Da Chicco Risatti l'allarme dei 300 albergatori del bresciano

Non possiamo lasciarci strangolare tutti

29/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Chic­co Risat­ti è pres­i­dente del con­sorzio Riv­iera del Limoni: tre­cen­to alberghi fra Limone e Salò, pas­san­do da Gargnano, Gar­done e Toscolano Mader­no, con pun­tate a Tremo­sine, Tig­nale, Mag­a­sa e Valvesti­no; 3500 lavo­ra­tori (7–800 i tren­ti­ni), 13.000 posti let­to. «Non accetti­amo deci­sioni fat­te cadere dal­l’al­to sen­za con­sul­tazione, sen­za con­fron­to. Stava­mo tran­quil­li ad aspettare l’8 gen­naio, l’in­con­tro fra le par­ti, quan­do c’è piom­bata fra capo e col­lo ques­ta maz­za­ta. Ma lo san­no che si but­tano via anni ed anni di lavoro? Lo san­no che se quat­tro grossi tour oper­a­tor, Thomp­son, Tui, Imaghams, Hotelplan, ci can­cel­lano dai loro cat­a­loghi, chi­u­di­amo bot­te­ga tut­ti quan­ti? Siamo ester­refat­ti e con­vin­tis­si­mi che se Limone fos­se in provin­cia di Tren­to, l’idea di chi­ud­ere per due anni una stra­da così, non sarebbe nem­meno pas­sa­ta loro per l’an­ti­cam­era del cervel­lo». Lo sfo­go è tor­ren­tizio, seg­nale per­fet­to del gra­do di allarme che la cat­e­go­ria riflette nelle parole del pres­i­dente Risat­ti. «Un’o­ra e mez­za per arrivare al pron­to soc­cor­so più vici­no, quel­lo di Gargano: è questo che pos­si­amo scri­vere sui depli­ant per la nos­tra clien­tela? Cinquan­t’an­ni fa erava­mo tut­ti pesca­tori: dob­biano tornare a quel­la vita? Limone fa un mil­ione e 100 pre­sen­ze in un anno: tut­ti in traghet­to? Sputi­amo l’an­i­ma per reg­gere la con­cor­ren­za, dal­la Croazia al Trasi­meno. E questi ci ven­gono a pro­porre di chi­ud­ere barac­ca e burat­ti­ni per due sta­gioni. Ma si ren­dono con­to di quel­lo che dicono?». Gli oper­a­tori, annun­cia il pres­i­dente Risat­ti, per ora restano buoni ad aspettare i risul­tati di un’assem­blea già con­vo­ca­ta con tut­ti i sin­daci del­la spon­da lom­bar­da del lago. Ma se dai politi­ci non dovessero venire alter­na­tive prat­i­ca­bili, qual­cosa faran­no. «Non sap­pi­amo che cosa, ma non pos­si­amo accettare di far­ci stran­go­lare così».