I riflettori si accendono maliziosi sulla lingerie delle amanti di D’Annunzio. «Per non dormire» è il titolo dell’esposizione che sarà inaugurata martedì 4 luglio.

In mostra i veli, e non solo, delle donne di d’Annunzio

01/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

I riflet­tori si accen­dono mal­iziosi sul­la lin­gerie delle aman­ti di D’Annunzio. «Per non dormire» è il tito­lo dell’esposizione che sarà inau­gu­ra­ta mart­edì 4 luglio e che alli­neerà nel sot­toteatro del Vit­to­ri­ale capi di abbiglia­men­to inti­mo fem­minile indos­sati dalle donne che alli­etarono le lan­guide not­ti gar­done­si del Vate, soli­ta­mente con­ser­vati negli arma­di del­la Stan­za delle Ospi­ti. Non è un seg­re­to che D’Annunzio fos­se un’amante insazi­a­bile e fan­ta­sioso, non sor­prende per­ciò che dai guardaro­ba del Vit­to­ri­ale sia usci­ta una gran quan­tità di vesti­ti e biancheria inti­ma per sig­no­ra, in molti casi con­fezion­a­ta su dis­eg­no del­lo stes­so D’Annunzio. Cam­i­cie da notte in seta del­la famosa sar­ta Biki, neg­ligés di chif­fon nero e cre­spo col­orato, tuniche a rete dorate, ampi scial­li fio­rati, vestaglie, accap­pa­toi e altri acces­sori del­la seduzione fem­minile saran­no esposti per tut­ta estate con le immag­i­ni fotogra­fiche delle sig­nore che li indos­sarono, le «badesse» come le chia­ma­va il «pri­ore» D’Annunzio, ironiz­zan­do sul regime monas­ti­co che l’età gli avrebbe con­siglia­to di adottare. Nelle stanze più intime del­la Prio­r­ia tran­si­tarono per­son­ag­gi cele­bri come Ida Rubin­stein, Ele­na San­gro, Lusia Casati Stam­pa, principesse, con­tesse, baronesse, bal­ler­ine, attri­ci del muto, oppure sem­pli­ci e sconosciute ragazze di stra­da, infer­miere, sar­tine e cameriere attrat­te dal fas­ci­no e forse anche dal­la prodi­gal­ità di D’Annunzio. A dirigere il caoti­co andiriv­ieni era la fedele gov­er­nante (e occa­sion­al­mente amante) Aélis Mazoy­er, che fu vici­no al poeta dal 1911, durante il peri­o­do francese di Arca­chon, fino alla morte, nel 1938. Fu lei la maes­tra e la reg­ista dell’harem dan­nun­ziano, sot­to lo sguar­do pri­ma cor­ruc­cia­to, poi rasseg­na­to, di colei che uffi­cial­mente risul­ta­va essere la padrona di casa, la pianista Luisa Bac­cara. Ben conoscen­do i gusti d’alcova del poeta, Aélis ves­ti­va, pro­fu­ma­va, truc­ca­va e «istru­i­va» le ospi­ti, seguen­do scrupolosa­mente le det­tagli­ate istruzioni del Vate. Ogni don­na che D’Annunzio invi­ta­va al Vit­to­ri­ale dove­va incar­nare la più aggior­na­ta ver­sione del­la fem­minil­ità, dove­va essere ador­na di col­lane «ombe­l­i­cali» e fumare sigarette con lunghi boc­chi­ni d’avorio sec­on­do la moda del tem­po. Così il poeta le con­tem­pla­va, men­tre sfila­vano ver­so il talamo nelle stanze del Vit­to­ri­ale: «… quan­do cam­mi­na davan­ti al Pri­gione di Michelang­ielo fuman­do la sigaret­ta, come lungh’esso il ban­co di un bar, il sec­o­lo XX già sem­bra remo­to e sof­fu­so dell’incanto del pas­sato…». In mostra, accan­to agli indu­men­ti ed alle fotografie, saran­no esposti anche preziosi ogget­ti da toi­lette, gioiel­li (presta­ti per l’occasione da Bucel­lati), appun­ti auto­grafi di D’Annunzio sull’eleganza fem­minile. Non mancher­an­no nep­pure i capi d’abbigliamento inti­mo del poeta: biancheria, cam­i­cie da notte e vestaglie son­tu­ose in broc­ca­to e vel­lu­to, con panto­fole coor­di­nate che attes­tano la cura qua­si mani­a­cale di D’Annunzio per ogni det­taglio del vestire. La rasseg­na è l’ennesima tes­ti­mo­ni­an­za del­la volon­tà del Con­siglio d’amministrazione del Vit­to­ri­ale di ren­dere fruibile «in toto» l’immenso pat­ri­mo­nio artis­ti­co e cul­tur­ale con­ser­va­to nel­la cit­tadel­la dan­nun­ziana, anco­ra in gra­do di ris­er­vare stu­pe­facen­ti sor­p­rese. In questo caso dai vec­chi arma­di del­la Prio­r­ia sono usci­ti scheletri… in déshabillé.