lunedì, Febbraio 26, 2024
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Il progetto dell’Amministrazione provinciale prevede la costruzione della nuova struttura a Desenzano. Trovata un’intesa tra Provincia e Comune, ma non mancano le voci contrarie

L’incubatoio ittico nascerà al Vò

Una casa per i pesci del . La costruirà, in riva al lago a Desenzano, l'Amministrazione provinciale di Brescia concretizzando un progetto che è sul tappeto ormai da 5 anni e che è stato al centro di ripetute polemiche. L'area prescelta è infatti quella del Vo', panoramicamente fra le più belle del basso lago. Qui verrà realizzato l'incubatoio per i pesci, cioè per la riproduzione e il ripopolamento delle acque ed un centro studi e di ricerca scientifica orientato in particolare alla fauna del Benaco. La notizia che l'incubatoio verrà presto realizzato – sono in corso gli appalti – confermata proprio ieri all'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco di Desenzano, Rodolfo Bertoni, ha scatenato nuove critiche. Arrivano dal dott. Giorgio Fezzardi, candidato sindaco alle ultime elezioni, componente della consulta della pesca che parla di «scelta sbagliata» e di «impatto ambientale disastroso». Ma vediamo i dettagli dell'operazione. Il progetto di realizzare l'incubatoio al Vo', nell'area ceduta alla Provincia dal Comune nell'ambito di una più ampia permuta di terreni, era stato presentato alla popolazione al palazzo del turismo alla presenza del sindaco dell'epoca Massimo Rocca (giunta di centro-sinistra). Brescia non disponeva di un incubatoio sul Garda. Veniva utilizzato, incontrando non poche difficoltà quello di Peschiera e quello di Clusane. L'assessorato provinciale puntò allora su Desenzano per dotarsi di una struttura fissa in grado di svolgere sul Garda anche funzioni di ricerca e sperimentazione ottenendo il consenso dei pescatori di professione. La scelta della zona suscitò subito non poche critiche esplicitate in un intervento dal giornalista-scrittore Tullio Ferro. Si dichiararono dello stesso parere anche i partiti del centro destra. Forza Italia, Cdu e Federalisti Desenzano nel marzo del '98 condivisero l'esigenza di realizzare un incubatoio sul Garda Bresciano ma criticarono la zona prescelta. «Crediamo che quel terreno prezioso debba essere mantenuto a verde a disposizione di cittadini e turisti – dichiararono. Che fine ha fatto la politica di salvaguardia degli spazi a lago, dei profili delle coste propugnata dall'allora maggioranza?». Pochi mesi dopo il centrodestra vinceva le elezioni e il sindaco Anelli ereditava la «patata bollente». L'iniziativa è rimasta sul tappeto a lungo. La svolta è arrivata verso la fine dello scorso anno con il parere favorevole della Soprintendenza al progetto e il rilascio della concessione il 6 febbraio. Nel frattempo era stata perfezionata la pratica di permuta dei terreni incluso quello del Vo' fra Comune di Desenzano e Provincia, deliberata sempre dalla Giunta Rocca. Il progetto, dopo alcune modifiche intese a limitare l'impatto ambientale, riguarda la costruzione su un'area di circa 1800 metri di un edificio di circa 2.000 metri cubi, con una superficie coperta di circa 600 metri che salgono a 725 contando gli spazi occupati dal Comune. L'immobile, situato in riva al lago, sfrutta il dislivello esistente fra la strada e il livello dell'acqua così che sporgerà oltre la strada di un metro. Sul tetto verrà realizzato un giardino pensile. Per limitare l'impatto per chi dal lago guarda la costa, l'edificio offrirà alla vista di chi naviga il lato più corto, costituito da vetrate. Oltrepassato l'ingresso si trovano gli uffici, spogliatoio, la grande sala lavoro dove verranno collocate le campane in vetro per la coltivazione e schiusa delle uova, alimentate dall'acqua del lago. Sono previste la sala riunioni, il laboratorio di analisi biologiche, un'aula audiovisiva. «Quello non è il posto adatto per costruire un edificio di 2.000 metri cubi che avrà un impatto ambientale devastante in una delle zone più belle del Garda» commenta il dott. Giorgio Fezzardi, desenzanese, membro della consulta della pesca.

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