L’Ulivo valuta il progetto dei trentini auspicando il coinvolgimento del ministero dei Lavori pubblici. A rischio 4 mila posti di lavoro e un movimento turistico che vale 700 miliardi

«La statale va riaperta in attesa del tunnel»

17/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Ria­per­tu­ra del­la statale con soluzioni tam­pone con­cor­date con il min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci in atte­sa del tun­nel, per non com­pro­met­tere un movi­men­to tur­is­ti­co che fat­tura 700 mil­iar­di. Sul­la ques­tione del­la Garde­sana pren­dono posizione i grup­pi con­sil­iari del cen­trosin­is­tra pre­sen­ti in Con­siglio provin­ciale. Lo fan­no dopo incon­tra­to gli ammin­is­tra­tori dell’alto Gar­da: fra gli altri, il sin­da­co di Tig­nale, Man­lio Bon­in­con­tri, e gli asses­sori Anto­nio Moro Fab­rizio Bon­tem­pi. L’incontro si è svolto in un cli­ma di pre­oc­cu­pazione per i rif­lessi eco­nomi­ci, tur­is­ti­ci ed ambi­en­tali provo­cati dal­la frana. Gli ammin­is­tra­tori ed i politi­ci dell’Ulivo han­no appro­fon­di­to alcune ques­tioni e, alla luce del­la dis­cus­sione sono emerse alcune osser­vazioni e diverse pro­poste: «dal 22 dicem­bre dell’anno scor­so la è chiusa nel trat­to che da Limone por­ta a Riva, bloc­can­do il tran­si­to con il Trenti­no ed il nord Europa — premet­tono gli espo­nen­ti del cen­trosin­is­tra -. Poiché ques­ta è la sec­on­da grave inter­ruzione, che ha inter­es­sato il trat­to cita­to, la Provin­cia autono­ma di Tren­to ha deciso di inter­venire con una soluzione defin­i­ti­va. Ques­ta prevede la real­iz­zazione di una gal­le­ria nat­u­rale del­la lunghez­za di cir­ca 1,5 chilometri in alter­na­ti­va all’attuale sede stradale, che, durante l’esecuzione dei lavori del­la dura­ta di cir­ca due anni, dovrebbe rimanere chiusa al traf­fi­co. «La soluzione prospet­ta­ta, otti­male, per­ché risolverebbe in maniera defin­i­ti­va il prob­le­ma del­la sicurez­za su quel­la porzione stradale — sosten­gono i grup­pi dell’ Uli­vo — risul­ta invece dele­te­ria per quan­to con­cerne la soprav­viven­za dell’economia tur­is­ti­ca del Gar­da bres­ciano. Infat­ti, tra Limone e Salò si reg­is­tra­no 10 mil­ioni di pre­sen­ze sta­gion­ali di ospi­ti, oltre 4 mila addet­ti nel set­tore tur­is­ti­co per un fat­tura­to di cir­ca 700 mil­iar­di, esclu­den­do l’indotto (arti­giana­to e com­mer­cio)». Le Province di Tren­to e Bres­cia, assieme alla Comu­nità mon­tana Bres­ciano, si sono incon­trate nei giorni scor­si per dis­cutere sul­la soluzione prospet­ta­ta dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to. È sta­to rag­giun­to un accor­do che prevede la redazione di una per­izia geo­log­i­ca, per ver­i­fi­care se è pos­si­bile la mes­sa in sicurez­za del­la sede inter­es­sa­ta dal­la frana. A parere degli espo­nen­ti provin­ciali del cen­tro — sin­is­tra tale per­izia «va val­u­ta­ta anche alla luce delle diverse e pos­si­bili soluzioni tran­si­to­rie, e, comunque, con­dizion­a­ta dall’apertura del­la stra­da. Inoltre, la per­izia deve ten­er con­to del gra­do di peri­colosità com­p­lessi­vo sul trat­to Gargnano — Riva e non solo sul trat­to trenti­no; non avrebbe sen­so, infat­ti, chi­ud­ere la sola parte trenti­na e las­cia­re libero il tran­si­to in quel­la bres­ciana, se il liv­el­lo di ris­chio fos­se sim­i­le. Per­ciò essa dovrebbe essere ulte­ri­or­mente appro­fon­di­ta e inte­gra­ta, avval­en­dosi di per­i­ti espres­si da altri liv­el­li isti­tuzion­ali, da coin­vol­gere per la soluzione del prob­le­ma imme­di­a­to e per prospettare soluzioni defin­i­tive, quan­to mai nec­es­sarie». Il cen­trosin­is­tra bres­ciano sol­lecita, per­tan­to, i pro­pri rap­p­re­sen­tan­ti in Par­la­men­to e nel Con­siglio regionale ad intrapren­dere due impor­tan­ti inizia­tive: «occorre incon­trare ammin­is­tra­tori e politi­ci tren­ti­ni per illus­trare la ques­tione e con­cor­dare ipotetiche soluzioni; in sec­on­da anal­isi è fon­da­men­tale alle­stire un tavo­lo di con­fron­to fra una del­egazione di politi­ci, ammin­is­tra­tori ed oper­a­tori eco­nomi­ci garde­sani con il min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci, per esporre le prob­lem­atiche e le soluzioni prospet­tate, così da reperire le risorse necessarie».

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