Le ritualità della Candelora sono particolarmente sentite in molti paesi del bresciano.

Leggenda della Candelora

Di Luca Delpozzo
a.m.

Feb­braio nel­l’an­ti­ca Roma era il mese delle purifi­cazioni da ciò che di neg­a­ti­vo era sta­to com­pi­u­to. Tali riti veni­vano com­piu­ti per mez­zo dei “feb­rua”, e cioè dei “mezzi di purifi­cazione”: pan­ni di lana, con cui si asperge­va il sangue delle vit­time sac­ri­f­i­cali; focac­ce di far­ro tosta­to con sale che il lit­tore tene­va in mano durante la purifi­cazione del­la casa; fronde di un albero puro con cui i sac­er­doti si cingevano il capo. Per una coin­ci­den­za cal­en­dar­i­ale (prob­a­bil­mente volu­ta per cris­tian­iz­zare la fes­ta pagana ded­i­ca­ta alla dea Giunone che si cel­e­bra­va l’1febbraio) la Chiesa fis­sò al 2 feb­braio la fes­ta del­la Pre­sen­tazione di Gesù al tem­pio che assunse poi il tito­lo di Purifi­cazione del­la bea­ta Maria Vergine.Le rit­u­al­ità del­la Can­de­lo­ra sono par­ti­co­lar­mente sen­tite in molti pae­si del bres­ciano, fra cui Bor­go Pon­car­ale, Boveg­no, Braone, Con­ce­sio, Conio­lo di Orz­in­uovi, Mon­tichiari e Vobarno.A Bor­go Pon­car­ale e a Braone in Valle Camon­i­ca, le chiese par­roc­chiali sono ded­i­cate alla Purifi­cazione del­la Madon­na e la ricor­ren­za è cel­e­bra­ta con riti solenni.A Boveg­no per­mane la tradizione di recar­si in chiesa per riti­rare la can­dela benedet­ta da accen­dere quan­do scop­pi­ano i temporali.A Con­ce­sio la pro­ces­sione (da tem­po sop­pres­sa) si sno­da­va per le strade del paese. Anco­ra fre­quen­ta­ta è, invece, la cer­i­mo­nia del­la benedi­zione delle can­dele poi dis­tribuite ai fedeli. Ad esse, fino a poco tem­po fa, la pietà popo­lare attribui­va virtù pro­tet­tive con­tro calamità e tempeste.A Conio­lo di Orz­in­uovi si benedi­cono le can­dele poi appese in casa, soli­ta­mente in cuci­na, sopra il cal­en­dario. Un tes­ti­mone rac­con­ta come, gra­zie a un cero benedet­to, sia sta­to trova­to il cadav­er­ine di una bam­bi­na annega­ta in una rog­gia. La can­dela pos­ta su un’as­si­cel­la di leg­no era sta­ta las­ci­a­ta gal­leg­gia re sul­l’ac­qua e Passe, a un cer­to pun­to, ave­va inizia­to a ruotare. Lì venne trova­to il cor­po dell’annegata.A Marcheno, nel­la fes­ta del­la Madona dela Sar­i­o­la (Madon­na del­la cera), si usa­va benedire le can­dele bianche, carat­ter­iz­zate dal­lo zoc­co­let­to rosso o azzur­ro, che poi veni­vano con­ser­vate in casa a pro­tezione dal demo­nio, dai ful­mi­ni e dalle malattie.A Vobamo il 2 feb­braio era giorno fon­da­men­tale per pronos­ti­care l’ar­ri­vo o meno del bei tem­po come ricor­da il prover­bio: «A la Madona de la ser­gi­o­la, de l’in­ver­no som fora / ma se ‘I piof o tira vent ne l’in­ver­no som a mò dent».