Collocati i cartelli che impediscono alle «doppiette» di sparare sulla passeggiata più frequentata della cittadina

L’oasi vietata alla cacciaarriva sul lungolago

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sono com­par­si da poche ore i cartel­li che delim­i­tano l’oasi «Bas­so lago», con divi­eto di cac­cia, isti­tui­ta dal­la Provin­cia all’interno del­la Zona a pro­tezione spe­ciale (zps) indi­vid­u­a­ta dal­la Comu­nità euro­pea nell’area del Bas­so Gar­da. Verona ha dunque ottem­per­a­to alle nor­ma­tive Cee e region­ali attuan­do le mis­ure di atten­u­azione dell’impatto vena­to­rio sol­lecitate anche da una dif­fi­da di Legam­bi­ente, Lipu e Wwf.Nella cit­tad­i­na aril­i­cense le tabelle sono vis­i­bili anche sul lun­go­la­go Mazz­i­ni, in pieno cen­tro stori­co. Una vista, all’apparenza, quan­tomeno insoli­ta. È uno dei trat­ti del con­fine merid­ionale dell’oasi che è sta­ta delin­ea­ta subito a Sud del­la fas­cia d’acqua da Gar­da a Fos­salta di Lazise, dove quest’anno Verona ha deciso, dopo 15 anni, di riaprire la cac­cia. La zps del Bas­so Gar­da inizia da Fos­salta, a Nord di Pacen­go, e arri­va sino a Pun­ta Grò, al con­fine con la provin­cia di Bres­cia e la . Ques­ta fas­cia pro­tet­ta di ter­ri­to­rio fa parte del­la rete di Natu­ra 2000, tute­la­ta dal­la Cee come zona di pro­tezione dell’avifauna e degli habitat.Qui la Provin­cia ha dis­eg­na­to la nuo­va oasi di inter­dizione che pote­va riguardare l’intero ambito di pro­tezione. Verona ha invece deciso per l’opzione del­la parzial­ità, con­sen­ti­ta dal­la nor­ma­ti­va regionale. E ha pos­to il divi­eto solo in una parte del­la zps istituen­do l’oasi «Bas­so lago» che parte dal con­fine Sud dell’oasi «Lago di Gar­da»: ester­na alla zps e indi­vid­u­a­ta a 500 metri dal­la riva del lago di fronte alla local­ità Fos­salta. Di qui l’oasi «Bas­so lago» scende a Sud e all’altezza del por­to di Pacen­go questo con­fine ide­ale fa un ango­lo di 90° e rag­giunge la riva toc­can­do il por­to di Pacen­go. Da qui, rima­nen­do sul­la riva, il con­fine del­la nuo­va oasi con­tin­ua per tut­to il ter­ri­to­rio rima­nente di Lazise, il litorale di Castel­n­uo­vo e quel­lo di Peschiera sino alle acque anti­s­tan­ti il campeg­gio Bell’Italia. Questo è il con­fine a ter­ra dell’oasi che dal Bell’Italia viene chiusa da un’ideale lin­ea dirit­ta che ritor­na in mez­zo al lago sino a rag­giun­gere il con­fine con Bres­cia e con­giunger­si a nord con l’oasi «Lago di Garda».«Non è sta­to facile trovare il pun­to di equi­lib­rio tra le nor­ma­tive europee e region­ali le richi­este dei vari Comu­ni inter­es­sati dall’oasi», spie­ga l’assessore provin­ciale all’ambiente, Luca Colet­to, sot­to­lin­e­an­do la col­lab­o­razione degli enti locali. «Abbi­amo ottenu­to un buon risul­ta­to che riten­go pos­sa sod­dis­fare sia i cac­cia­tori che gli ambi­en­tal­isti, sceglien­do un’area ritenu­ta par­ti­co­lar­mente idonea anche per tipolo­gia ambi­en­tale, in par­ti­co­lare per la pre­sen­za di canneti».

Parole chiave: