Il giallo del tesoro di Mussolini Gardone, il mistero cresce. Nei prossimi giorni verrà fissata la data per la ricerca del tesoro del Duce Nel giardino del «Vittoriale» potrebbero esserci anche alcuni cadaveri Lo affermano una sensitiva e una agenzia di s

Nella villa dannunziana i resti delle vittime delle Ss?

08/08/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Nei prossi­mi giorni ver­rà fis­sato il giorno da dedi­care allo sca­vo nel Vit­to­ri­ale di Gar­done alla ricer­ca del pre­sun­to «tesoro di Mus­soli­ni», la cui pre­sen­za, come Bres­ciaog­gi ha già antic­i­pa­to nei giorni scor­si, è sta­ta indi­ca­ta qui dal­la sen­si­ti­va Maria Rosa Busi. L’attesa per la con­fer­ma del­la data dipende anche dal­la famiglia Mus­soli­ni, la quale è sta­ta avvisa­ta dell’operazione attra­ver­so la par­la­mentare euro­pea Alessan­dra, attual­mente in vacan­za. «Spero che pos­sa essere pre­sente il giorno del­lo sca­vo — spie­ga la sig­no­ra Busi par­lan­do del­la Mus­soli­ni -: è bene che veda subito quan­to ver­rà por­ta­to alla luce, poichè vi potreb­bero essere ritrova­men­ti che inter­es­sano diret­ta­mente la sua famiglia. Ques­tioni anche pri­vate, insom­ma». Del resto, la sen­si­ti­va ha più volte dichiara­to di avere «una mis­sione da com­piere», e di essere solo «un inter­me­di­ario tra il mon­do del­lo spir­i­to e il nos­tro mon­do fisi­co per aiutare la gius­tizia a vin­cere; in par­ti­co­lare dal­la parte delle donne». Osta­coli per lo sca­vo, che non pre­sume l’abbattimento di alberi o peg­gio la demolizione di strut­ture murarie, non dovreb­bero essercene. «Sarà però nec­es­saria la pre­sen­za di autorità, per­chè potreb­bero essere rin­venu­ti anche resti di per­sone — con­tin­ua la sen­si­ti­va -: i miei spir­i­ti gui­da con­tin­u­ano a man­dar­mi mes­sag­gi, affer­man­do che in quel luo­go molte per­sone han­no sof­fer­to e forse sono state sepolte». Quin­di accan­to al pos­si­bile ritrova­men­to di oro e doc­u­men­ti sul­la Rsi, ecco com­par­ire anche il pos­si­bile rin­ven­i­men­to di resti umani. Ma apparte­nen­ti a chi? «La ques­tione è del­i­ca­ta e per ora preferisco man­tenere il ris­er­bo — con­clude la Busi -; so solo che occorre fare presto». Spul­cian­do negli archivi del Vit­to­ri­ale riguardan­ti il peri­o­do suc­ces­si­vo all’aprile del 1945, abbi­amo trova­to nei giorni scor­si la notizia di un mas­sacro, dif­fusa il 5 luglio 1945. Nel doc­u­men­to si riferisce del ritrova­men­to di sette cadav­eri non iden­ti­fi­cati nei sot­ter­ranei del­la ex res­i­den­za di D’Annunzio. L’articolo, pub­bli­ca­to su vari gior­nali romani, fu dif­fu­so da una cer­ta «agen­zia Orbis», e sot­to­lin­ea­va il fat­to che la vil­la gar­donese era sta­ta occu­pa­ta nel peri­o­do repub­blichi­no dalle Ss tedesche, il cui coman­dante, il mag­giore Otto Springer, era un noto aguzzi­no. «Nell’abbandonare pre­cip­i­tosa­mente Gar­done — scrive la nota gior­nal­is­ti­ca — in occa­sione del­la lib­er­azione del Nord, pare che il mag­giore abbia rinchiu­so i sette indi­vidui (che ave­va cat­tura­to in una delle sue retate, tris­te­mente famose nel­la zona) negli scant­i­nati del­la vil­la, dove essi perirono per sof­fo­ca­men­to, essendo il locale dove era­no sta­ti rinchiusi pri­vo asso­lu­ta­mente d’aria». Era una notizia vera o inven­ta­ta? E chi era­no quei sette? Era­no forse a conoscen­za di par­ti­co­lari in mer­i­to alle casse di Mus­soli­ni, sparite nel suo per­cor­so da Gargnano ver­so la Svizzera in quel 20 aprile 1945, otto giorni pri­ma del­la sua fucilazione? E che fine fecero i diari di Claret­ta Petac­ci, l’amante del dit­ta­tore fucila­ta con lui (dai par­ti­giani o da un killer bres­ciano al sol­do del­lo spi­onag­gio inglese?) nel quale la don­na era soli­ta anno­tare i suoi dialoghi col capo del fas­cis­mo? Qual­cuno dice che quei diari pote­vano con­tenere impor­tan­ti seg­reti dei rap­por­ti tra Mus­soli­ni e Churchill. Sono forse nascosti nel Vit­to­ri­ale? A con­fer­mare il fat­to che Claret­ta visse all’epoca nel­la res­i­den­za di Gar­done arri­va anche il grande Indro Mon­tanel­li, che il 2 otto­bre del 1945 scrive­va sul Cor­riere d’Informazione (nell’articolo dal tito­lo «Il Vit­to­ri­ale fra D’Annunzio e Mus­soli­ni») che «not­tetem­po Claret­ta fug­gì (dal­la vil­let­ta vici­no al Faro, dove Rachele, la moglie del Duce, spin­ta dal­la gelosia ave­va ten­ta­to di aggredirla) e venne a rifu­gia­r­si nel Vit­to­ri­ale, dove il Duce la rag­giunse». Non c’è dub­bio che anche al sin­da­co di Gar­done e alla direzione del­la strut­tura inter­esserebbe saperne di più su queste sto­rie. «Scav­er­e­mo presto: non abbi­amo nul­la da perdere e molto da sco­prire», ha com­men­ta­to il sin­da­co Bazzani.