Il disegno preliminare prevede la riqualificazione dell’area con la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Interrogazione del gruppo Arilica

«Non toccate la piazza d’Armi »

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’interrogazione pre­sen­ta­ta dal grup­po Aril­i­ca ha por­ta­to in Con­siglio comu­nale il prog­et­to rel­a­ti­vo alla riqual­i­fi­cazione di piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, o piaz­za d’Armi, e al parcheg­gio mul­ti­p­i­ano che dovrebbe esservi real­iz­za­to. Un prog­et­to, attual­mente allo sta­to pre­lim­inare, inser­i­to nel piano tri­en­nale delle opere pub­bliche e nel piano par­ti­co­lareg­gia­to del cen­tro stori­co nel quale dovrebbe rien­trare anche la ces­sione dell’ex edi­fi­cio sco­las­ti­co che si affac­cia su piaz­za d’Armi. È nell’ottica di ques­ta riqual­i­fi­cazione che, nei mesi scor­si, la Soprint­en­den­za ha effet­tua­to uno sca­vo per indi­vid­uare le strut­ture arche­o­logiche pre­sen­ti sot­to la piaz­za. Questi lavori, lo ha det­to l’amministrazione rispon­den­do alle mino­ranze, sono sta­ti pagati da un pri­va­to; men­tre non esistono pri­vati, sec­on­do quan­to dichiara­to sem­pre dal­la mag­gio­ran­za, inter­es­sati alla real­iz­zazione del parcheg­gio. L’interrogazione, fir­ma­ta da Anto­nio Invidia e Gia­co­mo Tomez­zoli, ha mes­so in dis­cus­sione l’opportunità, prog­et­tuale e per la comu­nità, di un inter­ven­to defini­to «irre­versibile» sul­la piaz­za prin­ci­pale del cen­tro stori­co e sot­to­pos­ta a vin­co­lo ambi­en­tale e mon­u­men­tale. «Un prog­et­to va asso­lu­ta­mente affronta­to», scrive Aril­i­ca, «ma la riqual­i­fi­cazione del­la piaz­za dovrebbe tenere deb­ito con­to degli edi­fi­ci che vi si affac­ciano, per­ché questi rap­p­re­sen­tano l’anima stes­sa del­la piaz­za e per­ché, se val­oriz­za­ti, potreb­bero offrire sboc­chi com­mer­ciali, arti­gianali e di util­ità pub­bli­ca». «Dal­la doc­u­men­tazione», con­tin­ua l’interrogazione, «si evince che l’ex edi­fi­cio sco­las­ti­co di piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia sarà ven­du­to a pri­vati, che sarà data in con­ces­sione a pri­vati il 50 per cen­to del­la piaz­za per real­iz­zare un parcheg­gio sot­ter­ra­neo e che nel con­tem­po si deter­min­erà la sis­temazione del­la super­fi­cie del­la piaz­za stes­sa». «Non siamo cer­ti», com­men­tano Invidia e Tomez­zoli, «che la rispos­ta ai prob­le­mi del cen­tro stori­co e dei suoi negozi sia uno sca­vo per 180 posti auto inter­rati su due piani, e un arredo del­la piaz­za che dovrà ten­er con­to di rampe di acces­so, cami­ni per l’aerazione, ascen­sore e quant’altro richiesto dal parcheg­gio. E il parcheg­gio poi come sarà: libero o a paga­men­to?». «A nos­tro avvi­so», si legge anco­ra nell’interrogazione, «l’edificio delle ex scuole ele­men­tari può essere cedu­to a fronte del­la riqual­i­fi­cazione di piaz­za d’Armi, ma sen­za parcheg­gio mul­ti­p­i­ano. Per risol­vere il prob­le­ma dei parcheg­gi, anche per il cen­tro stori­co, si può pen­sare, ad esem­pio, alla zona di Por­ta Bres­cia, dove si potreb­bero ricavare molti più posti auto sem­pre a poche decine di metri dal cen­tro stori­co». «Ovunque si cer­ca di portare le auto fuori dai cen­tri stori­ci; a quan­to pare», dicono Invidia e Tomez­zoli, «Peschiera la pen­sa diver­sa­mente». È sta­ta Eva Di Loren­zo, con­sigliere del­e­ga­to al pat­ri­mo­nio stori­co e urban­is­ti­co, a