L’annuncio ieri pomeriggio in un comunicato di Linea d’ombra: «Il tempo a disposizione è troppo breve, il museo parigino non può mantenere le promesse»

Il Louvre ritira i prestiti.
Salta la mostra di Verona

24/05/2008 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Wilma Petenzi

di Tem­pi trop­po stret­ti, zero garanzie: Leonar­do, Tiziano, Raf­fael­lo, Bot­ti­cel­li, Veronese e Canalet­to restano a Pari­gi. Il Lou­vre fa dietrofront e Verona deve dire addio alla mostra even­to pre­vista per il 19 set­tem­bre «Il Lou­vre. Cap­ola­vori a Verona. Leonar­do, Raf­fael­lo, Rem­brandt e gli altri. Ritrat­ti e figure».[FIRMA]L’ANNUNCIO è sta­to dato ieri in un comu­ni­ca­to con­giun­to da Lou­vre e Mar­co Goldin, patron di Lin­ea d’ombra, che negli ulti­mi anni ha lan­ci­a­to Bres­cia tra le cit­tà d’arte e si sta­va preparan­do, con estrema gioia dell’amministrazione veronese, a dare un impul­so espo­nen­ziale anche al sis­tema espos­i­ti­vo veronese. «La mostra che avrebbe por­ta­to al Palaz­zo del­la Gran Guardia alcu­ni tra i cap­ola­vori del Lou­vre non potrà avere luo­go — si legge nel comu­ni­ca­to di Lin­ea d’ombra — per­chè allo sta­to attuale il tem­po a dis­po­sizione si riv­ela ormai trop­po breve per l’organizzazione di ques­ta impor­tante espo­sizione, tenu­to con­to dei lavori da real­iz­zare e dell’insieme delle con­dizioni tec­niche, ammin­is­tra­tive e giuridiche nec­es­sarie per garan­tire l’arrivo, la sicurez­za e la con­ser­vazione dei capolavori».«Il museo del Lou­vre — con­clude il comu­ni­ca­to — non può per­tan­to accor­dare i presti­ti promes­si e si ram­mar­i­ca per ques­ta situ­azione, conoscen­do la qual­ità delle col­lab­o­razioni tra Mar­co Goldin e i gran­di musei internazionali».IL SUCCESSO di Goldin a Bres­cia non ha, per ora, con­ta­gia­to la vic­i­na cit­tà vene­ta. «È una situ­azione molto spi­acev­ole, non pos­so negar­lo — spie­ga Goldin — soprat­tut­to per chi fa dell’organizzazione e del­la pre­ci­sione il suo dog­ma asso­lu­to. Bres­cia mi conosce e sa come lavoro». Impos­si­bile non fare il con­fron­to fra l’esperienza bres­ciana e quel­la in ter­ra veronese. «È asso­lu­ta­mente gius­to fare il paragone con Bres­cia — con­tin­ua il patron di Lin­ea d’ombra -. La grande dif­feren­za tra Bres­cia e Verona è che Verona non ha una Fon­dazione Musei. A Bres­cia la Fon­dazione c’è e ha con­sen­ti­to di agevolare i rap­por­ti e di scav­al­care le maglie del­la buro­crazia. A Verona l’amministrazione era con­vin­ta di avere i tem­pi com­pat­i­bili con le richi­este del Lou­vre, ma la buro­crazia si è man­gia­ta tut­to il tem­po e ha por­ta­to il museo parig­i­no a decidere di revo­care i presti­ti che ave­va concesso».NON NASCONDE il suo ram­mari­co e la sua delu­sione Goldin che assi­cu­ra che si è trat­ta­to «di una grande occa­sione per­du­ta, tan­to più che si annun­ci­a­va già come una mostra che avrebbe fat­to crol­lare tut­ti i prece­den­ti record: in un mese le preno­tazioni era­no già 40mila, men­tre con Van Gogh e Gau­guin in quat­tro set­ti­mane ne ave­va­mo rac­colte 30mila».Non cela la delu­sione, ma com’è nel suo stile è già pron­to a guardare avan­ti. «La prossi­ma set­ti­mana incon­tr­erò il sin­da­co di Verona — pros­egue Goldin -, l’intenzione sarebbe quel­la di pros­eguire con la col­lab­o­razione, ma con la richi­es­ta di carte molto chiare, per evitare sor­p­rese. Il Lou­vre è disponi­bile a una nuo­va col­lab­o­razione, a pat­to che ci siano le con­dizioni richi­este, per­ciò non è esclu­so che i cap­ola­vori del museo parig­i­no pos­sano essere in mostra a Verona, ma nel set­tem­bre del 2009. L’annuncio di oggi potrebbe essere sol una sospen­sione. In una gior­na­ta stor­ta in cui naufra­ga un prog­et­to impor­tante come quel­lo di Verona res­ta la sod­dis­fazione del­la prossi­ma mostra in pro­gram­ma a San­ta Giu­lia: «Van Gogh dis­eg­ni e dip­in­ti. Cap­ola­vori dal Kroller-Muller Muse­um» dal 18 otto­bre al 25 gen­naio 2009.«ANCHE SU BRESCIA le preno­tazioni sono aperte da cir­ca cinque set­ti­mane — pros­egue Goldin — e abbi­amo ormai rag­giun­to 20mila preno­tazioni, un tra­guar­do che non mi apset­ta­vo in così poco tem­po, per­chè si trat­ta di una mostra molto par­ti­co­lare. È un dato di fideliz­zazione importante».Per Goldin si trat­ta di una grande occa­sione per­sa, ma non è del­lo stes­so avvi­so Vit­to­rio Sgar­bi, criti­co d’arte che all’ ha dichiara­to «Verona non si è per­sa nul­la, per­chè Verona è dicei volte meglio di Pari­gi. Verona ha un aero­por­to e chi vuole vedere i cap­ola­vori del Lou­vre non deve far altro che pren­dere un aereo per Pari­gi». Un pun­to di vista che per Goldin non meri­ta nem­meno un com­men­to: «Chi par­la non sa nem­meno quali siano le opere che dove­vano essere in mostra. In Fra­cia si sono strac­ciati le vesti per giorni per i presti­ti che il Lou­vre ave­va deciso di con­cedere all’estero. Ne era nato un caso nazionale». Ora il caso si è sposta­to a Verona.

Parole chiave: -