Pratosaiano: quasi finiti i lavori dell'interpoderale

Il masso è salvo, le piante d’olivo no

28/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Un anno fa, men­tre si con­ta­vano i giorni che man­ca­vano all’aper­tu­ra del­la cir­con­va­l­lazione, un altro argo­men­to dis­tolse per un po’ l’at­ten­zione dal tema prin­ci­pale. Si dis­cute­va sul da far­si per ripristinare la inter­poderale di Prato­sa­iano, in parte sac­ri­fi­ca­ta al pas­sag­gio del­la stra­da urbana, sen­za dover intac­care il grosso mas­so che soli­tario campeg­gia tra i vigneti a nord del­la frazione.Testimonianza del­l’era glaciale che diede orig­ine alla valle del Sar­ca, il macig­no avrebbe dovu­to essere sca­v­a­to per allargare e ret­ti­fi­care la strad­i­na che da tem­po immem­o­re gli gira­va intorno. Si opposero in molti a ques­ta soluzione, tra cui l’asses­sore all’am­bi­ente del comune Fab­rizio Miori, che alla fine ottenne la revi­sione del prog­et­to orig­i­nario. Oggi l’in­terpe­do­rale è qua­si fini­ta: alti muri a sec­co costeggiano i pri­mi cen­to metri sca­v­ati nel­la cam­pagna, dal­la stra­da di Prato­sa­iano al famoso mas­so, che adesso sem­bra più grosso e gri­gio che mai. Per forza, com­men­ta qual­cuno: per far largo alla car­reg­gia­ta, che gli pas­sa davan­ti e non più alle spalle, sono state srad­i­cate tre belle piante di oli­vo. Da decen­ni ingen­tili­vano il macig­no ai pie­di del quale i con­ta­di­ni le ave­vano messe a dimo­ra, per sen­so esteti­co e per sen­so del­l’e­cono­mia. Non si può avere tut­to: la stra­da, la roc­cia mil­lenar­ia, gli olivi…, ma c’è comunque chi si chiede se l’in­tegrità del sas­so val­e­va la vita di tre piante, sane e in pro­duzione, nonché pro­tette per effet­to di una nor­ma degli anni Trenta, vec­chia quin­di mai abro­ga­ta e, forse, neanche superata.