La soluzione della Giunta non convince l’opposizione, che rilancia. «Spostiamo i banchi vicino al vecchio stadio»

Mercato? Sul lungolago no

11/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Con­tin­ua a far dis­cutere, a Salò, l’idea di spostare il mer­ca­to del saba­to mat­ti­na, che da molti anni occu­pa il piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà (nei restanti giorni del­la set­ti­mana adibito a parcheg­gio), argo­men­to di cui abbi­amo par­la­to un mese fa. I 204 banchi ver­reb­bero dis­lo­cati su un per­cor­so molto allun­ga­to. In piaz­za­le Leonar­do da Vin­ci, nel com­p­lesso Gas­paro, a fian­co del­l’at­tuale super­me­r­ca­to Ital­mark, andreb­bero i 22 camion coi prodot­ti ali­men­ta­ri: for­mag­gio, pol­li, pesce, caramelle e miele. Fiori, frut­ta, piante e semen­ti, invece, in piaz­za Bres­ciani, davan­ti all’ospedale. Il resto: in Fos­sa (sul lato del­l’ex Fiat), in piazzetta S.Antonio (dietro il munici­pio) e su tut­to il lun­go­la­go, fino al Carmine. Insom­ma, un ser­pen­tone spezzetta­to. E, in un cer­to sen­so, un ritorno al pas­sato. Gli abi­tan­ti delle zone inter­es­sate dovreb­bero spostare le loro auto la notte del ven­erdì, o il saba­to di buon’ora. Nir­vana Grisi, con­sigliere comu­nale e pres­i­dente del­la Con­f­com­mer­cio locale, sor­ret­ta da buona parte degli oper­a­tori del cen­tro stori­co, sta strin­gen­do i tem­pi coi rap­p­re­sen­tan­ti degli ambu­lan­ti per ottenere il sì al traslo­co che, nelle pre­vi­sioni, avrebbe dovu­to essere effet­tua­to entro la fine di gen­naio. Le mino­ranze han­no com­in­ci­a­to a pren­dere posizione con­tro l’ipote­si-lun­go­la­go. Dopo la mis­si­va di Gian­lui­gi Pez­za­li, del­la Fiamma Tri­col­ore, adesso c’è da reg­is­trare il dis­senso dei Demo­c­ra­ti­ci di sin­is­tra, che han­no tenu­to una con­feren­za stam­pa, dif­fu­so volan­ti­ni e, saba­to, alle­sti­ran­no un tavoli­no pro­prio sul mer­ca­to. Cinzia Gof­fi, seg­re­taria di sezione, Vin­cen­zo Zam­bel­li e Giampao­lo Comi­ni, pre­side di scuo­la media, ex asses­sore (sia in munici­pio che in Provin­cia), ecc., han­no pre­sen­ta­to una con­tro­pro­pos­ta. «La soluzione migliore sarebbe di col­lo­care i 204 banchi sul­la stra­da par­co, dal vec­chio cam­po sporti­vo Amadei fin qua­si al boc­cio­dro­mo, costeggian­do lo sta­dio nuo­vo — dicono -, uti­liz­zan­do anche il trat­to dinanzi alla Polizia e il piaz­za­le del­la palestra Self. «Per quan­to riguar­da la cir­co­lazione viaria, bisognerebbe ripristinare il doppio sen­so di mar­cia da Cam­pov­erde alla chiesa di S.Giuseppe, scen­den­do poi da via Grataro­lo. Per la sos­ta, la gente potrebbe uti­liz­zare i parcheg­gi del cam­po Amadei e tut­ti gli spazi attorno agli impianti sportivi. Oltre al piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà, fin tan­to che non inizier­an­no i lavori nel­l’ex calza­tu­rifi­cio». L’ed­i­fi­cio, acquis­ta­to dagli Odoli­ni, ver­rà infat­ti trasfor­ma­to in cen­tro com­mer­ciale. E la costruzione del parcheg­gio a un piano, sot­to il piaz­za­le attuale, obb­ligherà allo «sfrat­to» le ban­car­elle del mer­ca­to, i (che han­no ringrazi­a­to per l’ospi­tal­ità e inizia­to a costru­ire la nuo­va caser­ma in local­ità Cunet­tone, dietro la «Casa degli sposi»), gli atleti del can­ot­tag­gio (forse tro­ver­an­no una sis­temazione a Bar­bara­no), il Teatro dei Lumi (il grup­po, guida­to da Marzio Manen­ti, svolge un’in­ten­sa attiv­ità e cer­ca dis­per­ata­mente una sede). «La nos­tra ipote­si — aggiun­gono i Ds — è la più razionale, e non crea dis­a­gi. Assi­cu­ra la mas­si­ma scor­rev­olez­za alla cir­co­lazione, e non dan­neg­gia i res­i­den­ti. Inoltre las­cia libero il lun­go­la­go, il salot­to del­la cit­tà. Negli anni ’90, quan­do si decise di spostare il mer­ca­to da lì, fu pre­sa una delib­era. Una deci­sione assun­ta in con­sid­er­azione degli inves­ti­men­ti fat­ti per la passeg­gia­ta, del­l’u­nic­ità e del­la del­i­catez­za ambi­en­tale, del bloc­co e dei dis­a­gi del cen­tro stori­co. Adesso, sen­za nes­sun dibat­ti­to pub­bli­co, si vuole tornare indi­etro. L’u­ni­ca riu­nione è sta­ta fat­ta con i negozianti del cen­tro stori­co. «Ma non si tiene con­to del­l’opin­ione del­la cit­tad­i­nan­za. Chi pagherà i dan­ni all’arredo del lun­go­la­go? E anco­ra: esiste una per­izia sta­t­i­ca sul­la solid­ità del­la strut­tura? Per tacere del­la posizione ambigua del­la Grisi che, come con­sigliere comu­nale, dovrebbe pen­sare all’in­ter­esse gen­erale, non solo a quel­lo dei com­mer­cianti».

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