Confcommercio e albergatori

«La sostenibilitàcarta vincenteper il turismo»

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Di Luca Delpozzo

Ci vuole un convegno, organizzato da Confcommercio e Associazione albergatori di Bardolino, all’hotel Caesius, per mettere in luce la necessità di una programmazione strategica per un turismo sostenibile. Linea guida, la sostenibilità, che dava anche il titolo al convegno, rivolto a commercianti e albergatori lacustri. «Il turismo è la prima industria della nostra Provincia», ha sottolineato Fernando Morando, presidente regionale di Confcommercio.«Gli stranieri chiedono di ritornare sul Garda per la nostra cultura e accoglienza, che però deve continuare. Non dobbiamo perderci nelle mode dei grandi centri commerciali e villaggi turistici, che ormai la gente non vuole più, quindi bisogna stare attenti ai bysness speculativi e deturpanti del territorio. Le istituzioni sono le prime a doverne prendere atto». Sul versante istituzionale, il vicepresidente e assessore al turismo della Provincia di Verona, Antonio Pastorello, che in metafora, dice: «Il lago di Garda non deve commettere l’errore di Venezia, che è diventata una ex bella signora anziana che vive di rendita. Il lago, come tutte le belle signore, deve trovare l’abito giusto e il trucco giusto e non lasciarsi andare; ogni giorno deve trovare qualcosa per attirare: il profumo giusto per trasmettere emozioni e diffondere bellezza e qualità».Sull’onda delle emozioni anche il presidente degli albergatori di Bardolino, Ivan De Beni, che ha sottolineato come il turismo ormai sia inteso come emozione, collegata alla località e all’ospitalità. Ha poi amaramente commentato la sala poco affollata: «Vedo pochi albergatori: questo è grave». Il sindaco Pietro Meschi, ha portato l’attenzione sulla crisi del turismo. «La difficoltà sta colpendo tutti, perciò è sempre più importante la programmazione per il futuro, che deve essere fatta in squadra, poiché i grandi problemi del territorio, come la viabilità, devono essere affrontati insieme. Continuando con le politiche del singolo Comune, si rischia di rimanere indietro: se dovessimo uscire dal mercato turistico, i nostri paesi subirebbero una recessione enorme. Lo sviluppo caotico e frenetico deve fermarsi: il turista cerca la tranquillità, non il caos».In sala anche il presidente della Comunità del Garda, Aventino Frau. Gli approfondimenti poi li hanno fatti i docenti della Bocconi di Milano, Magda Antonioli Corigliano, docente di politica del turismo e direttore master in economia del turismo, che ha parlato di «competitività della destinazione turistica» e il professor Giovanni Viganò, docente di economia del territorio e della cultura, attento a «identità e comunità: riflessioni sulla programmazione strategica nel turismo». «La destinazione è quello che influenza la scelta del turista, che cambia continuamente. La globalizzazione, con la concorrenza quotidiana, è alle porte», dcie Antonioli Corigliano. «A breve le nostre strutture avranno degli aumenti di costi perché dovranno adeguarsi al consumo di energia e al contenimento delle emissioni». «La competitività si calcola sulle presenze, non sugli arrivi, alla quale aggiungere l’elemento della spesa. Il turista viene da noi per le nostre risorse: paesaggistiche, culturali, gastronomiche. Risorse che vanno gestite, e qui pecchiamo ancora. La sfida quindi è la qualità».Viganò ha poi ricordato la lotta nel mercato turistico: «Ormai c’è uno scannamento mondiale sul turismo, quindi bisogna fare programmazione strategica. Senza sostenibilità, la competitività è illusione, quindi bisogna governare gli impatti, cooperando tra pubblico e privato e conservando le identità locali».

Annamaria Schiano
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