Decine gli scantinati, i magazzini ed i garage ancora allagati

L’acqua cala, l’emergenza resta

10/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

Gli abi­tan­ti di S.Giorgio ricorder­an­no a lun­go l’«acqua alta» che da 23 giorni alla­ga le can­tine. Per la «Venezia del­la Busa» il liv­el­lo fat­i­ca a calare ed ora è bloc­ca­to dal­la piog­gia. Diverse famiglie han­no deciso di las­cia­re le abitazioni per­chè le cal­daie era­no sot­t’ac­qua. Il ritorno alla nor­mal­ità è lon­tano per­chè la fal­da sten­ta a abbas­sar­si e per molti «saior­i­ni» i dis­a­gi proseguono.«In paese siamo for­tu­nata­mente agli sgoc­ci­oli, a meno che la piog­gia di questi giorni non riapra l’e­mer­gen­za. Purtrop­po sono da seg­nalare dei casi gravi, come quel­la di alcune per­sone che per arrivare nel garage inter­ra­to devono usare la bar­ca. Qui i tem­pi per ritornare alla nor­mal­ità risul­tano evi­den­te­mente più lunghi. Gen­eral­mente, dal­l’oltre mez­zo metro mis­ura­to nei sot­toter­ranei nelle set­ti­mane scorse, ora si è sce­si, qua­si ovunque, ad una deci­na di cen­timetri e spes­so meno» com­men­ta l’ex sin­da­co Mar­co Peri­ni, riconosci­u­to ref­er­ente di “Saori”. «Il peg­gio è alle spalle — con­tin­ua — anche se l’e­mer­gen­za non è fini­ta, come con­fer­mano le pompe che un po’ dovunque fun­zio­nano giorno e notte. Sul­lo svuo­ta­men­to forza­to delle can­tine i pareri sono dis­cor­di. Molti lo riten­gono dan­noso alle strut­ture delle case ed inutile in quan­to la fal­da sot­ter­ranea fa nuo­va­mente alzare l’ac­qua nei locali in breve tem­po. Anche le molte famiglie che, rimaste al fred­do, si era­no fat­te ospitare da par­en­ti e ami­ci, sono rien­trate. Io stes­so ho riten­tu­to di andare a Tor­bole qualche giorno». Più crit­i­ca la situ­azione nel­la local­ità Cav­al­lo, a ridos­so di via S.Caterina. «Nelle can­tine più pro­fonde l’ac­qua ave­va super­a­to il metro ed ora la sua altez­za si è dimez­za­ta. Nei locali meno bassi, invece, degli 80–90 cen­timetri d’ac­qua dei gironi scor­si, ne riman­gono cir­ca una venti­na» pun­tu­al­iz­za il taxista Vig­ilio Angeli che abi­ta in zona. «Per molte famiglie i dan­ni sono ingen­ti. Un mio vici­no, ad esem­pio, ha avu­to dis­trut­ta la cos­tosa stube e non si con­tano le cal­daie fuori uso. Spe­ri­amo nei con­tribu­ti promes­si dal comune». La pos­si­bil­ità di rim­bor­si provin­ciali, fat­ta balenare dal­la giun­ta Verone­si, ha scate­na­to a S.Giorgio e din­torni la cor­sa alla doman­da. Sono decine, infat­ti, le per­sone che han­no già pre­sen­ta­to in munici­pio le scartoffie per avere i ben­efi­ci, anche se alcu­ni di loro sono scetti­ci. Ricor­dano i sin­is­trati del­la piena del Sar­ca del 1999, a Mog­no, rimasti a boc­ca asciut­ta mal­gra­do le domande in Provin­cia. In atte­sa che da Tren­to giungano buone notizie per ripa­gare i dan­ni, in queste ore a S.Giorgio sono tut­ti con il naso all’in­sù a scrutare il cielo. La gente è pre­oc­cu­pa­ta per la piog­gia degli ulti­mi giorni. Cade for­tu­nata­mente a trat­ti, ma deve aver alza­to la fal­da se più d’u­na per­sona ha nota­to che nelle can­tine l’ac­qua è sali­ta di qualche cen­timetro. Nul­la di pre­oc­cu­pante se, come sem­bra, il bel tem­po è in ormai arri­vo. Altri­men­ti, quel­lo che è già un record — 23 giorni d’«acqua alta» — sarà purtrop­po des­ti­na­to ad aumentare.