Un tecnico al lavoro, telecontrollo per automatizzare il servizio

La Comunità del Baldo. L’acqua c’è ma non arriva nelle case

21/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Brenzone

Il pres­i­dente del­la Comu­nità del è al cor­rente. Sa di Pra­da e del suo acque­dot­to a sec­co. Sa di Zap­palà e dei suoi svariati ten­ta­tivi per trovare una soluzione. Sa dei res­i­den­ti e dei tur­isti che con­tin­u­a­mente scrivono per sol­lecitare inter­ven­ti. Lui­gi Castel­let­ti sa. E forse adesso — giun­tagli voce del­la deci­sione del sin­da­co di Bren­zone di appel­lar­si alla gius­tizia — ha trova­to la stra­da gius­ta per met­tere fine al dis­servizio. «Ho incar­i­ca­to un tec­ni­co», spie­ga, «per­chè stu­di il sis­tema migliore per venire a capo di ques­ta fac­cen­da, che in effet­ti va avan­ti da trop­po tem­po e che non è mai sta­ta affronta­ta con la volon­tà di trovare soluzioni defin­i­tive. Bisogna pre­cis­are che a Pra­da non è che manchi l’acqua, per­chè c’è, sem­plice­mente non arri­va. Che fare, allo­ra? Solo questo: indi­vid­uare il modo per spinger­la fin lassù per­chè le pompe attuali non sono abbas­tan­za poten­ti. È tut­ta la fas­cia alta del com­pren­so­rio ad essere penal­iz­za­ta e cre­do che con il lavoro di questo tec­ni­co incar­i­ca­to ad hoc per l’estate si dovrebbe arrivare a capo di qual­cosa». Sul­la scia di quan­to sug­ger­i­to da Zap­palà, anche il pres­i­dente del­la Comu­nità è con­vin­to — nell’interesse di tut­ti i Comu­ni, non solo di Bren­zone — del­la neces­sità dell’automazione dell’acquedotto tramite tele­con­trol­lo. «Vis­to che a Pra­da l’acqua arri­va da tre fonti», sot­to­lin­ea Castel­let­ti, «bisogn­erà ottimiz­zarne il per­cor­so attra­ver­so un con­trol­lo auto­mati­co in gra­do di gestire autono­ma­mente il soll­e­va­men­to. I costi? Non dovreb­bero essere esor­bi­tan­ti, si trat­ta di acquistare pompe e mac­chine, niente di più. Sì, mi sen­to di garan­tir­lo: nel giro di tre mesi l’acqua scor­rerà dai rubi­net­ti di Pra­da sen­za prob­le­mi. E sta­vol­ta non sarà una chimera». Ma se poco bas­ta­va, per­chè non ci si è pen­sato prima?

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