La Regione Lombardia approva progetto di legge per la valorizzazione dei piatti titpici lombardi a base di selvaggina

25/05/2022 in Attualità
A Milano
Di Redazione

È sta­to approva­to ques­ta mat­ti­na nell’Aula con­sil­iare di il prog­et­to di legge per la val­oriz­zazione dei piat­ti tipi­ci lom­bar­di a base di selvaggina.

In mer­i­to è inter­venu­to il Con­sigliere regionale e vice­ca­pogrup­po del­la Lega Flo­ri­ano Mas­sar­di, pro­mo­tore del­la pro­pos­ta di legge.

Oggi è un grande giorno per la val­oriz­zazione del­la cul­tura gas­tro­nom­i­ca lom­bar­da vol­ta alla preser­vazione delle tradizioni e delle iden­tità dei nos­tri ter­ri­tori, anche in chi­ave di rilan­cio tur­is­ti­co del­la nos­tra Regione”.

Sono molto sod­dis­fat­to dell’esito pos­i­ti­vo di questo impor­tante prog­et­to che ha impeg­na­to la Com­mis­sione nelle ultime set­ti­mane. Come ormai noto, dal 2014 la nor­ma­ti­va vigente vieta la ven­di­ta di par­ti di avi­fau­na cac­cia­bile per fini com­mer­ciali, ma non il con­sumo. Una stor­tu­ra leg­isla­ti­va che ha mes­so a ris­chio una tradizione pro­fon­da­mente rad­i­ca­ta, per quan­to riguar­da lo spiedo, nel ter­ri­to­rio bresciano”.

Con l’approvazione di questo prog­et­to di legge regionale si prevede ora che la sel­vaggi­na ven­ga dona­ta volon­tari­a­mente a tito­lo gra­tu­ito dal pro­dut­tore pri­mario (il cac­cia­tore) fino al con­suma­tore finale in ris­toran­ti e sagre di paese”.

Ringrazio quin­di tut­ti i col­leghi e gli uffi­ci che han­no con­tribuito a miglio­rare il testo. Prog­et­to che ha riscos­so enorme suc­ces­so e lo dimostra­no gli oltre 60 sin­daci bres­ciani pre­sen­ti ques­ta mat­ti­na in Aula in sosteg­no di questo impor­tante prog­et­to di legge”.

Lo spiedo bres­ciano, come gli altri piat­ti tipi­ci delle province lom­barde, è una tradizione mil­lenar­ia, un val­ore aggiun­to che non può essere can­cel­la­to” con­clude Massardi.

Da parte sua Viviana Becca­los­si, con­sigliere regionale ha affer­ma­to che “chi attac­ca lo spiedo bres­ciano tifa con­tro econo­mia bres­ciana”. “Difend­ere lo spiedo bres­ciano sig­nifi­ca tute­lare il lavoro di migli­a­ia per­sone pri­ma anco­ra che una tradizione sec­o­lare. Non stupisce che pro­prio i Cinque Stelle, famosi per aver fat­to pas­sare il prin­ci­pio che gra­zie al loro red­di­to di cit­tad­i­nan­za stare sul divano è meglio che andare a lavo­rare, siano i più gran­di nemi­ci di una legge che si pre­figge di tute­lare e pro­muo­vere attra­ver­so un piat­to del­la tradizione anche un’importante fet­ta di econo­mia bresciana”.

Lo dichiara Viviana Becca­los­si, pres­i­dente del Grup­po Mis­to, in mer­i­to al prog­et­to di legge dis­cus­so oggi al Pirellone alla pre­sen­za di numerosi sindaci.

Chi oggi par­la di medio­e­vo o bar­barie – pros­egue Viviana Becca­los­si- non ha il min­i­mo rispet­to per chi si guadagna da vivere nel set­tore armiero e nel­la ris­torazione e con­tin­ua la sua cro­ci­a­ta con­tro cen­tomi­la cac­cia­tori a cui la Regione rilas­cia rego­lare licen­za lau­ta­mente paga­ta e che quin­di eserci­tano un loro diritto”.

Ques­ta deri­va ide­o­log­i­ca ani­mal­ista, da non con­fonder­si con l’amore per la natu­ra e per gli ani­mali ‑con­clude Viviana Becca­los­si- difende l’indifendibile, come è sta­to nel recente pas­sato per le nutrie che han­no inva­so la pia­nu­ra padana provo­can­do gravi dan­ni all’agricoltura e oggi avviene con i cinghiali che han­no por­ta­to la peste suina alle porte dei nos­tri all­e­va­men­ti, rischi­an­do di met­tere in ginoc­chio fil­iere impor­tan­tis­sime per l’agroalimentare ital­iano, con la Lom­bar­dia che da sola pro­duce metà delle cosce per il pro­sciut­to di Parma”.

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