Proseguono il 26 ottobre alla Galleria civica Segantini di Arco i Dialoghi del MAG.

L’invenzione della natura selvaggia

25/10/2013 in Cultura
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Di Redazione

Pros­eguono saba­to 26 otto­bre alla Gal­le­ria civi­ca Segan­ti­ni di Arco i Dialoghi del MAG, ciclo di incon­tri pro­posti quale ambito di appro­fondi­men­to delle tem­atiche inda­gate a liv­el­lo artis­ti­co dal prog­et­to sul con­tem­po­ra­neo nell’Alto Gar­da «Der Blitz. Ricer­ca, azione e cul­tura con­tem­po­ranea»: a par­tire dalle 18 Fran­co Brevi­ni trat­ta il tema affronta­to nell’omonimo libro «L’invenzione del­la natu­ra sel­vaggia. Sto­ria di un’idea dal XVIII sec­o­lo a oggi» (ed. Bol­lati Bor­inghieri, 2013). Mod­era l’incontro l’architetto Andrea Rigo. Ingres­so libero.

Fran­co Brevi­ni a par­tire da un doc­u­men­to video inquadr­erà stori­ca­mente il fas­ci­no che anco­ra oggi la natu­ra sel­vaggia eserci­ta su di noi. Vec­chia quan­to il mon­do, la natu­ra sel­vaggia guadagna la rib­al­ta del­la sce­na cul­tur­ale solo con la moder­nità. Muraglie di ghi­ac­cio, forre pau­rose, mon­tagne svet­tan­ti e acque abissali sono tenute a bat­tes­i­mo in epoca roman­ti­ca da scrit­tori, pit­tori e filosofi, e con­tin­u­ano a proi­ettare il loro sub­lime arti­fi­cio sull’esotismo di mas­sa, sui viag­gi estre­mi offer­ti in pac­chet­ti dalle agen­zie, sull’ecoturismo di nic­chia, sull’avventura no-lim­its.

Nel libro, Brevi­ni affer­ma che gli antichi «sen­ti­vano nat­u­ral­mente», noi invece «sen­ti­amo la natu­ra».

Alla fine del Set­te­cen­to una sen­si­bil­ità nuo­vis­si­ma, inau­di­ta, tro­va un emble­ma nelle parole di Schiller. Per­du­ta per sem­pre la nat­u­ralez­za fusion­ale che stringe­va i nos­tri avi al loro ambi­ente di vita, per­cepi­amo la dis­tan­za che sep­a­ra la civiltà dal­lo scon­fi­na­to e dall’inesplorato che le si ergono di fronte, eserci­tan­do una fasci­nazione pri­ma sconosci­u­ta. La natu­ra sel­vaggia nasce allo­ra, e assume subito i con­torni del mito. Cer­to, è vec­chia quan­to il mon­do, ma va in sce­na solo con la moder­nità, quan­do viene plas­ma­ta come una costruzione cul­tur­ale. Muraglie di ghi­ac­cio, forre pau­rose, mon­tagne svet­tan­ti, acque abissali che ribol­lono di tem­pes­ta sono tenute a bat­tes­i­mo soprat­tut­to in epoca roman­ti­ca da scrit­tori, pit­tori e filosofi, e con­tin­u­ano a proi­ettare il loro sub­lime arti­fi­cio sull’esotismo di mas­sa, sui viag­gi estre­mi offer­ti in pac­chet­ti dalle agen­zie, sull’ecoturismo di nic­chia, sull’avventura no-lim­its. Tra col­oro che riper­cor­rono da stu­diosi quell’universo mille volte descrit­to, dip­in­to, ido­l­eg­gia­to, pochissi­mi pos­sono dire di aver­lo anche esplorato sul cam­po. Uno di loro è Fran­co Brevi­ni, let­ter­a­to di lun­go cor­so e viag­gia­tore con una predilezione per le con­dizioni-lim­ite. E ancor più rara è l’efficacia del­la sua scrit­tura, che con­trap­pun­ta la rif­les­sione sul­la wilder­ness e sull’ecologia, sull’intelligenza ani­male e sull’etica ambi­en­tale, con l’esperienza diret­ta dei cinquemi­la, dei pae­sag­gi bore­ali o delle giun­gle del Bor­neo. Nes­suno meglio di lui sa tradurre in parole il mag­net­ismo e le ambivalen­ze del­la natu­ra sel­vaggia.

Fran­co Brevi­ni

Inseg­na Let­ter­atu­ra ital­iana e Let­ter­atu­ra ital­iana mod­er­na e con­tem­po­ranea pres­so l’Università di Berg­amo e l’Università IULM di . Tra i mas­si­mi stu­diosi del­la dialet­tale (La poe­sia in dialet­to. Sto­ria e testi dalle orig­i­ni al Nove­cen­to, 1999, 3 voll.), ha pub­bli­ca­to da ulti­mo Voci di Lom­bar­dia (2008) e La let­ter­atu­ra degli ital­iani. Per­ché molti la cel­e­bra­no e pochi la amano (2011). La pas­sione alpin­is­ti­ca ali­men­ta un altro filone del­la sua pro­duzione, da Ghi­ac­ci. Uomi­ni e avven­ture dalle Alpi al Grande Nord (2002) a Roc­ce. Dal Bor­neo alle Lofoten, dalle Alpi al Sahara, avven­ture di uomi­ni in sca­la­ta (2003), a La sfin­ge dei ghi­ac­ci. Gli ital­iani alla scop­er­ta del Grande Nord (2011). Pres­so Bol­lati Bor­inghieri ha pub­bli­ca­to Un ceri­no nel buio. Come la cul­tura soprav­vive a bar­bari e antibar­bari (2005). Col­lab­o­ra inoltre al Col­lab­o­ra al Cor­riere del­la Sera ed è pres­i­dente dell’Associazione cul­tur­ale Vol­gar’ Elo­quio.

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