Affollata di cacciatori e abitanti del Baldo la riunione per fare il punto sulla presenza del plantigrado

L’orso protagonistafa il pienone di pubblico

23/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

L’orso sul Bal­do è il ben­venu­to, anche se i cac­cia­tori temono l’equazione par­co uguale planti­gra­do. Una ser­a­ta ani­ma­ta, quel­la che ha antic­i­pa­to l’incontro di ieri in Provin­cia, nel­la sala civi­ca di Capri­no, dove sem­pre i Palazzi Scaligeri han­no orga­niz­za­to la pri­ma riu­nione di «medi­azione socio cul­tur­ale» vol­ta a sen­si­bi­liz­zare la popo­lazione alla pre­sen­za del nuo­vo ani­male, avvis­ta­to ormai in più pun­ti del Bal­do, dove con­tin­ua a las­cia­re incon­tro­vert­ibili trac­ce. Il prossi­mo incon­tro sarà a fine novem­bre, a Brenzone.Per par­lare dell’ospite che fre­quen­ta il Bal­do e del «Prog­et­to di rein­tro­duzione dell’orso bruno sulle Alpi ori­en­tali, espe­rien­ze e prospet­tive per il ter­ri­to­rio» sono inter­venu­ti Ivano Con­for­ti­ni, biol­o­go fun­zionario del­la Provin­cia, e Kather­ine Coz­za, agente provin­ciale nom­i­na­ta dal coman­dante Davide Zeli respon­s­abile del­la squadra spe­ciale d’avvistamento e mon­i­tor­ag­gio orso. C’erano inoltre Car­lo Frap­por­ti del nucleo provin­ciale ded­i­ca­to all’orso del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, Sonia Caldero­la per l’Unità oper­a­ti­va cac­cia e pesca del­la Regione Vene­to. Han­no parte­ci­pa­to i cac­cia­tori di zona rap­p­re­sen­tati da Tiziano Tur­ca­to, pres­i­dente del Comi­ta­to per­ma­nente delle nove ris­erve alpine del Monte Bal­do, vari abi­tan­ti delle con­trade giun­ti anche dalle local­ità più dis­tan­ti di Fer­rara di Monte Bal­do, Mal­ce­sine e Bren­zone. Non pote­vano man­care curiosi e appassionati.«L’incontro era sta­to chiesto dai Com­pren­sori di cac­cia del Monte Bal­do i cui pres­i­den­ti han­no con­di­vi­so l’esigenza del mon­do vena­to­rio di essere coin­volti sia in mer­i­to alle carat­ter­is­tiche eco­logiche del­la specie sia riguar­do alle impli­cazioni giuridiche del­la pre­sen­za dell’animale nel loro ter­ri­to­rio», spie­ga Coz­za. «La loro pre­oc­cu­pazione mag­giore è che l’area dove vive l’orso diven­ti par­co, dunque vieta­ta alla cac­cia. Su questo tema la ref­er­ente regionale Calde­o­ro­la ha però chiar­i­to che la des­ig­nazione di aree pro­tette esu­la dagli stru­men­ti ritenu­ti utili alla con­ser­vazione del planti­gra­do. I ter­ri­tori di cui si muove sono trop­po vasti ed etero­genei per essere vin­co­lati localmente».Quindi è inter­venu­to Con­for­ti­ni con un’introduzione sul­la biolo­gia del­la specie e sul prog­et­to di rein­tro­duzione dell’orso bruno nell’arco alpino, men­tre l’agente Coz­za ha rac­con­ta­to la sto­ria del­la sua pre­sen­za nel­la nos­tra provin­cia, par­tendo dagli scavi pale­on­to­logi­ci che tes­ti­mo­ni­ano dell’orso delle cav­erne, risalente a 35mila anni fa. Coz­za ha ripreso ricerche por­tate avan­ti sul cam­po, dirette da Rober­to Zorzin, con­ser­va­tore del Museo civi­co di sto­ria nat­u­rale di Verona: «Sono stu­di che for­niscono preziose ricostruzioni ambi­en­tali di epoca preis­tor­i­ca riper­cor­ren­do la sto­ria dell’orso fino all’ultimo avvis­ta­men­to nel 1894, data che seg­na l’estinzione dell’orso nel nos­tro territorio».L’esperta ha for­ni­to ulte­ri­ori infor­mazioni sull’orso «JK2G2», pre­sente sul Bal­do quest’estate, arriva­to dal­la zona Bon­done-Paganel­la (Tren­to) dove sono stanziati i pri­mi nuclei in dis­per­sione dal par­co dell’Adamello Brenta, autore di predazioni di pecore, teloni strap­pati, impronte ed escre­men­ti las­ciati un po’dovunque.«Il nos­tro aus­pi­cio è che ques­ta pre­sen­za diven­ti un’opportunità di con­di­vi­sione per tut­ti nell’ottica di un supera­men­to del rap­por­to con­flit­tuale tra uomo e natu­ra anco­ra pro­fon­da­mente rad­i­ca­to nel­la nos­tra cul­tura», spie­ga l’esperta.Considerando l’evento un suc­ces­so, la Provin­cia intende pros­eguire in quest’attività con­veg­nis­ti­ca per infor­mare e con­frontar­si con le realtà locali. Chi­ude Tur­ca­to: «In questo momen­to è impor­tante infor­mare e dire a chi teme l’orso, come i cac­cia­tori e i con­ta­di­ni, che orso non sig­nifi­ca né par­co né restrizioni. È piut­tosto una ric­chez­za ambi­en­tale per il ter­ri­to­rio e cre­di­amo sia molto impor­tante che, per la pri­ma vol­ta, Provin­cia e Regione chiedano ai pres­i­den­ti delle nove ris­erve alpine del Bal­do un con­fron­to diret­to su un tema che ci coin­volge così da vicino».

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