Il progetto dell’Amministrazione provinciale prevede la costruzione della nuova struttura a Desenzano. Trovata un’intesa tra Provincia e Comune, ma non mancano le voci contrarie

L’incubatoio ittico nascerà al Vò

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Una casa per i pesci del . La costru­irà, in riva al lago a Desen­zano, l’Amministrazione provin­ciale di Bres­cia con­cretiz­zan­do un prog­et­to che è sul tap­peto ormai da 5 anni e che è sta­to al cen­tro di ripetute polemiche. L’area prescelta è infat­ti quel­la del Vo’, panorami­ca­mente fra le più belle del bas­so lago. Qui ver­rà real­iz­za­to l’incubatoio per i pesci, cioè per la ripro­duzione e il ripopo­la­men­to delle acque ed un cen­tro stu­di e di ricer­ca sci­en­tifi­ca ori­en­ta­to in par­ti­co­lare alla fau­na del Bena­co. La notizia che l’incubatoio ver­rà presto real­iz­za­to — sono in cor­so gli appalti — con­fer­ma­ta pro­prio ieri all’assessore ai lavori pub­bli­ci e vicesin­da­co di Desen­zano, Rodol­fo Bertoni, ha scate­na­to nuove critiche. Arrivano dal dott. Gior­gio Fez­zar­di, can­dida­to sin­da­co alle ultime elezioni, com­po­nente del­la con­sul­ta del­la pesca che par­la di «scelta sbagli­a­ta» e di «impat­to ambi­en­tale dis­as­troso». Ma vedi­amo i det­tagli dell’operazione. Il prog­et­to di real­iz­zare l’incubatoio al Vo’, nell’area cedu­ta alla Provin­cia dal Comune nell’ambito di una più ampia per­mu­ta di ter­reni, era sta­to pre­sen­ta­to alla popo­lazione al palaz­zo del tur­is­mo alla pre­sen­za del sin­da­co dell’epoca Mas­si­mo Roc­ca (giun­ta di cen­tro-sin­is­tra). Bres­cia non dispone­va di un incu­ba­toio sul Gar­da. Veni­va uti­liz­za­to, incon­tran­do non poche dif­fi­coltà quel­lo di Peschiera e quel­lo di Clu­sane. L’assessorato provin­ciale pun­tò allo­ra su Desen­zano per dotar­si di una strut­tura fis­sa in gra­do di svol­gere sul Gar­da anche fun­zioni di ricer­ca e sper­i­men­tazione otte­nen­do il con­sen­so dei pesca­tori di pro­fes­sione. La scelta del­la zona sus­citò subito non poche critiche esplic­i­tate in un inter­ven­to dal gior­nal­ista-scrit­tore Tul­lio Fer­ro. Si dichiararono del­lo stes­so parere anche i par­ti­ti del cen­tro destra. Forza Italia, Cdu e Fed­er­al­isti Desen­zano nel mar­zo del ’98 con­di­vis­ero l’esigenza di real­iz­zare un incu­ba­toio sul Gar­da Bres­ciano ma criti­carono la zona prescelta. «Cre­di­amo che quel ter­reno prezioso deb­ba essere man­tenu­to a verde a dis­po­sizione di cit­ta­di­ni e tur­isti — dichiararono. Che fine ha fat­to la polit­i­ca di sal­va­guardia degli spazi a lago, dei pro­fili delle coste prop­ug­na­ta dall’allora mag­gio­ran­za?». Pochi mesi dopo il cen­trode­stra vince­va le elezioni e il sin­da­co Anel­li ered­i­ta­va la «pata­ta bol­lente». L’iniziativa è rimas­ta sul tap­peto a lun­go. La svol­ta è arriva­ta ver­so la fine del­lo scor­so anno con il parere favorev­ole del­la Soprint­en­den­za al prog­et­to e il rilas­cio del­la con­ces­sione il 6 feb­braio. Nel frat­tem­po era sta­ta per­fezion­a­ta la prat­i­ca di per­mu­ta dei ter­reni inclu­so quel­lo del Vo’ fra Comune di Desen­zano e Provin­cia, delib­er­a­ta sem­pre dal­la Giun­ta Roc­ca. Il prog­et­to, dopo alcune mod­i­fiche intese a lim­itare l’impatto ambi­en­tale, riguar­da la costruzione su un’area di cir­ca 1800 metri di un edi­fi­cio di cir­ca 2.000 metri cubi, con una super­fi­cie cop­er­ta di cir­ca 600 metri che sal­go­no a 725 con­tan­do gli spazi occu­pati dal Comune. L’immobile, sit­u­a­to in riva al lago, sfrut­ta il dis­liv­el­lo esistente fra la stra­da e il liv­el­lo dell’acqua così che sporg­erà oltre la stra­da di un metro. Sul tet­to ver­rà real­iz­za­to un gia­rdi­no pen­sile. Per lim­itare l’impatto per chi dal lago guar­da la cos­ta, l’edificio offrirà alla vista di chi nav­i­ga il lato più cor­to, cos­ti­tu­ito da vetrate. Oltrepas­sato l’ingresso si trovano gli uffi­ci, spoglia­toio, la grande sala lavoro dove ver­ran­no col­lo­cate le cam­pane in vetro per la colti­vazione e schiusa delle uova, ali­men­tate dall’acqua del lago. Sono pre­viste la sala riu­nioni, il lab­o­ra­to­rio di anal­isi bio­logiche, un’aula audio­vi­si­va. «Quel­lo non è il pos­to adat­to per costru­ire un edi­fi­cio di 2.000 metri cubi che avrà un impat­to ambi­en­tale dev­as­tante in una delle zone più belle del Gar­da» com­men­ta il dott. Gior­gio Fez­zar­di, desen­zanese, mem­bro del­la con­sul­ta del­la pesca.

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