La responsabile del laboratorio garantisce sull'ottima salute del lago di Garda

Nel 2001 niente macchie giallo-verdastre

25/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Chiara De Francesco, diri­gente respon­s­abile del lab­o­ra­to­rio che a forte san Nicolò sta mon­i­toran­do ormai da una deci­na di anni, la salute del Gar­da, ha assi­cu­ra­to i soci del Lyons di Arco-Riva e Tione che il mag­giore lago ital­iano sta benone; promette di cam­pare otti­ma­mente anco­ra per una lunghissi­ma filza d’an­ni; smaltisce con sovrana dis­in­voltura gli scarichi del­l’Adi­ge Gar­da, asso­lu­ta­mente inin­flu­en­ti sul suo equi­lib­rio; non pare risen­tire dei capric­ci d’un cli­ma balzano. Anche l’ec­cezionale fior­it­u­ra algale del­l’es­tate scor­sa ‑per il pro­fano si trat­ta del­l’or­ri­bile e dis­gus­tosa serie di chi­azze di schi­u­ma gial­las­tra- è sta­ta spie­ga­ta con la dinam­i­ca del baci­no e ricon­dot­ta nel novero dei fenomeni mag­a­ri brut­ti, ma innocui.Premessa: la morte di un lago avviene quan­do nelle sue acque com­pare trop­po fos­foro. Più fos­foro sig­nifi­ca aumen­to delle alghe; più alghe ci sono, più ossigeno man­giano. Quan­do non c’è più ossigeno, il lago muore «asfis­si­a­to». Il lab­o­ra­to­rio di san Nicolò, fra gli altri dati (ossigeno dis­ci­olto, tem­per­atu­ra) rac­coglie e misura la quan­tità di nutri­ente a dis­po­sizione delle alghe. I laghi di mon­tagna ne han­no pochissi­mo, sono olig­otrofi­ci, lim­pi­di, ossi­genati, traspar­en­ti, pota­bili. I laghi eutrofi­ci ne han­no trop­po di nutri­ente e quin­di di alghe, gli strati ver­so il fon­do sono privi di ossigeno. Il Gar­da oscil­la fra il lim­ite supe­ri­ore del­l’olig­otrofia e quel­lo infe­ri­ore del­la mesotrofia. Nel­l’es­tate del Duemi­la, ha spie­ga­to da dot­tores­sa De Francesco, la fior­it­u­ra eccezionale di anabae­na è sta­ta provo­ca­ta da un inat­te­so sec­on­do capo­vol­gi­men­to delle acque del lago. In con­dizioni nor­mali gli strati super­fi­ciali di acqua, a tem­per­atu­ra supe­ri­ore rispet­to agli 8,2 gra­di dei fon­dali, «gal­leg­giano» sulle sot­tostan­ti masse più fred­de, più dense e più pesan­ti. In queste con­dizioni i nutri­en­ti scar­i­cati nel lago scivolano sul fon­do, vi si deposi­tano e ven­gono smalti­ti col tem­po. Se la tem­per­atu­ra di super­fi­cie s’ab­bas­sa fino a coin­cidere con quel­la del fon­do, lo sbar­ra­men­to fra stra­to e stra­to salta, e la mas­sa d’ac­qua si mette in cir­co­lazione. Questo sig­nifi­ca che i nutri­en­ti ven­gono soll­e­vati ver­so gli strati supe­ri­ori dove, incon­tran­do la luce del sole, svilup­pano alga. Che sia anda­ta pro­prio così è dimostra­to dal fat­to che la con­cen­trazione di fos­fori ril­e­va­ta sul fon­do è brus­ca­mente dimi­nui­ta dopo mesi di leg­gera cresci­ta costante. Dato l’an­da­men­to cli­mati­co del 2001 la dot­tores­sa De Francesco ritiene di pot­er esclud­ere che quest’es­tate il fenom­e­no si ripeta. Non dovreb­bero più pre­sen­tar­si nel bel mez­zo del­la sta­gione le strisce gial­lo ver­das­tre, brutte e puz­zo­len­ti, aut­en­ti­co atten­ta­to all’az­zur­ro del Garda.