Oggi concerto in piazza e concorso. Il vescovo: «San Martino esempio di fede nel quotidiano»

La festa del patrono fa il tutto esaurito

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La pri­mav­era di San Mar­ti­no ha regala­to a Peschiera una splen­di­da gior­na­ta di sole, la cor­nice ide­ale per il pri­mo dei tre giorni di man­i­fes­tazioni orga­niz­za­ti dall’amministrazione comu­nale per la ricor­ren­za del patrono. Una cor­nice tal­mente invi­tante da riem­pire il paese, con le per­sone che han­no affol­la­to gli stand delle asso­ci­azioni, dis­lo­cati nelle vie del cen­tro stori­co, e il canale di mez­zo e il ponte di San Gio­van­ni per lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co dell’incendio dei Voltoni. E a vedere i fuochi, sul canale di mez­zo, c’era anche il vesco­vo di Verona, Padre Flavio Rober­to Car­raro, che ha assis­ti­to allo spet­ta­co­lo dopo aver pre­siedu­to la mes­sa nel­la par­roc­chia del cen­tro stori­co inti­to­la­ta a San Mar­ti­no vesco­vo, con­cel­e­bra­ta da tut­ti i par­ro­ci e curati che han­no presta­to servizio nel­la par­roc­chia. «Ringrazio il vesco­vo per aver accolto l’invito ad essere con noi, oggi, e con lui tut­ti i reli­giosi che in pas­sato han­no presta­to, come par­ro­ci o curati, il loro servizio qui», ha det­to pri­ma del­la mes­sa don Vale­rio, sot­to­lin­e­an­do la grande parte­ci­pazione del­la comu­nità. La chiesa, infat­ti, non è rius­ci­ta a con­tenere tut­ta la gente che ha segui­to il rito litur­gi­co, cui han­no pre­sen­zi­a­to anche l’amministrazione comu­nale pres­soché al com­ple­to e le mas­sime autorità mil­i­tari del ter­ri­to­rio. «Mi per­me­t­to di sot­to­lin­eare la pre­sen­za di due reli­giosi», ha det­to padre Flavio pri­ma di iniziare la cel­e­brazione, «don Bruno, de La Nos­tra Casa, che ci ricor­da il sig­ni­fi­ca­to dell’accoglienza e del non dimen­ti­care chi ha bisog­no del nos­tro aiu­to; e padre Pio, padre Guardiano del san­tu­ario del­la . La figu­ra del­la madre di Gesù ci è sem­pre cara e preziosa». Padre Car­raro ha quin­di salu­ta­to le due corali che han­no accom­pa­g­na­to la mes­sa, in par­ti­co­lare quel­la dei gio­vani, che ha accom­pa­g­na­to il suo ingres­so con le note dell’ultima gior­na­ta mon­di­ale del­la gioven­tù. Nell’omelia il vesco­vo di Verona ha ricorda­to il per­cor­so umano e reli­gioso del patrono di Peschiera, «che scelse di seguire la chia­ma­ta e la stra­da di Gesù, sen­za mai tirar­si indi­etro. Un esem­pio di ciò che oggi si fat­i­ca a fare. Per­ché, dici­amo­ce­lo fran­ca­mente, quante volte si pen­sa al Sig­nore che non si fa sen­tire, che non inter­viene. I gio­vani chiedono spes­so che sen­so abbia vivere». «Il Sig­nore, però, ha indi­ca­to la rispos­ta», ha det­to il vesco­vo, «è nel van­ge­lo, nei sacra­men­ti. Cer­to, il per­cor­so pro­pos­to è dif­fi­cile, meno allet­tante delle tante cam­pane che giun­gono al nos­tro orec­chio: basti pen­sare alla tele­vi­sione. Quelle, però, sono cam­pane sto­nate, per­ché la vita vera é diver­sa dal­la tv, è fat­ta anche di sof­feren­za, nos­tra e altrui. Ma è solo ques­ta la vita che ci prepara a var­care la por­ta per iniziare l’altro viag­gio che ci attende». «Speg­nete ogni tan­to la tele­vi­sione, leggete un libro, andate a trovare chi sof­fre, date aiu­to a chi ne ha bisog­no. Impeg­ni­amo­ci, insom­ma», ha invi­ta­to il vesco­vo Car­raro, «a vivere come ci chiede il Sig­nore. Come ha fat­to San Mar­ti­no. Per­ché quel­lo che man­ca, oggi, è pro­prio questo, il cor­ag­gio, direi pro­feti­co, di tes­ti­mo­ni­are nel­la quo­tid­i­an­ità la nos­tra fede». «La pre­sen­za del vesco­vo ha con­tribuito a ren­dere anco­ra più sig­ni­fica­ti­va ques­ta ricor­ren­za», ha com­men­ta­to Bar­bara Vac­chi­ano, asses­sore alle man­i­fes­tazioni, «siamo par­ti­co­lar­mente feli­ci per la grande parte­ci­pazione, direi inaspet­ta­ta, che ha accom­pa­g­na­to i diver­si momen­ti di questi tre giorni. Cre­do che con­tin­uer­e­mo a fes­teggia­re così il patrono, anche con lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co final­mente vis­su­to e apprez­za­to, più di quan­to non pos­sa avvenire d’estate, soprat­tut­to dai nos­tri concit­ta­di­ni». Oggi è l’ultimo giorno di ques­ta fes­ta; alle 17, dopo il con­cer­to di Mar­co Attard e la Rugan­ti­no band in piaz­za San Mar­co, saran­no accese le lumi­nar­ie di . In sala Radet­zky, invece, avrà luo­go il con­cor­so tra i ris­tora­tori locali per deter­minare il piat­to tipi­co del paese, a base di anguil­la, il pesce che com­pare sul­lo stem­ma del Comune.

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