Dopo vent'anni la Rocca è «tutta cultura». E piovono le proposte

Museo su quattro piani a tutto regime

18/06/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Sta­gione da leoni per il Civi­co quel­la che si pre­an­nun­cia, stan­do alla proflu­vie di inizia­tive messe in cantiere per l’an­na­ta, sen­za lim­ite di sfor­zo e di fan­ta­sia. Il che pone subito una scommes­sa cir­ca l’ef­fi­ca­cia del mes­sag­gio. Lo statu­to recita: “Gli scopi fon­da­men­tali del­l’e­sisten­za del Museo Civi­co di Riva del Gar­da sono la ricer­ca, la sal­va­guardia, il reper­i­men­to, la pro­mozione e la doc­u­men­tazione, sec­on­do le dis­po­sizioni leg­isla­tive, del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale, stori­co, artis­ti­co e nat­u­ral­is­ti­co con rifer­i­men­to par­ti­co­lare alla zona di Riva e del­l’Al­to Gar­da.” E’ anco­ra val­i­da l’in­tu­izione che portò nel lon­tano 1946 all’is­ti­tuzione del Museo Civi­co come “museo mis­to” sec­on­do l’at­tuale para­metro di valutazione?La doman­da sorge nat­u­rale appe­na var­cate le soglie del Ter­zo mil­len­nio e quelle del­la Roc­ca, davan­ti alla prospet­ti­va, che ormai è realtà, del com­ple­ta­men­to e aper­tu­ra inte­grale dopo 20 anni di lavori di tutte le sezioni di cui si com­pone questo nos­tro museo poliedri­co, il cui bilan­cio per il 2002 supera abbon­dan­te­mente il mil­iar­do. Nel sen­so che non c’è più nem­meno la scusa delle sale occu­pate dagli eterni cantieri per gius­ti­fi­care ritardi.Di tut­to questo ragio­ni­amo in Roc­ca con i respon­s­abili del­la cul­tura rivana, il vicedi­ret­tore , l’asses­sore comu­nale Lui­gi Mari­no, il respon­s­abile delle attiv­ità cul­tur­ali Pao­lo Malvinni.Intanto, quale è la filosofia di fon­do del “nuo­vo” cor­so del Museo? Per Pel­le­gri­ni la rispos­ta è chiara. “Ci sem­bra di pot­er dare un giudizio pos­i­ti­vo del­la parte ded­i­ca­ta a “Il museo nel­la cit­tà. Il Leit­mo­tiv è il col­lega­men­to con la cit­tà e l’Al­to Gar­da nonché con le associazioni!Sulla stes­sa lunghez­za d’on­da Mari­no: “Il Museo dovrebbe divenire museo ter­ri­to­ri­ale del­l’Al­to Gar­da, in un sis­tema di rete muse­ale all’in­ter­no del­la Provin­cia ma con le sue pecu­liar­ità, il pat­ri­mo­nio locale, l’am­bi­ente e quan­t’al­tro ci qual­i­fi­ca! L’o­bi­et­ti­vo nos­tro sarà quel­lo del­l’azione locale in vista di un con­cet­to di glob­al­ità ma sem­pre in rete! Il tut­to per una pro­pos­ta cul­tur­ale alle diverse fasce: ragazzi in età sco­lare, uni­ver­si­tari, terza età, tur­isti, appas­sion­ati d’arte e storia.“Ma non è solo il sin­go­lo reper­to a qual­i­fi­care il ter­ri­to­rio nel sis­tema muse­ale trenti­no, è la filosofia di base. Così è sti­molante il restau­ro del capitel­lo insieme al momen­to stori­co del Vendôme, la Ponale e i for­ti, oppure anco­ra il per­cor­so con l’archiv­io sul­la sto­ria del­la cit­tà. “Quest’an­no siamo par­ti­ti con sei brochure, che sono altret­tante inizia­tive muse­ali: i pro­tag­o­nisti del­l’arte, i lab­o­ra­tori, conoscere la natu­ra, conoscere il cielo con gli astro­fili, momen­ti e vicende storiche del­l’Al­to Gar­da — ricor­da Gian­ni Pel­le­gri­ni — ogni inizia­ti­va è con­cor­da­ta con le asso­ci­azioni locali: Astro­fili e scuo­la, lab­o­ra­tori fotografi­ci del liceo e isti­tu­to tec­ni­co, e Giuris­dizione, Don Por­ta e asso­ci­azione Pinter.“E il mon­do eco­nom­i­co? “Col­la­bo­ri­amo con l’Apt a even­ti come “Not­ti nei musei” oppure la “” dal 20 al 25 agos­to, spon­sor Cartiere del Gar­da e Cas­sa Rurale di Arco.” La valen­za cul­tur­ale? “E’ assi­cu­ra­ta dal­lo spes­sore delle inizia­tive” risponde Malvinni.

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