Mentre si aspetta la decisione regionale l’ex assessore alla sanità Buttura ricorda la legge del 1993. «Doveva diventare a indirizzo medico riabilitativo, come si chiede adesso»

«Non ho mai voluto chiudere l’ospedale»

13/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Con­to alla roves­cia per la deci­sione sulle sor­ti dell’ospedale di Capri­no. Entro il 24 del mese, infat­ti, l’assessore Fabio Gava scioglierà le ris­erve e dirà se accetta la sen­ten­za del Tar — rimet­ten­do così mano alle schede di pro­gram­mazione san­i­taria — oppure se ricor­rere a sua vol­ta al Con­siglio di Sta­to. Come tiene a pre­cis­are Rober­to But­tura, la legge regionale 39 di rior­ga­niz­zazione ospedaliera venne approva­ta nel 1993, quan­do pro­prio But­tura rico­pri­va la car­i­ca di asses­sore regionale alla San­ità. «Durante quel peri­o­do, fino a mag­gio 1994», ricor­da But­tura, «sono rius­ci­to a far approvare dal­la Giun­ta regionale oltre alla legge anche la pri­ma delib­era attua­ti­va, frut­to di un per­cor­so demo­c­ra­ti­co, con la quale l’ospedale di Capri­no veni­va rior­ga­niz­za­to in ospedale medico riabil­i­ta­ti­vo, né più né meno di quan­to oggi chiede la locale ammin­is­trazione comu­nale». La scelta di chi­ud­ere l’ospedale e di trasfor­mar­lo in cen­tro polifun­zionale, dunque, risale all’amministrazione suc­ces­si­va, così come a quel peri­o­do van­no impu­tati i pri­mi ricor­si al Tar.