leg­gere la rispos­ta dell’amministrazione comu­nale che ha pre­cisato di credere «fer­ma­mente nel val­ore stori­co, cul­tur­ale, architet­ton­i­co, artis­ti­co e civi­co del­la piaz­za in ogget­to, riconoscen­do l’importanza di un’opera gen­erale di riqual­i­fi­cazione che pren­da in con­sid­er­azione ogni sin­go­lo aspet­to dell’intervento». «L’edificio sco­las­ti­co», ha det­to la Di Loren­zo, «non è attual­mente ogget­to di com­praven­di­ta, ne tan­to meno lo è il 50 per cen­to del­la piaz­za; a tutt’ora non esiste alcun prog­et­to defin­i­ti­vo e/o esec­u­ti­vo che pos­sa per­me­t­tere un’analisi e un cal­co­lo speci­fi­co di van­tag­gi e rischi in quan­to la com­p­lessità stes­sa del­la zona, sot­to­pos­ta a vin­co­lo mon­u­men­tale e ambi­en­tale richiede appro­fon­dite indagi­ni pre­lim­i­nari che per­me­t­tano di fornire stru­men­ti adeguati per for­mu­la­re rif­les­sioni ed elab­o­rare even­tu­ali pos­si­bili soluzioni in mer­i­to, sem­pre in con­cer­to con gli enti com­pe­ten­ti». E anco­ra: «Numerose sono le ipote­si di riqual­i­fi­cazione del­la piaz­za, e di con­seguen­za dell’intera zona vin­co­la­ta; la soluzione di un even­tuale parcheg­gio inter­ra­to è quel­la che in asso­lu­to richiede un’indagine del sot­to­suo­lo, alla luce del­la prossim­ità del­la stes­sa a ritrova­men­ti di epoca romana; in gen­erale comunque, per inter­venire in qual si voglia modo su un’area di tale entità e ril­e­van­za, è essen­ziale conoscere pre­lim­i­n­ar­mente tut­ti gli aspet­ti con­cer­nen­ti tale area». Tomez­zoli ha repli­ca­to di «non essere sod­dis­fat­to delle risposte avute; ormai noi veni­amo in Con­siglio comu­nale solo per rat­i­fi­care delibere di Giun­ta. E nem­meno su temi così impor­tan­ti per il paese viene dato spazio ad un con­fron­to tra tutte le forze politiche». Il con­sigliere di Aril­i­ca, e con lui Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, han­no quin­di chiesto di conoscere il nome del pri­va­to che ha paga­to gli scavi del­la Soprint­en­den­za; la mag­gio­ran­za ha det­to di for­mu­la­re la doman­da per iscrit­to. Nel­la stes­sa sedu­ta il Con­siglio comu­nale ha anche approva­to la mod­i­fi­ca del rego­la­men­to comu­nale sui dati per­son­ali (pri­va­cy); il rego­la­men­to per l’utilizzo di impianti di video sorveg­lian­za del ter­ri­to­rio; l’adeguamento degli stru­men­ti di piani­fi­cazione com­mer­ciale e la mod­i­fi­ca del rego­la­men­to del mer­ca­to rel­a­ti­vo al piano comu­nale del com­mer­cio su aree pub­bliche. Approva­ta anche la con­ven­zione con la coop­er­a­ti­va sociale San Mar­co onlus per l’affidamento di servizi di manuten­zione vari, assis­ten­za alle man­i­fes­tazioni e uti­liz­zo di veicoli comu­nali con l’impiego di operaio gener­i­co. Anche su questo pun­to Gia­co­mo Tomez­zoli ha soll­e­va­to per­p­lessità «non sul­la San Mar­co o sulle coop­er­a­tive, ma sul­la modal­ità adot­ta­ta dall’amministrazione che non ha dato evi­den­za pub­bli­ca a questo affi­da­men­to di servizi». «Una legge regionale dà ai Comu­ni la pos­si­bil­ità di con­ven­zionar­si diret­ta­mente con le coop­er­a­tive sociali», risponde Cristi­na Bertuc­co, con­sigliere del­e­ga­to al sociale e legale rap­p­re­sen­tante del­la San Mar­co che per questo non ha pre­so parte alla dis­cus­sione e votazione del pun­to. «Anzi, Peschiera ha anche fat­to più di quan­to dove­va, richieden­do pre­ven­tivi a diverse cooperative».