I timori della gente e delle autorità

«La nostra tragedia non sia dimenticata»

05/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

I vig­ili del fuo­co in mis­sione sul e in Valle Sab­bia han­no fes­teggia­to San­ta Bar­bara, la loro patrona, nel ten­done allesti­to al vec­chio sta­dio Amadei di Cam­pov­erde. In mat­ti­na­ta il Vesco­vo ausil­iario di Bres­cia, mon­sign­or Francesco Beschi, ha cel­e­bra­to la mes­sa alla pre­sen­za delle autorità. In pri­ma fila il coman­dante regionale del cor­po (Dario D’Am­bro­sio), quel­lo provin­ciale (Cosi­mo Puli­to), il Prefet­to (Anna Maria Cortel­lessa Del­l’Or­co), il pres­i­dente del­la Provin­cia (Alber­to Cav­al­li), la vicepres­i­dente del­la (Viviana Becca­los­si), l’asses­sore all’am­bi­ente (Fran­co Nicoli Cris­tiani), Margheri­ta Per­oni, l’onorev­ole Adri­ano Paroli, il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana (Bruno Faus­ti­ni), sin­daci del­la zona come Gian­car­lo Ribel­li (Polpe­nazze) e Gain­lui­gi Mar­silet­ti (San Felice). «Il fuo­co è un even­to nat­u­rale — ha det­to Beschi -. Ma l’uo­mo ha l’in­tel­li­gen­za e la capac­ità per imbrigliar­lo. Ma non bas­ta. E’ infat­ti nec­es­sario il calore del cuore. Il ter­re­mo­to ci ha ripor­ta­to a qual­cosa di insta­bile. Tut­to trema, ed è un pas­sag­gio desta­bi­liz­zante. Il prez­zo da pagare è altissi­mo. In questi momen­ti l’in­tel­li­gen­za, il cor­ag­gio e la gen­erosità sono seg­no di sper­an­za». Con la preghiera del Pater Nos­ter, il Vesco­vo ausil­iario ha rac­colto «sen­ti­men­ti, sper­anze e attese del­la comu­nità, il sac­ri­fi­cio e la dedi­zione di chi si è adop­er­a­to». Poi ha lan­ci­a­to un appel­lo alle autorità, vicine e, soprat­tut­to, lon­tane. «La dig­nità di col­oro che sono sta­ti pri­vati delle loro abitazioni — ha con­clu­so Beschi — e la dedi­zione di quan­ti si stan­no adoperan­do, non diventi­no un ali­bi per una minore atten­zione ai bisog­ni, e per veloci dimen­ti­canze». Tra la gente è piut­tosto dif­fu­so il tim­o­re che il ter­re­mo­to di mer­coledì notte ven­ga rimosso a liv­el­lo di Gov­er­no e di Par­la­men­tari come un «inci­dente» di pic­co­la entità. Non si sono visti Min­istri nè Sot­toseg­re­tari. E nes­suno (a liv­el­lo di quo­tid­i­ani nazion­ali, Rai, eccetera) ha avu­to l’idea di aprire un con­to cor­rente per rac­cogliere fon­di. In caso di mor­ti, i riflet­tori si sarebbe acce­si con mag­giore luce. Rac­coglien­do i mugug­ni del­la popo­lazione, Beschi, brac­cio destro del Vesco­vo mon­sign­or Giulio San­guineti, ha invi­ta­to chi di dovere a ricor­dare i gravi dan­ni e far­si parte dili­gente nel­l’ot­tenere finanzi­a­men­ti. Al ter­mine del­la mes­sa, il par­ro­co di Salò, Francesco Andreis, ha riv­olto «un cal­do ringrazi­a­men­to a tut­ti col­oro che oper­a­no, in posizione avan­za­ta e nelle retro­vie. I pom­pieri vol­e­vano assol­dar­mi, come loro aiu­tante, com­pe­tente e spe­cial­iz­za­to. Cre­do che non potrò arruo­lar­mi. Con voi mi tro­vo vera­mente bene. Vi ringrazio per l’en­tu­si­as­mo e il buon sen­so che dimostrate». Il coman­dante provin­ciale, Puli­to, ha ricorda­to di avere inizia­to a lavo­rare nel cor­po dei Vig­ili del fuo­co pro­prio il 4 dicem­bre (dell’80). «Sti­amo cer­can­do di miglio­rare l’or­ga­niz­zazione inter­na, per dare risposte sem­pre più effi­ci­en­ti — ha det­to Puli­to -. Noi ce la met­ti­amo tut­ta, ma c’è bisog­no di mag­giore atten­zione nei nos­tri con­fron­ti, per­chè non siamo tan­tis­si­mi». Dopo la let­tura di un mes­sag­gio del Min­istro degli Interni, Giuseppe Pisanu, gli ospi­ti sono sta­ti invi­tati a un buf­fet sot­to un’al­tra ten­da. Il cam­po sporti­vo Amadei è la base logis­ti­ca di mezzi e attrez­za­ture. Ci sono tut­ti i pom­pieri del­la undi­ci province lom­barde: 250 nei giorni di mas­si­ma pre­sen­za, 150 nei momen­ti meno cal­di. La caser­ma di Bres­cia ha rior­ga­niz­za­to i turni (24 ore con­sec­u­tive di lavoro, poi altret­tante di riposo), per avere una mag­giore disponi­bil­ità di per­sone. Sul Gar­da e in Valle Sab­bia ci sono anche tec­ni­ci dei vig­ili del fuo­co giun­ti da Vene­to, Piemonte, Emil­ia Romagna, Lig­uria e Toscana. Si trat­ta di ingeg­neri, architet­ti e geometri, impeg­nati nelle ver­i­fiche strut­turali degli edifici.

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