Il parrocco di San Benedetto confida anche nella generosità dei fedeli. L’intervento è costoso: 108mila euro.Un aiuto da Cei, Comune e Regione

L’organo ha bisogno di un restauro

07/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Novità cul­tur­ale ril­e­vante a Limone, nel­la cui chiesa par­roc­chiale ded­i­ca­ta a San Benedet­to ver­rà restau­ra­to un prezioso organo, opera del berga­m­as­co Dami­ano Dami­ani. L’in­ter­ven­to di restau­ro, per il quale è in pri­ma fila il par­ro­co don Eral­do Fra­cas­si, resti­tuirà all’organo le carat­ter­is­tiche tec­niche, fun­zion­ali e foniche, dato che attual­mente il prezioso stru­men­to è prati­ca­mente inuti­liz­z­abile. I mate­ri­ali lignei risul­tano attac­cati dal tar­lo. Si aggiun­ga l’e­sauri­men­to dei pel­la­mi e sre­go­latezze nelle trasmis­sioni, una forte ossi­dazione delle molle, mol­lette con molti ele­men­ti spez­za­ti, aghi e squadre. Le stesse canne in met­al­lo sono forte­mente ammac­cate con intagli e spac­ca­ture; alcune sono pen­den­ti e pre­sen­tano fenomeni degen­er­a­tivi noti come can­cro del­lo stag­no. Ingente la spe­sa, che ha richiesto al par­ro­co ed ai suoi col­lab­o­ra­tori non poco impeg­no, dopo che il 10 agos­to 2004, la Soprint­en­den­za ave­va dato la sua autor­iz­zazione per il restau­ro. I lavori sono sta­ti affi­dati alla dit­ta Inzoli di Cre­ma. La spe­sa ammon­ta a 108.000 euro, cui si deve aggiun­gere quel­la per l’alles­ti­men­to del pon­teg­gio, il vit­to e l’al­log­gio dei tec­ni­ci. Tut­ti motivi che han­no spin­to a pre­sentare domande di finanzi­a­men­to alla Com­mis­sione epis­co­pale ital­iana, all’Am­min­is­trazione comu­nale di Limone e alla . La Cei ha dis­pos­to un finanzi­a­men­to di 31.000 euro, men­tre anche il Comune e la Regione Lom­bar­dia han­no assi­cu­ra­to i con­tribu­ti pre­visti dal Fon­do di rotazione 2005-07. Nat­u­rale che per portare a com­pi­men­to i lavori, che si pro­trar­ran­no per cir­ca due anni, il par­ro­co con­fi­da sul­l’a­bit­uale gen­erosità dei limone­si. L’organo è col­lo­ca­to nel­la can­to­ria, sopra il por­tale del­l’in­gres­so prin­ci­pale; è a trasmis­sione mec­ca­ni­ca, rac­chiu­so in una cas­sa lignea addos­sa­ta alla strut­tura muraria, arric­chi­ta da volute, con dec­o­razione poli­cro­ma e dora­ture. Fu costru­ito dal berga­m­as­co Dami­ano Dami­ani, orga­naro di fama, che dis­sem­inò stru­men­ti nel Bres­ciano, in Trenti­no e nel Veronese. Il con­trat­to per la sua instal­lazione fu stip­u­la­to il 26 agos­to 1831 e già allo­ra furono com­p­lesse le ques­tioni sul paga­men­to. L’organo fu più volte restau­ra­to: nel 1853 da Gae­tano Marchisi­ni, nel 1887 da Fil­ip­po Tor­naghi, nel 1925 da Paride Fanci­ni che, oltre alle riparazioni di somiere e canne, mod­i­ficò la man­tice­ria appli­can­do le pompe a uno dei man­ti­ci ed il rel­a­ti­vo dis­pos­i­ti­vo per l’azion­a­men­to man­uale, elim­inò la grancas­sa e sos­ti­tuì la ped­aliera. L’elet­tro­ven­ti­la­tore fu appli­ca­to nel 1974–75.

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