Dalla ricerca di Brogiolo un innovativo parco multitematico. Preziose scoperte durante gli scavi del docente di Polpenazze

Mosaici e monete antiche sotto la rocca di Garda

17/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.z.

Gian Pietro Bro­gi­o­lo, docente di arche­olo­gia medio­e­vale del­l’ di Pado­va, nato (e res­i­dente) a Polpe­nazze, dove tra l’al­tro si è pre­sen­ta­to come can­dida­to sin­da­co, ha fat­to il quadro del­la situ­azione del­la cam­pagna di scavi con­dot­ta sul­la spon­da veronese del lago. «Gra­zie alle indagi­ni effet­tuate in questi ulti­mi anni ‑dichiara Brogiolo‑, adesso abbi­amo un quadro più pre­ciso di quan­to avvenu­to dal pun­to di vista urban­is­ti­co sul­la roc­ca di Gar­da dal quin­to al dec­i­mo sec­o­lo dopo Cristo. Oltre alla chiesa di epoca Got­i­ca, con parte del­l’ab­side e del ban­co pres­bi­te­ri­ale, e il recu­pero di uno stu­pen­do fram­men­to di mosaico, con una spi­rale fat­ta di tessere musive bianche e rossonere, abbi­amo rin­trac­cia­to le fon­da­men­ta di un grande edi­fi­cio pub­bli­co e una serie di case pri­vate, di cui una intera­mente sca­v­a­ta, ampia cir­ca 70 metri qua­drati. L’ipote­si più cred­i­bile è che fos­sero usate per motivi strate­gi­co-mil­i­tari o di sosteg­no eco­nom­i­co al palaz­zo e alla chiesa». Bro­gi­o­lo sta cer­can­do di capire la vec­chia map­pa del ter­ri­tori. «I nos­tri scavi — pros­egue — han­no inter­es­sato un’area di cir­ca 500 metri qua­drati. Sono venu­ti alla luce anche i resti di un bel­lis­si­mo affres­co e alcune mon­ete. Spic­cano, in par­ti­co­lare, un tre­m­isse aureo del­l’im­per­a­tore bizan­ti­no Zenone del quin­to sec­o­lo d.C e due denari d’ar­gen­to emes­si da Cre­mona nel dodices­i­mo sec­o­lo e dal Duca­to vis­con­teo nel quindices­i­mo». La cam­pagna pros­eguirà l’an­no prossi­mo. La roc­ca, che ospi­ta l’er­e­mo dei camal­dole­si, ha accolto nel peri­o­do avan­ti Cristo i pri­mi con­ta­di­ni, poi le aris­tocra­zie del­l’Età del rame e i por­ta­tori del Vaso cam­pan­i­forme, quin­di i Veneti antichi, con le capanne di argilla e frasche. Infine i Bar­bari, e Franchi, gli Scaligeri ed Ezzeli­no da Romano, i Vis­con­ti e i Veneziani, Ital­iani e Aus­triaci. I Comu­ni riv­ieraschi del­la zona (Gar­da, , Lazise, Tor­ri, Cavaion e Coster­mano) han­no già dichiara­to la loro disponi­bil­ità a dare vita a un inno­v­a­ti­vo par­co mul­ti­tem­ati­co, imper­ni­a­to sul­la ricer­ca con­dot­ta da Bro­gi­o­lo. «Ci sono le pre­messe per val­oriz­zare il pat­ri­mo­nio stori­co, così da inter­es­sare quel 20–30 per cen­to di tur­isti sen­si­bili ai richi­a­mi del ter­ri­to­rio — ave­va spie­ga­to il pro­fes­sore ai sin­daci-. Siamo trop­po abit­uati a pen­sare ad un come una strut­tura chiusa, vis­itabile ad orari. Qui invece pos­si­amo puntare su un’area aper­ta, con un prog­et­to real­iz­z­abile in com­parte­ci­pazione tra pub­bli­co e pri­va­to». L’idea è creare una serie di itin­er­ari, com­pren­den­ti le inci­sioni rupestri tra Gar­da e Tor­ri, le gal­lerie del­la grande guer­ra, i san­tu­ari e le chiese, l’am­bi­ente nat­u­ral­is­ti­co, i cen­tri stori­ci e, appun­to, il par­co arche­o­logi­co, attra­ver­so una ricostruzione accu­ra­ta degli insediamenti.

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