Ritorna la festa di S. Maria Regina: le suore ricordano Sant’Angela Merici

Le Orsoline

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Stasera al Cen­tro di spir­i­tu­al­ità «Meri­cianum S. Angela Meri­ci», al Bro­daz­zo di Desen­zano, le suore Orso­line invi­tano tut­ti i fedeli a parte­ci­pare alla tradizionale fes­ta di San­ta Maria Regi­na, giun­ta anno dopo anno alla 38esima edi­zione, per un momen­to di rac­cogli­men­to e di preghiera. L’appuntamento reli­gioso è molto sen­ti­to e parte­ci­pa­to dai desen­zane­si. Questo il pro­gram­ma: alle ore 20 il San­to Rosario nel piaz­za­le in fon­do al par­co. Alle 20.30 la cel­e­brazione eucaris­ti­ca pre­siedu­ta da don Alber­to Mar­goni, sac­er­dote desen­zanese. A con­clu­sione del­la cel­e­brazione un momen­to di fes­ta. Per chi volesse rag­giun­gere il cen­tro di spir­i­tu­al­ità da Desen­zano, in piaz­za Mat­teot­ti alle 19.45 un pull­man farà servizio navet­ta. In questo modo le suore Orso­line inten­dono ricor­dare Sant’Angela Meri­ci, cer­ta­mente la figu­ra desen­zanese più conosci­u­ta nel mon­do. La san­ta nacque a Desen­zano attorno al 1474 da Gio­van­ni Meri­ci e Cate­ri­na Bianchi. Il padre era cit­tadi­no bres­ciano, la madre proveni­va da una delle famiglie più in vista di Salò. E appun­to a Salò si trasferì, anco­ra gio­vanet­ta, da uno zio quan­do morirono entram­bi i gen­i­tori. Nel 1496 tornò a Desen­zano per con­durre, insieme ai fratel­li, un fon­do agri­co­lo, che la famiglia ave­va alle Grezze. In questo peri­o­do sec­on­do la tradizione, attes­ta­ta anche dai con­tem­po­ranei, Sant’Angela ebbe una visione celeste dal­la quale intuì di essere chia­ma­ta in qualche modo alla val­oriz­zazione del­la don­na nel­la soci­età del suo tem­po. Si trasferì a Bres­cia nel 1516, dal­la nobile Cate­ri­na Paten­gon­do­la, per con­so­lar­la del­la morte del mar­i­to e dei due figli. Angela radunò attorno a sè alcune gio­vani del­la cit­tà e, dopo anni di rif­les­sione e di preghiera, capì qual era il sen­so del­la visione: offrire alle donne che desiderassero con­sacrar­si a Dio la pos­si­bil­ità di far­lo sen­za ricor­rere al monas­tero (uni­ca for­ma fino ad allo­ra pre­vista dal­la Chiesa), rima­nen­do nel­la pro­pria casa a badare al pro­prio lavoro. L’intuizione, che oggi sem­bra scon­ta­ta, fu riv­o­luzionar­ia per il tem­po, e scardinò un ordi­na­men­to che impone­va la clausura come uni­ca modal­ità di con­sacrazione fem­minile. Le prime ven­tisette com­pagne si con­sacrarono nel­la pri­ma com­pag­nia, chia­ma­ta «Sant’Orsola», il 25 novem­bre 1535. La fon­da­trice morì dopo poco più di quat­tro anni, il 27 gen­naio 1540. Fu procla­ma­ta bea­ta nel 1768, quin­di san­ta il 24 mag­gio 1807. Desen­zano le dedicò un altare nel Duo­mo nel 1608, fece costru­ire dall’orafo Ari­ci di Bres­cia una urna d’argento per le reliquie nel 1772. E dieci anni più tar­di venne eret­to il mon­u­men­to nel­la piaz­za prin­ci­pale. Nel 1874 si edi­ficò una cap­pel­la più grande nel Duo­mo, e nel 1974 a Sant’Angela venne ded­i­ca­ta la nuo­va par­roc­chia, nel ter­ri­to­rio del­la sua infanzia. L’istituzione delle Orso­line ebbe invece un arti­co­la­to svilup­po nel tempo.