Ritorna ciclicamente sulla stampa locale il tema dell’autonomia dell’Ospedale di Manerbio…

Intervento dell’Azienda Ospedaliera di Desenzanosu Manerbio/Leno

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Ritor­na cicli­ca­mente sul­la stam­pa locale il tema dell’autonomia dell’Ospedale di Maner­bio, tema mascher­a­to da notizia, anzi da una serie di non-notizie che, come tali, non si col­legano ad alcun fat­to con­cre­to, se non per un’unica cosa: la man­can­za di rispet­to – ques­ta sì, reale — ver­so i cit­ta­di­ni maner­biesi e del­la zona, coin­volti in argo­men­ti inesisten­ti e spac­ciati per ver­ità. Né appare, quin­di, gius­ti­fi­ca­ta e com­pren­si­bile l’amplificazione data, per esem­pio, alla fan­ta­siosa ipote­si di una chiusura o di un ridi­men­sion­a­men­to del Lab­o­ra­to­rio di anal­isi. Un’amplificazione oltre­tut­to inop­por­tu­na, per­ché pri­va in ogni caso di qual­si­asi rif­lesso sull’attività ges­tionale dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da., alla quale l’ospedale di Maner­bio appartiene.In par­ti­co­lare, il pro­fes­sor Bruno Milane­si, diret­tore dei Lab­o­ra­tori di Patolo­gia Clin­i­ca dell’Azienda Ospedaliera (e quin­di dei sei ospedali che di essa fan­no parte) inter­viene pre­cisan­do cat­e­gori­ca­mente che non esiste alcu­na ipote­si di ridi­men­sion­a­men­to del Lab­o­ra­to­rio di Anal­isi dell’Ospedale di Maner­bio. Gli uten­ti per­ciò pos­sono e devono stare tran­quil­li: non han­no e non avran­no alcun dis­a­gio. Anzi, pre­cisa anco­ra il prof. Milane­si, aver ottenu­to la cer­ti­fi­cazione Iso 9000 sig­nifi­ca che le prestazioni ero­gate sono quan­to di meglio è real­iz­z­abile. Si ten­ga anche con­to che i tem­pi di atte­sa sono sta­ti azzerati, i refer­ti ven­gono nor­mal­mente con­seg­nati in gior­na­ta ed i pun­ti pre­lievi pres­so gli ospedali di Maner­bio e Leno sono aper­ti dal lunedì al saba­to com­pre­so, dalle ore 7.30 alle ore 9.30. Da parte sua il diret­tore gen­erale dell’Azienda desen­zanese, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni intende repli­care a quel­lo che la stam­pa chia­ma “il caso Manerbio/Leno” e che di fat­to si regge su “una prete­sa e ad una polem­i­ca che non han­no molto sen­so, per­ché non offrono ai cit­ta­di­ni la razion­al­ità di una ogget­ti­va anal­isi e igno­ra­no la con­cretez­za del­la realtà. In questo modo si cre­ano solo illu­sioni che poi ven­gono pagate dal­la col­let­tiv­ità, ver­so la quale chi ali­men­ta questi fal­si miti deno­ta totale e cini­ca man­can­za di rispet­to”. L’inconsistenza dell’approccio e dell’impostazione del cosid­det­to “prob­le­ma Manerbio/Leno” e del­la richi­es­ta di autono­mia azien­dale, sono dimostrate dall’analisi di fon­do che va fat­ta pre­ven­ti­va­mente e che por­ta all’acquisizione dei risul­tati di una serie di val­u­tazioni tec­niche, sci­en­ti­fiche e sociali in una visione com­p­lessi­va, com­ple­ta e di alto pro­fi­lo del problema.Per giun­gere all’eventuale creazione di un’azienda ospedaliera, si deve infat­ti tenere con­to rig­orosa­mente di fat­tori fra i quali si seg­nalano:· il baci­no di uten­za reale;· la capac­ità ricetti­va e orga­niz­za­ti­va azien­dale;· il finanzi­a­men­to com­p­lessi­vo;· gli impeg­ni del­la ges­tione per pot­er dare una rispos­ta sem­pre e sicu­ra­mente qual­i­fi­ca­ta alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni in ter­mi­ni di qual­ità ed effi­ca­cia delle prestazioni.Nel caso speci­fi­co di Manerbio/Leno, a ques­ta serie di anal­isi si deve aggiun­gere il dato ogget­ti­vo del risul­ta­to eco­nom­i­co che è com­p­lessi­va­mente neg­a­ti­vo. Accan­to a ciò va con­sid­er­a­to che l’istituzione di una rete orga­niz­za­ti­va ed ammin­is­tra­ti­va ex novo, con costi facil­mente quan­tifi­ca­bili e non cer­ta­mente lievi, porterebbe a peg­gio­rare ulte­ri­or­mente e decisa­mente la medes­i­ma ges­tione eco­nom­i­ca e quin­di l’equilibrio di bilan­cio dei due ospedali di Maner­bio e Leno.Diversamente, spie­ga il diret­tore Fos­chi­ni, l’appartenere ad un’Azienda già strut­tura­ta ed orga­niz­za­ta facili­ta la ges­tione per evi­den­ti economie di scala che si pos­sono attuare; di con­seguen­za si lib­er­an­no risorse a favore di una qual­i­fi­cazione delle prestazioni a van­tag­gio dei cit­ta­di­ni di tut­to il ter­ri­to­rio. A ulte­ri­ore con­for­to, sono da seg­nalare due cose: 1. è sot­to gli occhi di tut­ti quan­to è sta­to fat­to e sta facen­do l’AO di Desen­zano in tema di inves­ti­men­ti – fra i più cospicui del bilan­cio azien­dale — per nuove strut­ture e poten­zi­a­men­to del pre­sidio maner­biese: la cronaca dei gior­nali ne è buona testimone;2. attual­mente ogni pre­sidio dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da – quin­di anche Manerbio/Leno — è oper­a­ti­va­mente autonomo: infat­ti ha un diri­gente respon­s­abile, una direzione san­i­taria, un bud­get e strut­ture che con­sentono autono­mia deci­sion­ale entro i lim­i­ti delle coeren­za con le strate­gie azien­dali, sec­on­do un mod­el­lo di decen­tra­men­to (che altre aziende non seguono pref­er­en­do la vec­chia ges­tione cen­tral­iz­za­ta) scel­to per­ché risponde assai meglio alle esi­gen­ze del cit­tadi­no, che è il pri­mo e aut­en­ti­co pun­to di rifer­i­men­to. In questo modo sono sta­ti con­se­gui­ti risul­tati davvero bril­lan­ti, come l’aumento dei numero delle prestazioni richi­este e for­nite, il rag­giung­i­men­to di stan­dard qual­i­ta­tivi ele­vati e con­fer­mati dall’accreditamento e par­ti­co­lar­mente l’abbattimento dei tem­pi di atte­sa, per i quali quel­la di Desen­zano è fra le prim­is­sime Aziende in Italia e la terza in Lom­bar­dia. Per con­clud­ere, due rif­les­sioni-flash: 1) una sen­ten­za del Tar ha respin­to le richi­este degli “auton­o­misti” ; 2) la com­po­sizione attuale delle Aziende Ospedaliere dipende da deci­sioni gen­er­ali e strate­giche che sono di com­pe­ten­za polit­i­ca e che solo in sede polit­i­ca pos­sono essere even­tual­mente modificate.