Pochi lo sanno, ma nel giugno di 371 anni fa Pozzolengo rischiò letteralmente di sparire dallo scenario delle colline moreniche del Garda

Nessuna lapide ricorda l’assedio del 1630

14/06/2001 in Storia
Di Luca Delpozzo
s.st.

Pochi lo san­no, ma nel giug­no di 371 anni fa Poz­zolen­go rischiò let­teral­mente di sparire dal­lo sce­nario delle . Se questo non accadde, lo si deve ad un pug­no di cor­ag­giosi poz­zolengh­e­si, uomi­ni e donne, che per otto giorni — dall’1 all’8 giug­no — asser­ragliati nel castel­lo, resistet­tero agli assalti delle sol­dataglie ger­maniche che, visti inutili i ten­ta­tivi di con­quistare la fortez­za, alla fine se ne andarono. Ma vedi­amo in det­taglio l’episo­dio. Cor­re­va l’an­no 1630, era in atto la guer­ra per la suc­ces­sione al duca­to di Man­to­va, essendosi estin­ta la lin­ea diret­ta dei Gon­za­ga. Su due fron­ti con­trap­posti, il ramo cadet­to dei Gon­za­ga di Guastal­la e quel­lo francese dei Nev­ers. Nei pres­si di Goito si scon­tra­no i veneziani, che sosten­gono i Gon­za­ga ital­iani, e i sol­dati d’oltralpe, sce­si in Italia a sosteg­no dei Nev­ers, gui­dati dal con­te Ram­bal­do Di Col­lal­to, nobile vicenti­no che era in con­trasto con Venezia. Bat­tuto l’e­serci­to veneziano, le truppe arrivate dal nord dilagano ver­so il Gar­da, met­ten­do tut­to a fer­ro e fuo­co . Il 1 giug­no sono in vista di Poz­zolen­go dove nel frat­tem­po la popo­lazione si è rifu­gia­ta nel castel­lo. Gli uomi­ni del Col­lal­to met­tono a fer­ro e fuo­co il paese e asse­di­ano il castel­lo per otto giorni. Alla fine le truppe se ne van­no. «Una sola ter­ra osò oppor­si a quei bar­bari: Poz­zolen­go», scrive il Solitro, insigne stu­dioso bres­ciano nel­la sua «Sto­ria del­la Mag­nifi­ca Patria». Con ducale del 14 giug­no 1630, il Doge di Venezia Nicolò Con­tari­ni elogiò il com­por­ta­men­to dei val­orosi abi­tan­ti di Poz­zolen­go a dife­sa del luo­go, esem­pio di fedeltà a Venezia. Se oggi Poz­zolen­go con­ser­va la sua fisiono­mia medievale lo si deve a quegli eroici cit­ta­di­ni. Eppure non un seg­no, non una lapi­de ricor­da quel fat­to. Uni­co tes­ti­mone, l’an­ti­co maniero, defini­to dagi stu­diosi «raro esem­pio di bor­go medio­e­vale». Ma per l’in­cu­ria del tem­po, e ancor più per quel­la degli uomi­ni, oggi è in com­ple­to degra­do. Sem­bra però che la nuo­va Giun­ta comu­nale inten­da fare qualche cosa per resti­tuire ai poz­zolengh­e­si il sim­bo­lo del­la lot­ta dei loro ante­nati con­tro gli invasori.