Madonna del Frassino

Il santuario salvato dal popolo nelle ore dalla Liberazione

27/03/2008 in Religione
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Di Luca Delpozzo
G.B.

Le guerre, a qualunque lat­i­tu­dine, han­no la pre­rog­a­ti­va di non risparmi­are niente e nes­suno. Attra­ver­sare 500 anni di sto­ria ha sig­ni­fi­ca­to, per il san­tu­ario del­la Madon­na del Frassi­no, super­are con­creti peri­coli di dis­truzione: i più impor­tan­ti, almeno per poten­za dev­as­tante, sono sta­ti i più recenti.L’ultimo, quel­lo dell’aprile 1945. Rac­con­ta la “Cronaca del con­ven­to dei Frati Minori del Frassi­no” che nel tar­do pomerig­gio del 24 aprile l’allora padre guardiano, fra Tim­o­teo Berti­na­to, «infor­ma­to che sovras­ta­va la minac­cia del­lo scop­pio dei for­ti (uti­liz­za­ti dai tedeschi come depos­i­to munizioni), si reca pres­so le autorità Ger­maniche e per­o­ra la causa del San­tu­ario e del­la popo­lazione. Avval­o­rata la sua preghiera dalle autorità civili, riceve assi­cu­razione dal coman­do tedesco che, qualo­ra giun­ga ad esso l’or­dine di far saltare i for­ti, gliene daran­no tem­pes­ti­va­mente infor­mazione, in modo che chia­ma­ta la popo­lazione al suono delle cam­pane, ques­ta si presti per far sgomber­are i for­ti dal­la pol­vere e munizioni e così il bril­la­men­to dei medes­i­mi non provochi gravi dan­ni». Alle 18 del 25 aprile fra Tim­o­teo fece suonare le cam­pane: popo­lo e reli­giosi svuo­tarono i for­ti di tut­to l’e­s­plo­si­vo. Alle 23 le cam­pane avvis­arono che bisog­na­va rifu­gia­r­si nelle case. Le det­on­azioni iniziarono mez­z’o­ra dopo la mez­zan­otte e «lo scop­pio delle munizioni, fat­te all’aper­to sal­vano Peschiera, il Frassi­no e le case».

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