I primi interventi sulle porte di accesso al paese e sul Prato di San Daniele, arrivano finanziamenti anche dall’Europa Approvato dalla Regione il progetto di recupero per otto milioni di euro

Mura scaligere, sì al restauro

23/12/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

La ha det­to sì al prog­et­to dell’architetto Vit­to­rio Lino Bozzet­to per il recu­pero del­la cin­ta muraria del paese eretta dagli Scaligeri nel Tre­cen­to. È un impor­tante risul­ta­to per il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni ma anche e soprat­tut­to un grande ben­efi­cio che la cit­tà di Lazise godrà negli anni a venire. Il prog­et­to di Bozzet­to è sta­to apprez­za­to in quan­to ben arti­co­la­to sia sot­to il pro­fi­lo stori­co-cul­tur­ale che tec­ni­co. L’architetto ha indi­ca­to, nel­lo stu­dio di fat­tibil­ità, anche delle pri­or­ità sul piano oper­a­ti­vo: il restau­ro con­ser­v­a­ti­vo delle tre porte di acces­so alla cit­tà, ovvero la por­ta San Zeno ad est, la por­ta Can­signo­rio a nord e la por­ta del Lion a sud nonché il riordi­no gen­erale del Pra­to di San Daniele, cioè l’ampio spazio che si incon­tra imme­di­ata­mente giun­gen­do da Verona, ai pie­di delle mura, davan­ti al castel­lo. Era pro­prio lì che le truppe straniere sog­gior­na­vano pri­ma di intrapren­dere viag­gi o redi­gere i piani di attac­co alla fortez­za di Lazise. Quel­lo che in pas­sato era il val­lo anti­s­tante al castel­lo è più noto come are­na esti­va dove sovente ven­gono pre­sen­tati spet­ta­coli all’aperto e dove oggi si tro­va la scuo­la mater­na Lui­gi But­turi­ni. Questo pri­mo stral­cio costerà 550mila euro: buona parte del­la cifra sarà finanzi­a­ta dal­la Regione e parte diret­ta­mente dal Comune di Lazise che recu­per­erà il denaro nec­es­sario nel piano finanziario tri­en­nale. «Il cos­to glob­ale pre­ven­ti­va­to per l’intera opera di recu­pero delle mura scaligere», spie­ga il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni, «è sta­to sti­ma­to in cir­ca 8 mil­ioni di euro. La spe­sa ovvi­a­mente sarà dilui­ta in diver­si stral­ci. Con­fidi­amo che in buona parte ven­ga finanzi­a­ta dal­la Regione e dal­la Comu­nità Euro­pea a fronte di speci­fi­ci e deter­mi­nati prog­et­ti ad hoc che l’amministrazione comu­nale andrà a redi­gere, final­iz­za­ti allo scopo. Oltre all’ente pub­bli­co, ai finanzi­a­men­ti in paro­la, potran­no accedere anche i pri­vati, o col­oro che rius­ci­ran­no a dimostrare che parte delle mura siano di pro­pri­età diver­sa dal­la dema­niale o pub­bli­ca». «È sicu­ra­mente», con­tin­ua Frances­chi­ni, «un’opera impor­tante e di grande valen­za cul­tur­ale euro­pea, pro­prio per le con­sis­ten­ti pre­sen­ze tur­is­tiche sul nos­tro ter­ri­to­rio. Le mura scaligere, con la , sono la sto­ria di Lazise, sono le radi­ci pro­fonde del­la nos­tra gente; non pos­si­amo per­me­t­ter­ci per­tan­to di non cer­care ogni spazio finanziario per recu­per­ar­le e ripor­tar­le, per quan­to pos­si­bile, all’antico splen­dore. Non è quin­di un solo pun­to di orgoglio ma la neces­sità di man­tenere in vita un pat­ri­mo­nio che non è sola­mente di Lazise ma oserei dire dell’umanità». «L’impiego di mate­ri­ali del­la tradizione locale, con pietra­mi e ciotoli, alter­nate a fasce rego­lari di lat­er­izio, con para­men­to a vista, sono la grande carat­ter­is­ti­ca delle mura scaligere», spie­ga il geome­tra Giuseppe Zani­ni dell’ufficio tec­ni­co comu­nale, «sono una vera tipic­ità del Tre­cen­to: l’attuale degra­do, causato dall’incuria, dal tem­po, dagli agen­ti atmos­feri­ci, dall’azione dell’uomo, delle piante, stan­no vera­mente met­ten­do a dura pro­va questo gioiel­lo. Per­chè, di gioiel­lo si trat­ta. Occorre quin­di oper­are con sol­erzia per un restau­ro con­ser­v­a­ti­vo, con il ripristi­no e la rein­te­grazione di par­ti ed ele­men­ti in avan­za­to sta­to di degra­do, pro­prio per far sì che il gioiel­lo resti tale, non solo per i lacisien­si ma per i cit­ta­di­ni del mon­do che vogliono gus­tar­si Lazise e le sue meraviglie».

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