­ta­mente scel­to di non sac­ri­fi­care gli spazi in nome di facili guadag­ni: tut­ti gli appar­ta­men­ti garan­ti­ran­no un’ottima abit­abil­ità». «Inutile negar­lo — pros­egue Capel­li -: la posizione cen­trale di quest’edificio, in una cit­tà che sta diven­tan­do il nuo­vo polo di pre­gio del Nord Italia, pote­va indurre alla spec­u­lazione. La nos­tra scelta è invece quel­la di real­iz­zare un’opera che sia forte­mente con­no­ta­ta dal pun­to di vista esteti­co: bel­la da fre­quentare anche per chi non potrà abitarla».