Direttore d’albergo affiancato da una religiosa per sovrintendere a 36 camere, parco e sala congressi. Nell’istituto del beato Nascimbeni nasce la casa per vacanze familiari

In villeggiatura dalle suore

16/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

«Il nos­tro ter­ri­to­rio con­ta essen­zial­mente sul­la risor­sa tur­is­mo, rap­i­da­mente svilup­patosi in questi ulti­mi anni, ma bisog­noso di intel­li­gente e lungimi­rante ges­tione». Sem­bra­no le parole di qualche man­ag­er in vena di piani­fi­cazione eco­nom­i­ca. Invece sono le rif­les­sioni di una reli­giosa, Gian­nan­dreina Tode­sco, madre gen­erale delle Pic­cole suore del­la sacra famiglia, la con­gregazione fon­da­ta a Castel­let­to da mon­sign­or Nascim­beni che ora si è tuffa­ta in pieno nel tur­is­mo, dap­pri­ma apren­do un isti­tu­to supe­ri­ore spe­cial­iz­za­to e ora inau­gu­ran­do un cen­tro ricetti­vo che cer­ca di coni­u­gare relax, fede e cul­tura. Si chia­ma Gar­da Fam­i­ly House e, come dice l’intitolazione, si riv­olge pri­ma di tut­to alle famiglie. La strut­tura occu­pa gli spazi che sino a qualche tem­po fa ospi­ta­vano il col­le­gio-con­vit­to del­la scuo­la Nuo­va Casa Gioiosa. Ora scuo­la e cen­tro si inte­gra­no nel prog­et­to cul­tur­ale delle suore, ma restano realtà del tut­to indipen­den­ti. Nell’edificio fronte lago sono state rica­vate 36 stanze spaziose, con aria con­dizion­a­ta e vista moz­zafi­a­to ver­so la cos­ta bres­ciana del lago. Ci sono una sala con­gres­si da 160 posti, un’aula multi­u­so, spazi per con­veg­ni e tre salette ris­torante. La palestra e il par­co, vastis­si­mo, con­sentono di ospitare atleti per la preparazione pre­cam­pi­ona­to delle squadre. Una salet­ta di infor­mat­i­ca offre la pos­si­bil­ità di orga­niz­zare cor­si spe­cial­is­ti­ci, ma la cap­pel­la inter­na ricor­da che siamo nel­la patria del beato Nascim­beni. «Ci riv­ol­giamo a famiglie, per­sone e grup­pi impeg­nati a risco­prire e a colti­vare val­ori umani, cul­tur­ali e spir­i­tu­ali», dicono le suore all’istituto, che non han­no las­ci­a­to niente al caso. Il mot­to del loro fonda­tore era «zac-tac», far seguire all’intuizione l’azione imme­di­a­ta, conc­re­ta. Con beato prag­ma­tismo, così, a guidare la strut­tura è sta­to chiam­a­to un alber­ga­tore di col­lau­da­ta espe­rien­za, Graziano Loren­zi­ni, già gestore dell’hotel Bis­es­ti a Gar­da. Sarà però affi­an­ca­to da una suo­ra come «diret­trice spir­i­tuale». Il cen­tro ricetti­vo non sarà aper­to al tur­ista di pas­sag­gio. Si riv­olge a grup­pi orga­niz­za­ti dalle par­roc­chie e dalle asso­ci­azioni cat­toliche, ma anche alle famiglie «che vogliano vivere una vacan­za gio­ca­ta sul­la ricer­ca di seren­ità inte­ri­ore». Altri cli­en­ti potreb­bero essere soci­età sportive, asso­ci­azioni cul­tur­ali, grup­pi di parte­ci­pan­ti a con­veg­ni spe­cial­is­ti­ci. Peri­odica­mente ci saran­no sog­giorni emi­nen­te­mente spir­i­tu­ali per una vacan­za davvero alter­na­ti­va. Le richi­este piovute a Castel­let­to sono già numerose, nonos­tante l’impianto si apra solo a fine mese.

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