In un convegno a Villa Alba illustrate le attività per coniugare l’ambiente e il suo utilizzo. Itinerari sull’alto Garda per mountain bike, arrampicata e altre attività

Il Parco coccola gli sportivi

Parole chiave: - -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Lo Stelvio è il più vas­to: 134 mila ettari, tra Lom­bar­dia, Trenti­no e Alto Adi­ge. Quel­lo del Vesu­vio, con 8.484 ettari, è il più pic­co­lo, ma ci vivono 300 mila per­sone — spie­ga Amil­care Troiano, vicepres­i­dente del­la Fed­er­azione ital­iana dei parchi e delle ris­er­va nat­u­rali -. In Italia sono 730 le aree pro­tette, tra parchi nazion­ali e region­ali, ris­erve, oasi, per un totale di tre mil­ioni di ettari, come dire il 12% del ter­ri­to­rio nazionale. Toc­cano 2.675 Comu­ni, un ter­zo del totale. Richia­mano più di tre mil­ioni di tur­isti, e occu­pano 80 mila per­sone, alcune diret­ta­mente, altre indotte. Sono 500 i mil­ioni di euro investi­ti. Ma abbi­amo un grave difet­to: non rius­ci­amo a comu­ni­care bene l’attività svol­ta. Lo sport può dare un ulte­ri­ore impul­so per cat­turare un tur­is­mo par­ti­co­lare: basti pen­sare alle migli­a­ia di per­sone che fre­quen­tano le palestre di cit­tà. Ebbene, se deci­dono di prati­care arrampi­ca­ta, pesca o moun­tain bike in un par­co, pos­sono ritornare a casa por­tan­do un pic­co­lo pez­zo di par­adiso». Ieri, a Vil­la Alba di Gar­done Riv­iera, si è svolto il con­veg­no sulle attiv­ità sportive nelle aree pro­tette, orga­niz­za­to dal­la Comu­nità mon­tana . Dopo il salu­to delle autorità (il pres­i­dente Bruno Faus­ti­ni, i numeri uno dell’Ersaf Francesco Mapel­li e del con­sorzio Riv­iera dei limoni Chic­co Risat­ti, l’on. Adri­ano Paroli, l’assessore provin­ciale Aris­tide Peli), sono inter­venu­ti Bat­tista Berar­dinel­li, ex sin­da­co di Tig­nale, asses­sore al Par­co, Maby Zam­bi­asi, la diret­trice, Fer­ruc­cio Tomasi (orig­i­nario di Canè, in Val­ca­mon­i­ca, res­i­dente a Bedi­z­zole, è da otto mesi il pres­i­dente del Par­co nazionale del­lo Stelvio, con sede a Bormio), che ha ricorda­to le attiv­ità svolte e le lim­i­tazioni introdotte, Simon­et­ta Chiozzi­ni, dell’Adamello-Brenta, dove è pos­si­bile prati­care trekking, alpin­is­mo, arrampi­ca­ta, para­pen­dio, moun­tain bike, equi­tazione, sci, escur­sioni con rac­chette da neve (proibiti invece raft­ing, canoa e sci fuori pista). Rug­gero Bon­tem­pi ha illus­tra­to il prog­et­to «A tut­to Gas» (Gar­da, ambi­ente, sport): sette tappe da Salò a Limone, che coin­vol­go­no gli appas­sion­ati di ciclo­tur­is­mo, moun­tain bike, sky-roll, arrampi­ca­ta sporti­va, spele­olo­gia, para­pen­dio, escur­sion­is­mo, tor­ren­tismo, sub, vela, wind­surf, nuo­to, cor­sa in mon­tagna, escur­sion­is­mo a cav­al­lo, canoa, tiro con l’ar­co e pesca sporti­va. «Il nos­tro par­co, di 38mila ettari e isti­tu­ito nell’89 — ricor­da Bon­tem­pi -, pre­sen­ta bio­di­ver­sità eccezion­ali: da una parte la fas­cia a lago, ric­ca di strut­ture alberghiere, dall’altro l’entroterra, che arri­va fino ai 2mila metri, col mon­ti Caplone e Tombea. Abbi­amo stu­di­a­to un itin­er­ario, che con­sen­ta di conoscere il ter­ri­to­rio, e prodot­to video, guide, Cd rom, poster, pub­bli­cazioni, tenu­to incon­tri, parte­ci­pa­to a fiere inter­nazion­ali, coin­volto gli stu­den­ti». Nel pomerig­gio Alfre­do Lomi ha pre­sen­ta­to la gui­da dell’Enel «I piac­eri dell’energia», che rac­coglie un’accurata selezione di itin­er­ari nat­u­ral­is­ti­ci e cul­tur­ali. Il Gam­bero Rosso ha cura­to le rubriche «Dove man­gia­re, dormire e com­prare», l’Accademia di San­ta Cecil­ia «I luoghi del­la musi­ca» e i col­lega­men­ti tra i brani e il . Il vol­ume ded­i­ca par­ti­co­lare atten­zione alla Valle Camon­i­ca e all’Alto Gar­da, dove l’Enel gestisce la cen­trale di Gargnano. «Nel­la zona del­la diga di Valvesti­no — spie­ga Lomi — abbi­amo instal­la­to una serie di pan­nel­li, che spie­gano le opere di cap­tazione, il fun­zion­a­men­to, ecc. Inau­gur­ere­mo il per­cor­so fra un paio di mesi. Con la Comu­nità mon­tana è sta­to sti­la­to un pro­to­col­lo d’ inte­sa; il Gal (Grup­po azione locale) sta redi­gen­do un prog­et­to per l’utilizzo del­la diga, sia a scopi sportivi che artis­ti­co-ricre­ativi». Pesca, mostre, forse arrampi­cate sul­la parete. Ange­lo Adamo, del com­par­ti­men­to Anas di , ha spie­ga­to che, a lato del­la 45 bis, ver­ran­no recu­per­ate le piaz­zuole. L’obiettivo: ren­der­le più accogli­en­ti, ripro­po­nen­do la veg­e­tazione del parco.

Parole chiave: - -