Dopo quarant’anni di servizio domani c’è l’ultima corsa per i 1.760 metri che portano sul Monte Baldo. Lunedì si inizieranno i lavori per l’impianto a cabine rotanti

La vecchia funivia va in pensione

01/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Con­to alla roves­cia per la funi­via Mal­ce­sine-Monte Bal­do. Dopo quar­an­ta anni di servizio l’ul­ti­ma cor­sa per i 1760 metri di Trat­to Spino è pre­vista per domani alle 18 pri­ma del­la lun­ga chiusura del­la strut­tura funi­co­lare. Tre­cen­to giorni di oblio, il tem­po nec­es­sario alla dit­ta Hol­zl di Lana in provin­cia di Bolzano per real­iz­zare il nuo­vo impianto di risali­ta che in poco meno di undi­ci minu­ti (tre in meno rispet­to all’at­tuale funi­via) col­legherà l’abi­ta­to di Mal­ce­sine alle pen­di­ci del Bal­do. Quat­tro chilometri e 325 metri di lunghez­za da per­cor­rere ad una veloc­ità mas­si­ma di 10 metri al sec­on­do. Lavori che saran­no con­seg­nati nel luglio del 2002 e che per­me­t­terà al comune del­l’al­to lago di avere la pri­ma funi­via al mon­do con cab­ine rotan­ti. Ebbene domani pomerig­gio per salutare il defin­i­ti­vo abban­dono del vec­chio impianto si svol­gerà una sem­plice cer­i­mo­nia per ringraziare col­oro che han­no con­trib­u­to al suc­ces­so ottenu­to dal­la funi­via in questo lun­go peri­o­do di attiv­ità. Chiusura che non man­ca di ali­menta­re qualche dis­cus­sione, o meglio osser­vazione. Sot­to accusa la scarsa divul­gazione da parte degli organi com­pe­ten­ti del­la ces­sazione di attiv­ità del­l’impianto. «Solo da pochi giorni sono usci­ti alcu­ni man­i­festi e pochi volan­ti­ni a cura del­lo stes­so Con­sorzio che avvisa­vano i cli­en­ti del­la chiusura del­la funi­via dal tre set­tem­bre a luglio inoltra­to del­l’an­no prossi­mo» scrive in una let­tera invi­a­ta al sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di e alle cat­e­gorie eco­nomiche locali Vit­to­rio Dapret­to, con­sigliere del­l’Is­ti­tuzione Mal­ce­sine Più. «Inoltre molti tito­lari dei com­p­lessi ricettivi si sono guar­dati bene dal­l’avvis­are i loro cli­en­ti del­la sospen­sione delle corse. Non cre­do ne saran­no feli­ci. Invece di usare il rifaci­men­to del­la funi­via, molto più bel­la, come moti­vo di pro­pa­gan­da abbi­amo ottenu­to l’ef­fet­to con­trario». «È indub­bio che la chiusura del­l’impianto creerà qualche prob­le­ma ma non è vero che da parte nos­tra non ci sia sta­ta la dovu­ta infor­mazione» repli­ca il pri­mo cit­tadi­no. In paese tut­ti san­no che lunedì par­ti­ran­no i lavori. Se poi qualche alber­ga­tore ha prefer­i­to non avvis­are i suoi cli­en­ti il fat­to non è cer­to di nos­tra per­ti­nen­za. Noi abbi­amo fat­to il pos­si­bile per pub­bli­ciz­zare la chiusura del­la funi­via». Tra gli obi­et­tivi del nuo­vo impianto (spe­sa supe­ri­ore ai 40 mil­iar­di) c’è l’au­men­to del­la por­ta­ta passeg­geri, sei­cen­to all’o­ra il trip­lo rispet­to all’at­tuale, ma anche l’ab­bat­ti­men­to delle bar­riere architet­toniche e il miglio­ra­men­to degli spazi. La stazione a valle sarà dota­ta di un parcheg­gio inter­ra­to per più di 200 posti auto e avrà nuovi uffi­ci direzion­ali e strut­ture di accoglien­za in gra­do di assol­vere a tutte le esi­gen­ze del­l’uten­za. A San Michele, la base inter­me­dia, saran­no con­cen­trati i macchi­nari di trazione e le strut­ture di con­for­to per i dipen­den­ti (men­sa, doc­ce, spoglia­toi) men­tre la stazione di monte sarà rimod­er­na­ta con l’ag­giun­ta di un mod­u­lo di accoglien­za per ospitare centi­na­ia di per­sone in caso d’im­provvi­so mal­tem­po ma anche offrire situ­azioni mul­ti­me­di­ali d’in­for­mazione. L’impianto di risali­ta sarà costan­te­mente tenu­to sot­to con­trol­lo e gesti­to da quat­tro dif­fer­en­ti com­put­er che vision­er­an­no ogni fun­zione lega­ta alla sicurez­za. Saran­no rad­doppiati gli organi mec­ca­ni­ci più impor­tan­ti com­pre­si gli argani prin­ci­pali che fun­zion­er­an­no uno di ris­er­va all’al­tro men­tre grup­pi elet­tro­geni provved­er­an­no a fornire ener­gia elet­tri­ca nel­l’ipote­si di guas­to alla rete.

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