Per Vincenzo Ceschini i problemi arrivano dal grande carico antropico e dalla devastazione dei luoghi "di frega" Le morie di pesci dovute ad una setticemia e non all'inquinamento

«Il Garda sta bene: il problema è l’uomo»

29/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«Il lago di Gar­da sta bene e la moria di pesci delle scorse set­ti­mane è sta­ta causa­ta da una set­ticemia par­ti­ta nel­la parte merid­ionale del baci­no, ma già in fase di risoluzione». A par­lare è Vin­cen­zo Ces­chi­ni, vicepres­i­dente del­la Comità del Gar­da, che invi­ta ad evitare allarmismi.Forte del­la notev­ole quan­tità di dati rac­colti, Ces­chi­ni invi­ta all’ot­timis­mo e annun­cia che tutte le risposte sul­lo sta­to del Gar­da ver­ran­no for­nite nel­la con­feren­za orga­niz­za­ta a hoc per il 12 otto­bre prossi­mo a Desen­zano. «Quan­to det­to e scrit­to ulti­ma­mente — con­tin­ua Ces­chi­ni — non è affat­to vero e, per giun­ta, dan­neg­gia l’im­mag­ine tur­is­ti­ca del lago all’es­tero. I costan­ti mon­i­tor­ag­gi delle acque, com­piu­ti sia in super­fi­cie che in pro­fon­dità (i pre­lievi ven­gono effet­tuati fino a 200 metri) smen­tis­cono net­ta­mente che esista uno sta­to d’e­mer­gen­za ambi­en­tale. I cam­pi­oni ven­gono rac­colti costan­te­mente in numerose zone di tutte e tre le province: i lab­o­ra­tori di Villi­no Campi e portò S. Nicolò svol­go­no questo com­pi­to per Tren­to e Bres­cia men­tre, sul fronte veronese, le anal­isi ven­gono affi­date all’ di Pado­va. Dati com­pleti e più che attendibili. Nes­suna moria da inquina­men­to, dunque, e poi non dimen­tichi­amo che esiste una “peri­od­ic­ità del pesca­to”: quest’an­no, tan­to per fare un esem­pio, i per­si­ci che affolla­vano i fon­dali tren­ti­ni, ora si sono “trasfer­i­ti” in quel­li veronesi».Eppure, negli ulti­mi tem­pi, le spi­agge dichiarate tem­po­ranea­mente non bal­ne­abili (in Vene­to e Lom­bar­dia) dal­la stes­sa sono aumen­tate notevol­mente. Come si spie­ga questo fat­to? «Il fenom­e­no — spie­ga il vicepres­i­dente del­l’ente che riu­nisce i comu­ni del­l’area garde­sana — è stret­ta­mente lega­to alle con­dizioni mete­o­ro­logiche di quest’es­tate. Per far­la breve, le piogge, cadute copiosa­mente, han­no dilava­to strade e ter­reni, queste acque sono finite in tor­ren­ti e fiu­mi­ci­at­toli che, alla fine, han­no scar­i­ca­to nel lago sostanze inquinan­ti. In pas­sato era suc­ces­so qual­cosa di anal­o­go anche a Riva, alle foci del tor­rente Varone e del rio Galan­zana. Anche sta­vol­ta, nei pun­ti “incrim­i­nati”, 24 ore dopo le prime anal­isi ne sono state com­piute altre che han­no ril­e­va­to inquina­men­to molto infe­ri­ore o addirit­tura assente. Si trat­ta di episo­di spo­radi­ci, dunque, che nul­la han­no a che vedere con la salute gen­erale del grande lago».Va tut­to bene, quin­di? «Beh, qualche prob­le­ma c’è ed è lega­to alla ripro­duzione delle specie ittiche, mes­sa in peri­co­lo dal­la forte antropiz­zazione degli ulti­mi anni e dal­la colpev­ole can­cel­lazione di molte preziose zone di “fre­ga” per i pesci, come, ad esem­pio, la spi­agget­ta del­lo Sper­one, total­mente dev­as­ta­ta. I can­neti si sono ridot­ti, i pesca­tori, che lun­go le sponde si atti­va­vano ogni anno per ricreare le con­dizioni migliori per la ripro­duzione, sono prati­ca­mente spar­i­ti e, di cer­to, le migli­a­ia di bag­nan­ti e di sur­fisti non met­tono a pro­prio agio i pesci».